“Parma è una città di grande cultura.” Quante volte abbiamo sentito questa frase? Quante volte ascoltando queste parole ci siamo sentiti orgogliosi di far parte di questo territorio? L’obiettivo di questa rubrica è rendere omaggio agli uomini e alle donne che hanno dato un contributo gigantesco per far sì che questa città diventasse un patrimonio culturale di portata mondiale, fino a farla diventare la Capitale della Cultura. Persone che hanno lasciato impronte fondamentali nella storia di Parma e d’Italia e che devono essere ricordate e raccontate per far sì che queste impronte diventino sempre più indelebili.

Paola Borboni: la storia del teatro italiano

Paola Borboni nasce a Golese il 1° gennaio del 1900, data che le porterà spesso ad autodefinirsi, ironicamente, “la prima attrice del secolo”. Dopo essere nata e cresciuta nel quartiere già citato di Golese – allora comune a sé stante rispetto a Parma – Paola, insieme alla famiglia, si trasferisce a Milano. Nel capoluogo lombardo studia recitazione all’Accademia dei Filodrammatici e nel 1916, anche grazie al lavoro del padre che è impresario teatrale, debutta a Lodi nella commedia dei fratelli Quintero “Il fiore della vita”. L’anno successivo recita, sempre a teatro, nella compagnia di Alfredo De Sanctis nel dramma di Salomon Asch “Dio della vendetta”.

Soltanto a due anni di distanza del debutto, nel 1918, la Borboni diventa la prima attrice della compagnia di Wronowska-Calò e dal 1922 lavora con la compagnia di Armando Falconi, nella quale esprime un repertorio scintillante dimostrando le sue doti di attrice versatile ed ironica. Nel 1925 la sua audacia ed esuberanza la portarono a recitare seminuda e a seno scoperto in “Alga Marina” di Carlo Veneziani, interpretazione che scandalizzò l’Italia. Verso la fine degli anni 20′, Paola incontra Luigi Pirandello e rimane abbagliata dalla personalità e dal carattere del drammaturgo siciliano e decide così di dedicare al repertorio pirandelliano due intere compagnie teatrali da lei dirette.

Nel 1942 raccoglie uno straordinario successo di pubblico e di critica per la sua memorabile interpretazione al Teatro Università di Roma in “La vita che ti diedi”, opera sempre di Pirandello e scritta, in origine, per Eleonora Duse. Nel 1954 riceve il premio San Genesio per “La morale della signora Dulka” e sempre nello stesso anno si palesa anche come grande monologhista interpretando il primo di 5 suoi recital – ultimo datato 1968 – al Teatro dei Commedianti di Roma, inventando di fatto un nuovo genere teatrale e marcando una tappa fondamentale nella storia dell’opera italiana.

Repertorio e vita privata

Paola Borboni è stata un’attrice straordinariamente poliedrica e versatile: il suo sconfinato repertorio le ha permesso di recitare in parti brillanti e drammatiche, dai testi del grottesco ai classici, da vamp di rivista a eroina tragica. Lungo tutta la sua carriera teatrale ha fatto, per i suoi tempi, scelte molto coraggiose, interpretando opere straniere inedite in Italia, di Guitry, Deval, O’Neil e Shaw oltre ad interpretare perfettamente le opere di Shakespeare e Alfieri. Negli anni 80′ diventò anche uno dei principali volti della poesia recitata e fu una dei protagonisti della “Notte dei Poeti” al teatro romano di Nora.

Partecipò ad oltre 70 film per il cinema, interpretazioni reputate però dalla stessa Borboni come di “nessun valore”. Le uniche che ha sempre ricordato con piacere sono: “La locandiera” (1944) di Luigi Chiarini, “Gelosia” (1953) di Pietro Germi, “I vitelloni” (1953) di Federico Fellini e “Per grazia ricevuta (1971) di Nino Manfredi. Inoltre, ha interpretato il ruolo della divertente marchesa nel film cult “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” con Lino Banfi e diretto da Sergio Martino nel 1983.

Il 18 dicembre del 1972 ha sposato il poeta e attore Bruno Vilar, più giovane di lei di 42 anni. Il 23 giugno del 1978 i due ebbero un incidente d’auto, in seguito al quale Vilar morì e lei fu costretta alle stampelle a vita senza dover però rallentare la sua luccicante carriera artistica. Paola Borboni si spegne il 9 aprile del 1995, in una casa di riposo in provincia di Varese, colpita da un ictus. L’attrice è sepolta al cimitero della Villetta di Parma nella tomba di famiglia insieme alle sorelle Anna e Elena e lo zio Giuseppe.

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