incendi parmense
incendi parmense

Quante volte, soprattutto durante il periodo estivo, si è sentito parlare di incendi in TV, sui social e sui giornali. Gli incendi infatti sono fenomeni ormai molto frequenti, e quest’estate abbiamo assistito ad un vero e proprio disastro che ha colpito tutta l’Italia da nord a sud. Quando si parla di incendio boschivo, bisogna ricordare che ci si riferisce a un fenomeno preciso, un fuoco cioè “suscettibile” ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese anche eventuali strutture ed infrastrutture antropizzate, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi.

Gli incendi poi non sono tutti uguali. Si possono distinguere in naturali, causati cioè da fulmini, quindi temporali senza precipitazioni (comunque molto rari). Possono essere poi colposi, dovuti quindi a comportamenti imprudenti dell’uomo come, ad esempio, attività agricole e forestali, abbandono di mozziconi di sigarette ed attività ricreative come barbecue e falò. Ed infine ci sono gli incendi dolosi, causati da chi ha interessi legati alle speculazioni edilizie, al bracconaggio, alla ricerca di profitto oppure possono essere ricondotti a problemi comportamentali come la piromania e la mitomania.

Il fenomeno non risparmia l’Appennino Parmense, la sezione cioè dell’Appennino settentrionale compresa nei confini della provincia di Parma che occupa ben i 2/3 del territorio provinciale. È un ambiente prevalentemente naturale composto da pianura, colline, montagne, boschi, laghi, valli, valichi ed aree naturali protette, ed è una zona che si presta ad ogni tipologia di escursione a piedi, in mountain bike o a cavallo mentre nella stagione invernale si può praticare anche lo sci. In quanto territorio naturale, questo luogo va protetto e salvaguardato, ed è necessaria moltissima attenzione quando si decide di frequentarlo. Purtroppo, però, questi territori sono soggetti spesso ad incendi che vengono appiccati volontariamente, i quali sono assolutamente deleteri per la flora e la fauna e rovinano l’habitat naturale, provocando danni irreversibili al nostro ambiente che si ripercuotono poi anche sulle nostre vite.

Per questo abbiamo posto qualche domanda al Comandante dei Carabinieri Forestali di Parma Pier Luigi Fedele, che da anni lavora insieme ai Vigili del Fuoco, ai volontari della Protezione Civile e agli stessi Carabinieri forestali per proteggere in caso di incendio i territori del parmense. Il suo parere qualificato ha quindi fornito alcune informazioni in relazione all’Appennino Parmense ed in merito agli incendi che vengono provocati all’interno dei suoi boschi.

L’ Appennino attrae parecchi escursionisti e turisti. Tuttavia, andare in vacanza in montagna richiede anche una certa preparazione e conoscenza. Dal suo punto di vista, chi solitamente visita i nostri boschi ha una preparazione adeguata?

La Frequentazione turistico-escursionistica dei contesti collinari e montani della nostra provincia è oggi molto intensa, grazie anche ad una riscoperta delle mete naturalistiche non lontane dalle aree urbane. Con numeri rilevanti, ed in continuo incremento, è naturale che vi sia una percentuale di persone non sempre sufficientemente attenta e sensibile alle problematiche che la frequentazione di un ambiente, per alcuni non consuetudinario, può determinare. Raccomandiamo sempre prudenza e alcune precauzioni: non andare da soli, lasciar detto quale sarà l’itinerario, studiare il percorso prima, rapportare lo sforzo alle proprie capacità, curare l’abbigliamento e soprattutto le calzature. Una presenza troppo intensa può causare poi effetti negativi sull’ecosistema forestale: attenzione a non lasciare rifiuti, all’uso del fuoco ed a raccogliere con moderazione i prodotti del bosco.

Nell’ultimo anno c’è stato un incremento degli incendi nel nostro territorio? Se sì a che cosa è dovuto?

In provincia di Parma attualmente abbiamo in media 8-10 eventi all’anno, con una riduzione molto rilevante rispetto al dato degli anni Novanta, quando gli incendi boschivi erano oltre il centinaio. Lo sviluppo degli incendi boschivi è molto legato, oltreché alla tipologia della vegetazione arborea, all’andamento stagionale ed in particolare alle precipitazioni, alla siccità e al vento. Dobbiamo considerare però che l’innesco del fuoco è sempre dovuto alla mano dell’uomo. A volte con deliberata intenzione di dare fuoco, sono questi gli incendi boschivi dolosi o volontari, a volte con comportamenti connotati da negligenza, imperizia, disattenzione o imprudenza, che determinano eventi colposi o involontari.

Quali sono le tipologie di incendi più frequenti? Come si stabilisce se un incendio è doloso? In aggiunta, è capitato che qualche incendio venisse provocato da barbecue o falò improvvisati?

I più frequenti, sono certamente quelli attribuibili a chi impiega il fuoco per qualche utilizzo e, a causa della disattenzione, le fiamme si propagano nell’ambiente boscato. In particolare, in provincia, molti degli eventi derivano da chi usa il fuoco per eliminare residui di potature o resti di coltivazioni o sterpaglie, ma disattento non impedisce che il fuoco si diffonda.

Negli eventi dolosi invece spesso si può ravvisare la volontà di chi innesca il fuoco di fare danni e di rendere l’evento il più deleterio possibile. Chi dà fuoco con la volontà di bruciare il bosco lo fa in più punti, generalmente nelle ore serali, quelle nelle quali è più difficile l’attivazione delle squadre di spegnimento, e spesso reitera l’azione in periodi diversi. L’incendiario doloso è poi più difficile da individuare perché agisce sapendo di delinquere, utilizzando spesso inneschi che generano il fuoco quando ormai è lontano dal bosco, generalmente è molto guardingo e conosce bene il territorio. Lo scorso anno abbiamo arrestato un incendiario doloso, al quale abbiamo attribuito svariati incendi, ma siamo arrivati ad individuarlo con certezza solo dopo due anni di indagini. Quanto ai fuochi da barbecue o falò improvvisati, vietati nei periodi di massima pericolosità per gli incendi boschivi, registriamo molta sensibilità e attenzione da parte di chi li fa, consigliamo comunque di non accendere mai fuochi nei pressi delle aree boscate.

Per chi provoca un incendio quali sono le sanzioni a cui può andare incontro?

Le pene sono molto severe e sono state ulteriormente inasprite a fine estate. Variano a seconda che si dia fuoco con la volontà di incendiare (incendio doloso) o per disattenzione o negligenza. Nel primo caso si può applicare, nel massimo per alcune fattispecie, la pena della reclusione da sette a dodici anni nel secondo, le pene sono più attenuate. Le norme recentemente introdotte prevedono per chi provoca dolosamente un incendio boschivo la possibilità di estinzione del rapporto di lavoro per il pubblico dipendente, l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, eventuali sconti di pena per chi ripristina l’ambiente.

Nel caso di incendio qual è la prima cosa da fare?  E quali sono invece le cose da non fare?

Chi avvista un incendio deve immediatamente contattare i numeri di pubblica emergenza: il 1515 dei Carabinieri Forestali, il 112, il 115 dei Vigili del Fuoco. Ogni grosso incendio parte come un piccolo focolaio, quanto più precoce e rapido è l’allertamento di chi deve intervenire, quanti più ettari di bosco si salveranno. Sconsigliabile è invece, un intervento diretto del cittadino, in quanto il fuoco senza adeguata preparazione, senza idonei dispositivi individuali di protezione e senza specifici strumenti e attrezzature, può determinare gravi ripercussioni sull’incolumità personale.

Secondo lei i controlli sul territorio sono sufficienti o dovrebbero essere di più?

Reputo che nella nostra provincia i controlli siano attenti ed efficaci. Grazie alle undici Stazioni dei Carabinieri Forestali (Parma, Colorno, Salsomaggiore, Solignano, Borgotaro, Bardi, Berceto, Langhirano, Corniglio, Monchio e Lagdei) alle Stazioni dei Carabinieri dell’Organizzazione territoriale e ai presidi dei Vigili del Fuoco il controllo, lo spegnimento e la repressione nel campo degli incendi boschivi è funzionale e i dati lo dimostrano.

Come si possono prevenire questi eventi in futuro?

Con sempre maggior collaborazione dei frequentatori dei nostri ambienti naturali, che conoscono, apprezzano e devono tutelare questo importante bene. Segnalare sempre, nell’immediatezza, eventuali fuochi, ma anche altre alterazioni o manomissioni degli ambienti naturali.

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