Alcune squadre lasciano ricordi indelebili, nonostante abbiano conquistato pochi titoli

Il caso del Parma della seconda metà degli anni ’90 è sicuramente uno di questi, dato che stiamo parlando di una squadra che sorprese tutti grazie all’ottima rosa a disposizione e ai risultati ottenuti. La società emiliana, che aveva vinto una Coppa delle Coppe all’inizio del decennio, avrebbe costruito una squadra importante per provare a vincere lo Scudetto, arrivando addirittura ad essere una delle famose sette sorelle nella stagione 1999-2000. Erano gli anni in cui i gialloblu potevano vantare un roster composto da gente come Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Lilian Thuram, Hernán Crespo e Sebastián Verón. I primi tre sarebbero stati poi campioni del mondo, mentre gli altri due, solo per citarne alcuni, sarebbero stati pilastri importanti della nazionale argentina.

Una delle storie più belle relative a quell’epoca riguarda proprio Buffon, che solo nel 2001 sarebbe passato alla Juventus, squadra le cui sempre più diffuse quote delle scommesse sul calcio la vedono come favoritissima alla vittoria del campionato attuale, nel quale ha un vantaggio enorme sul Napoli. Il portiere nativo di Carrara esordì in Serie A con il Parma il 19 novembre 1995, quando sostituì l’infortunato Luca Bucci in una partita contro il Milan. In quell’occasione, infatti, il portierone proveniente dalla primavera bloccò una serie di attacchi della squadra più forte del momento, facendo capire subito di essere un predestinato. Dalla stagione successiva sarebbe stato titolare indiscusso e sarebbe nata la sua leggenda, che continua tuttora al Paris Saint-Germain, squadra francese con la quale Buffon ha da poco rinnovato il contratto fino al 2020. Davanti a lui, come già detto, vi erano Cannavaro e Thuram, due difensori rocciosi che si completavano perfettamente e che formarono una delle migliori coppie difensive di sempre nel campionato italiano. Rinfrancati dalla presenza in porta di Buffon, il napoletano e il francese, insieme anche all’argentino Néstor Sensini, eressero un autentico muro davanti a loro, il che permise al Parma di vincere la Coppa Uefa 1998-99, l’ultima mai vinta da una squadra italiana.

Fiera Millenaria di San Terenziano: a Isola di Compiano tornano festa e tradizione

In quel trionfo così importante, però, vanno ricordati i goal di Crespo, un bomber che era arrivato in Emilia qualche anno prima voluto fortemente da Carlo Ancelotti, allora allenatore dei ducali. Dopo un inizio stentato, l’argentino prese confidenza con le difese avversarie e cominciò a perforarle in ogni modo, diventando uno dei migliori cannonieri del campionato italiano, come avrebbe poi confermato il titolo di capocannoniere ottenuto con la maglia della Lazio. Alla società romana lo seguì lo stesso Verón, che tuttavia ebbe tempo per far la storia con quel Parma vincendo la Uefa da autentico leader del centrocampo. Dotato di una grande visione di gioco e di una capacità unica di lanciare il pallone in maniera perfetta da lunghe distanze, il centrocampista ex Sampdoria avrebbe lasciato un ottimo ricordo all’Ennio Tardini. 

Quel Parma così bello e vincente, purtroppo, sarebbe rimasto unico, vista la successiva crisi di risultati e il fallimento della società. Tuttavia, il ricordo di quella squadra resta indelebile.

© riproduzione riservata