I fuochi d’artificio: perché evitarli e alcune alternative

Botti-di-capodanno-illegali1Nella vita quotidiana accade spesso di assistere ad uno scontro fra tradizione e innovazione, fra conservatorismo e cambiamento. Durante i secoli la tradizione ha ceduto spesso il passo all’innovazione, soprattutto per quanto riguarda i festeggiamenti di fine anno, tramutandosi di conseguenza in nuova tradizione. Ma a cambiare sono sempre state le modalità e non la finalità, che è rimasta uguale a sé stessa: propiziarsi il nuovo anno perché portasse abbondanza, benessere e felicità.

L’usanza tipica, negli ultimi anni è quella di assicurarsi la fortuna facendo scoppiare i fuochi d’artificio, come se si volessero scacciare gli spiriti maligni con il “botto”, portando allegria e serenità. Questa pratica ha integrato o – in alcune zone d’Italia – sostituito il lancio dei cocci dalla finestra, che causava danni alle auto in sosta e spesso anche ai passanti. La tendenza ultimamente è quella di condannare i fuochi d’artificio e le autorità locali fanno scattare provvedimenti che vietano l’utilizzo degli stessi o invitano la cittadinanza al buon senso. Le restrizioni sono intervenute perché ci si è accorti della natura multiforme del problema, innanzitutto si cerca di tutelare la cittadinanza dai numerosi incidenti accorsi per l’utilizzo dei fuochi pirotecnici, 251 feriti solo l’anno scorso, poi è aumentata la sensibilità nei confronti della paura che questi provocano negli animali domestici, soprattutto cani e gatti, che proprio per lo spavento riportano ferite, grandi traumi o nei casi peggiori la morte. Ma non ci si limita a questo.


I fuochi d’artificio sono velenosi. Lo scoppio di questi oggetti rilascia infatti nell’aria delle sostanze chimiche nocive, soprattutto metalli pesanti come diossina, percolati e agenti inquinanti che a contatto con il terreno e falde acquifere ne determinano il deterioramento qualitativo, senza considerare l’aria. Un altro aspetto da tenere in considerazione è il danno che si provoca nella fauna selvatica. Se è vero che gli animali domestici soffrono per il rumore, è altrettanto vero che anche quelli selvatici risentono dei nostri festeggiamenti. Più ci si avvicina al loro habitat maggiori sono le conseguenze dannose. Uccelli selvatici che si disorientano, si schiantano e muoiono, cuccioli che scappano e non ritrovano più il nido o la tana, caprioli e cinghiali che finiscono nelle strade sono solo alcuni esempi. Un altro aspetto da non sottovalutare è che i fuochi d’artificio sono estremamente dannosi per gli uomini cardiopatici, il cuore di queste persone è altamente sollecitato dai forti rumori e dalle conseguenti vibrazioni. Da ultimo, l’inquinamento urbano dovuto agli scarti che puntualmente non vengono ripuliti, ne deriva una conseguente spesa che deve essere sostenuta con fondi pubblici.

lanterne-cinesiQuesto è il quadro che ha portato una condanna quasi unanime all’utilizzo di fuochi artificiali. Anche i sindaci dei Comuni della nostra Provincia, sebbene non sia scattata nessuna ordinanza restrittiva, hanno invitato i concittadini a rispettare i divieti già vigenti e hanno fatto appello al buon senso. È evidente che non si voglia e non si possa minare la libertà personale, lasciando al senso civico individuale piena libertà di manifestazione.

Per concludere, è evidente che festeggiare la fine dell’anno secondo tradizione sia un diritto, ma certe volte abbandonarle non è necessariamente una priv
azione, soprattutto quando le conseguenze negative sono superiori a quelle positive e, come ci insegna la storia, innovare significa non solo cercare qualcosa di meglio, ma anche creare nuove tradizioni. Le alternative ci sono, dalle lanterne cinesi alle cosiddette “fontane”, dai canti della “strenna” alle cascate di luce, ma a volte basta solo un po’ di fantasia, con la convinzione che il botto sia meglio lasciarlo fare alla bottiglia di spumante.

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