Eseguire i tamponi a tutti i bambini e adolescenti con sintomi infettivi acuti, predisporre un adeguato isolamento di tutti i soggetti di età pediatrica positivi rispetto al nucleo familiare allargato, assicurare a tutti i pediatri i dispositivi di protezione individuale ed effettuare i tamponi e una indagine di sieroprevalenza a tutto il personale sanitario esposto a casi positivi“. Sono alcune delle parole di appello rivolte dai rappresentanti sindacali della Pediatria di Parma e provincia, alle istituzioni regionali e agli orgnai sanitari regionali, tra cui il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e al Commissario all’emergenza Covid-19 dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi.

La lettera aperta, firmata dai rappresentanti sindacali e dal direttore della UOC Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma e direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Parma, Susanna Esposito, inviata anche al Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, al Prefetto di Parma, Enrico Forlani e al Magnifico Rettore dell’Università, Paolo Andrei, ha come obiettivo quello di garantire misure più mirate al contenimento dell’emergenza Coronavirus. I bambini, infatti, per quanto meno a rischio per le conseguenze del virus, sarebbero potenziali portatori di contagio.

“Necessario effettuare tamponi ai bambini per limitare il contagio”

“Dato il numero di casi da Covid-19 molto elevato nella provincia di Parma, come pure il tasso di letalità – si legge nel documento – la scelta finora seguita di non effettuare tamponi a bambini con febbre e/o sintomi simil-influenzali lievi e moderati, può favorire la diffusione della malattia all’interno dei nuclei familiari. L’isolamento domiciliare di un soggetto di età pediatrica è comprensibilmente molto difficile, dato che i minori devono essere accuditi da un adulto”.

Ѐ sicuramente vero – affermano i pediatri – che i bambini presentano manifestazioni cliniche da Covid-19 meno gravi rispetto a quelle dei pazienti adulti, ma è stato dimostrato che bambini e adulti abbiano la stessa probabilità di ammalarsi. È quindi indispensabile l’esecuzione di tamponi diagnostici per la ricerca di Covid-19 a bambini e adolescenti febbrili e/o con sintomi simil-influenzali e ripetere il tampone, per controllare che si sia negativizzato, ai positivi“. Un’altra indicazione fornita dai pediatri riguarda il contatto fra anziani e bambini positivi al virus, spesso sottovalutata proprio per le cure necessarie ai soggetti in età pediatrica, ma determinante nell’evitare un possibile sviluppo della malattia nei soggetti a rischio.

Dispositivi di protezione individuale: “Molti pediatri ne sono sprovvisti”

Inoltre, i pediatri che lavorano in ospedale e sul territorio nella provincia di Parma lamentano di essere sprovvisti di adeguati dispositivi di protezione individuale. “Molti di noi – si legge nella lettera – sono stati esposti a casi Covid-positivi senza adeguate protezioni; non solo chi è rimasto asintomatico, ma anche chi ha sviluppato malattia non è stato sottoposto ad alcun tampone diagnostico, con il rischio di potere infettare i propri assistiti e i loro familiari. L’approccio diagnostico seguito fino ad ora verso la popolazione pediatrica e verso i pediatri nella nostra realtà, rischia di non rendere pienamente efficaci le misure di restrizione implementate e di non attuare il protocollo regionale che prevede, nei casi positivi, un inizio precoce della terapia antivirale“.

A questo proposito nella lettera si chiede di dotare quanto prima gli specialisti ospedalieri e i pediatri di libera scelta degli appropriati DPI; di effettuare tamponi diagnostici e lo studio dei titoli anticorpali a tutti gli specialisti in pediatria della provincia di Parma; questo perché, essendo stati esposti a casi positivi senza gli adeguati DPI, potrebbero essere portatori asintomatici coinvolti direttamente nella attuale diffusione del nuovo coronavirus.

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