Il ritorno di D'Aversa:
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Preferisce non parlare del passato Roberto D’Aversa, com’è giusto che sia, a parte i bei ricordi degli anni trascorsi sulla panchina del Parma. Il mister crociato è tornato per un raggiungere l’obiettivo della terza salvezza consecutiva in Serie A: “Prima di tutto voglio ringraziare anche pubblicamente, dopo averlo fatto personalmente, Fabio Liverani. Spesso e volentieri, chi paga un periodo di non successi o di risultati poco positivi, è sempre l’allenatore. La responsabilità è un po’ di tutti, mi riferisco particolarmente ai ragazzi: se pensiamo che con l’arrivo di Roberto D’Aversa il problema è risolto, penso che faremmo un grande errore. Mi fa piacere e sono contento di essere tornato a casa. Dobbiamo essere tutti bravi nel raggiungere l’obiettivo: mantenere la categoria.

In questo momento, la posizione di classifica non ci consentirebbe di partecipare al prossimo campionato di Serie A. Dunque dobbiamo essere bravi a resettare, azzerare il tutto affinché a fine anno otteniamo il risultato fissato dal nostro Presidente ad inizio campionato. Credo che, se saremo bravi ad alimentare l’entusiasmo del Presidente, della Società, del figlio, potremo avere un futuro più roseo e questo giova a tutti quanti: me come allenatore, ai calciatori, alla stampa a livello professionale e alla città stessa. Ciò che avete fatto voi come città non lo ha mai fatto nessuno, nei momenti di difficoltà avete sempre dimostrato una compattezza, una determinazione, una voglia che ha permesso di arrivare a certi livelli.

Quando mi son messo in macchina per venire qui a Parma ho pensato ai tre anni e mezzo di soddisfazione e successi: ho pensato ai derby vinti in Lega Pro, ho pensato alla promozione in B, a quella in Serie A, al primo anno in cui abbiamo ottenuto una salvezza miracolosa e all’anno scorso in cui abbiamo ottenuto una salvezza importante. Rimuginare su quanto successo in passato non porta a nulla di positivo. Come ho già detto al momento dell’addio, sarò sempre grato ad una Società che mi ha dato la possibilità di allenare, di fare ciò che ho fatto come allenatore e di essere cresciuto insieme alla Società.

Dobbiamo pensare al presente, a domani che abbiamo una partita contro la Lazio che nel prossimo turno di Champions League giocherà contro il Bayern Monaco: stare a ragionare su quello che è successo non ci porta a nulla. Sui progetti o non progetti passati è inutile stare a rimuginare perché si sprecherebbero energie inutili. Dobbiamo pensare al raggiungimento del nostro obiettivo senza stare a pensare al passato: è una cosa che vi chiedo, lasciamo perdere quanto successo. Pensiamo a questo nuovo capitolo, a questo nuovo percorso per preservare la categoria. C’è un Presidente che ha margini di miglioramento, margini in prospettiva perché vuole investire e dunque non deve perdere la voglia“. 

Il morale dei ragazzi, è normale, non è dei migliori. Si arriva da quattro sconfitte consecutive e si è terzultimi in classifica dunque non è un morale alto. La condizione fisica, spesso e volentieri, è una conseguenza dell’aspetto mentale. Ci sono dei calciatori infortunati o non al 100%. Bisogna entrare sulla testa, bisogna resettare e azzerare il tutto per non portarci le scorie nelle prossime partite e non possiamo permettercelo. Bisogna ragionare sul fatto che domani giocheremo contro una squadra fortissima ma non dobbiamo partire battuti altrimenti non c’è alcuna possibilità: dobbiamo andare in campo con il pensiero di portare a casa un risultato.

Mi conoscete e sapete che non firmo mai per un pareggio, neanche se affronto la squadra più forte del mondo. Ragionando così, pensando al pareggio, possiamo solo portare a casa una sconfitta. Noi, invece, dobbiamo andare in campo con la volontà e l’obiettivo di mettere in difficoltà una squadra forte. Poi, se a fine partita, in questo momento, riusciamo a portare a casa un punto contro la Lazio saremo soddisfatti ma si va in campo con l’obiettivo di conquistarne tre. Non esiste una suddivisione tra nuovi e vecchi, esiste un team. La fortuna avuta in questi anni è che la squadra è sempre andata in campo da squadra, un atteggiamento importante deve esserci sempre e non mi interessa vecchi o nuovi perché un allenatore ha solamente un modo per giudicare i calciatori: guardare gli allenamenti, scegliere l’undici iniziale per cercare di portare a casa la partita. Ho un unico modo per portare rispetto ai miei ragazzi e non lo cambierò mai.

Gervinho si è allenato bene e con la squadra, valuterò fino alla fine con il Dottore e con i Preparatori perché ci sono tante cose da considerare. E’ vero che la partita è importante, è vero che bisogna dare il massimo per portare a casa il risultato, ma è altrettanto vero che non possiamo permetterci di perdere altri calciatori come è successo ieri con Laurini. Si ragiona su tutto. Poi in base a quello cercheremo di scegliere la formazione migliore da mandare in campo, perché si gioca in 11 contro 11 e i miei calciatori hanno due braccia, due gambe, due piedi come quelli della Lazio. Bisogna essere positivi e vogliosi di mettere in difficoltà una squadra forte“.

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