Montechiarugolo, l’arte e il castello

di Filomena Fabbricatore Il castello di Montechiarugolo si erge sulla riva sinistra del torrente Enza, nella…

di Filomena Fabbricatore

Il castello di Montechiarugolo si erge sulla riva sinistra del torrente Enza, nella strategica posizione di confine tra il parmense ed il reggiano e poggia le fondamenta su una pietra naturale da cui deriva il toponimo del suo nome Monticulus Rivoli.


L’attuale struttura, costruita sui resti di un vecchio nucleo duecentesco distrutta dopo l’assedio del 1313, mostra l’impronta quattrocentesca conferitagli da Guido Torelli. Successivamente, nel corso del Cinquecento, il castello venne abitato da illustri ospiti come Papa Paolo III e il re di Francia Francesco I.

Fu un ospite illustre, Pomponio Torelli, umanista e letterato, a dargli nuovo splendore chiamandovi artisti e pittori dell’epoca. L’impronta dell’umanista è visibile soprattutto nei saloni, avendo lui ispirato i cicli pittorici contenuti nel castello.

L'arte e il castello di MontechiarugoloAll’interno del castello di Montechiarugolo è la camera antica ad attrarre gli sguardi e le attenzioni. La decorazione della stanza, tipicamente tardo cinquecentesca nel repertorio ornamentale e iconografico è senz’altro databile alla seconda metà del XVI secolo. Tutto il ciclo decorativo è stato realizzato dalla scuola del Baglione.

Proseguendo il percorso si incontra la sala dei quattro elementi o delle sirene. Entrambe le denominazioni si riferiscono all’affresco che la sala conserva, quattro grandi tele a tempera raffiguranti l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco, e ad un frammento del ciclo nella parte orientale della parete raffigurante una nave. L’opera è da attribuirsi all’illustre pittore settecentesco Domenico Muzzi .

I beni artistici presenti nel castello lo rendono tra i più ricchi del parmense, e ad affascinare non sono solo le sue pitture ma anche la sua storia e la sua leggenda.

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