Maxi indagine sulla prostituzione: provvedimenti per 15 persone a Parma

PARMA – Sfruttamento di giovani rumene alla prostituzione; i Carabinieri fermano 15 persone: 10 custodie cautelari, 2 arresti domiciliari e 3 divieti di dimora

Sfruttamento di giovani rumene alla prostituzione; i Carabinieri fermano 15 persone: 10 custodie cautelari, 2 arresti domiciliari e 3 divieti di dimora

PARMA – Maxi operazione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Parma, coordinato dalla Procura della Repubblica, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di provvedimento coercitivo nei confronti di 15 persone ritenute responsabili di tentata estorsione, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Dieci di questi sono stati sottoposti a custodia cautelare, due agli arresti domiciliari e tre con divieto di dimora. Le indagini del Nucleo Investigativo hanno consentito di raccogliere fondati elementi di reità nei confronti di un sodalizio che sfruttava circa quaranta giovani donne rumene facendole prostituire in via Emilia Ovest e via Emilia Est.

L’attività investigativa ha permesso anche di svelare l’esistenza di accordi di cartello tra gli sfruttatori e la stretta collaborazione tra gli stessi nella sorveglianza fisica del territorio, al fine di scambiarsi informazioni sull’eventuale presenza delle Forze di Polizia volte ad identificare le rispettive “dipendenti”. Le giovani donne erano costrette a prostituirsi da soggetti legati tra loro da vincoli parentali. In particolare, in molti casi, provenivano dalla città rumena di Calarasi


Condizioni tipiche dei “protettori

Gli indizi raccolti dai Carabinieri, con pedinamenti, osservazioni e indagini tecniche, hanno fatto affiorare uno spaccato di assoggettamento delle donne ai propri sfruttatori, realizzato attraverso le condotte tipiche del “protettore”, come l’organizzazione delle trasferte; il monitoraggio e il controllo delle singole ragazze; la ripartizione ed il posizionamento  delle singole giovani nei marciapiedi “di competenza”; l’imposizione di prestabiliti orari di lavoro, degli importi delle singole prestazioni sessuali e della durata massima delle stesse; il sistematico prelievo del denaro contante guadagnato dalle giovani donne; l’abuso sessuale delle medesime ragazze da parte dei componenti del sodalizio; l’afflizione di severe punizioni corporali ad ogni trasgressione degli ordini, con la minaccia di ritorsioni in patria.

Gli italiani coinvolti avevano principalmente una funzione di supporto logistico, fungendo da insospettabili accompagnatori e agevolatori nel reperimento degli immobili dove le donne vivevano o esercitavano la prostituzione, richiedendo pigioni decisamente superiori al normale prezzo di mercato. Quattro degli indagati, tornati nel frattempo in Romania e nei confronti dei quali il G.I.P. di Parma aveva emesso un Mandato di Arresto Europeo, sono stati catturati dalla polizia rumena a Bucarest, su indicazione dei Carabinieri di Parma e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia. Nel corso dell’operazione, e per i medesimi reati, sono stati denunciate a piede libero altre sette persone, di cui 1 italiano e 6 rumeni.

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