Il colombiano alla Gazzetta dello Sport: “Da sempre un tifoso del Parma, nel 1993 non eravamo dei fenomeni ma abbiamo vinto”

Tino Asprilla ha sempre da spendere parole d’amore quando si parla di Parma e di Parma Calcio. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport si parla di Atalanta e della nuova coppia colombiana Muriel-Zapata ma inevitabilmente ci finisce di mezzo anche la squadra crociata, molto simile a inizio degli anni ’90 all’attuale Dea di Gasperini. Spensieratezza, poco sacrificio e pochi fenomeni in campo, sono i temi toccati da Tino: “Nel 1993 non eravamo dei fenomeni anche se a Wembley abbiamo vinto noi la Coppa delle Coppe.

Nel Parma di Scala non mi sacrificavo perché noi colombiani non abbiamo la propensione a rubare il pallone agli avversari. L’Atalanta in Europa può arrivare lontano. Vi ricordate il mio Parma? Con la spensieratezza arrivammo a vincere a Wembley, anche se la finale non l’ho neppure giocata“.

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