Il cantautore parmigiano Richi Rossini racconta la sua passione per la musica e presenta la sua ultima canzone

Il nuovo singolo di Richi Rossini, dal titolo Cecilia, è online e disponibile su tutte le piattaforme. Il cantautore parmigiano, dopo un percorso intenso e formativo, si racconta in questa breve intervista, parlando di sé, del suo attaccamento alla musica e del brano con il quale rende proprio omaggio a quest’ultima.

Quando è nata la passione per la musica e da cosa ha capito che potesse essere un mezzo con cui esprimere se stesso?

La passione per la musica è nata in un momento particolare; ero al conservatorio. Nello stesso istante in cui litigavo con l’insegnante, mi sono ritrovato in un momento di frustrazione a schiacciare delle note, comprendendo così la magia della composizione. Nata da un momento di sfogo e completamente inaspettato, si è rivelata una passione importante per la mia vita.

Ci sono cantanti o autori particolari che le danno grande ispirazione per i suoi testi?

Non ho veri e propri cantanti o autori da cui prendo ispirazione. Adoro Rino Gaetano, dato che sono stato tastierista in una tribute band proprio di quest’ultimo, di cui conosco tutte le canzoni a memoria. Poi musica elettronica francese, ma qualsiasi genere io ascolti mi lascia qualcosa. Non c’è però un vero e proprio riferimento univoco.

Nel testo della canzone viene ripetuta più volte “Ti porterò sempre con me”, cosa significa per lei questa frase e che importanza ha? E la scelta del titolo a cosa è dovuta?

Il brano è dedicato alla possibilità che ci ha dato il progresso tecnologico di portare la musica ovunque con noi; fino all’800 infatti ciò non era possibile e la frase che ripeto spesso “Ti porterò sempre con me” è una constatazione, dovuta al fatto di poterla portare e comporre in qualsiasi luogo e momento (per il cantante ha un significato molto forte e profondo). È un ringraziamento ai diffusori. Per quanto riguarda il titolo, Santa Cecilia è protettrice dei musicisti, da qui il nome scelto per il singolo.

Come è cresciuto il suo attaccamento alla musica nel corso del tempo, quali esperienze le hanno permesso di crescere personalmente?

Il mio attaccamento nel corso del tempo è passato da una passione a una vera e propria ossessione; se non scrivo o suono ogni giorno sto male, è una parte fondamentale di me stesso, la definisco una sana dipendenza. Per quanto riguarda le esperienze, si tratta di un percorso lungo di formazione di me stesso, dopo problemi personali e familiari.  Nel corso degli anni mi sono allontanato da Parma e ho sempre più lavorato sulla crescita di me stesso, risolvendo i miei problemi e cercando di porre rimedio ai miei dubbi. Mi ha aiutato molto anche diventare formatore (è una cosa che mi ha aiutato a crescere), mettendomi dalla parte di colui che aiuta. Le tante esperienze mi hanno fatto crescere e capire quanto fosse importante la musica.

Quali sono i suoi progetti per il futuro in campo musicale?

Progetti futuri? Sicuramente l’uscita degli altri due singoli che, insieme al primo singolo Cecilia, andranno a comporre un EP (che uscirà in primavera); l’obiettivo è sia quello di far conoscere la mia musica che quello di attirare ulteriore attenzione, non solo tra il pubblico ma anche con eventuali case discografiche. Progetto a lungo termine? Ho in cantiere il più grande sogno della mia carriera musicale, un’opera concettuale animata (composta da 35 minuti di musiche tra pianoforte, voci ed elettronica). Sebbene sia difficile, è un lavoro in cui credo molto e mi sono promesso di realizzarlo. È una di quelle cose che ti fa entrare di diritto nei libri di storia dell’arte e della musica italiana.

Grande messaggio nel videoclip

Il videoclip, come anche il testo, è molto esplicito e dimostra la grande importanza che l’autore riserva per la musica. Lo si nota soprattutto dalla scena in cui, dopo aver subito il “furto” del portafoglio, si oppone al dover rinunciare alle proprie cuffie dalle quali ascolta la musica, alzando così il tono di voce e mettendo in fuga il ladro. Questa scena dimostra quanto un bene materiale non sia così prezioso quanto lo è la musica per lui, fondamentale per vivere la propria vita.

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