Il monumento a Ercole e Anteo, conosciuto a Parma come “I due abbracciati”, oggi ospitato a Palazzo Cusani

Il monumento a Ercole e Anteo – oggi ospitato nel cortile interno di Palazzo Cusani, sede della Casa della Musica – è conosciuto anche come “I du brasè” (“I due abbracciati” in dialetto parmigiano). L’opera in rame, realizzata su probabile disegno di Francesco Maria Reti dall’artista fiammingo Teodoro Vanderstruck, risale al lontano 1687, anni durante i quali furono compiuti diversi lavori di riqualificazione di Palazzo e Giardino Ducale di Parma.

In vista delle nozze fra Odoardo II Farnese e Dorotea Sofia Neuburg, infatti, nel 1685 il duca Ranuccio II Farnese fece porre nel grande spazio di fronte al palazzo una grande vasca del marmista Alberto Oliva: al centro di questa fu progettata la collocazione di un gruppo scultoreo in rame tra cui, appunto, il monumento a Ercole e Anteo. La statua, che raffigura la lotta tra l’eroe mitologico Ercole e il gigante Anteo era stata quindi pensata per essere inserita in contesti d’acqua: dalla bocca di Anteo, infatti, sgorgava originariamente uno degli zampilli della fontana.

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Nel corso dei decenni la fontana non godette di particolare fortuna: con i lavori di riqualificazione del Giardino Ducale da parte dell’architetto Petitot, Filippo di Borbone fece demolire interamente la struttura e il suo successore, Ferdinando di Borbone, nel 1784 fece spostare le sculture nel cortile di Palazzo della Zecca, sul retro di Palazzo Cusani.

Con il nuovo secolo e i primi anni di dominazione napoleonica, venne fatto realizzare un basamento rivestito in stucco con bassorilievi ed epigrafi inneggianti l’imperatore su cui porre l’imponente statua, nuovamente trasferita presso il Giardino Ducale. Dopo successivi spostamenti sempre all’interno del parco cittadino, il monumento fu posizionato nel 1825 in una nicchia al piano terreno del Palazzo del Comune, al di sopra di una fontana realizzata nel 1829 da Vincenzo Galli su disegno di Paolo Toschi.

Il primo giorno dell’anno 1981, ignoti vandali danneggiarono l’opera, mutilandola del braccio destro di Anteo che non fu più rinvenuto. Tra il 1985 e il 1994, il Comune affidò il restauro alla scultrice parmigiana Jucci Ugolotti, la quale si occupò anche della ricostruzione del braccio mancante. L’opera fu posta sullo scalone monumentale del Comune e ne venne anche realizzata un copia da porre sulla fontana del Toschi sul fronte orientale del Municipio. Nel 2003, infine, l’opera originale fu spostata dove tutt’ora si trova, ovvero nel cortile interno di Palazzo Cusani, sede della Casa della Musica.

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