Grande show dei DISCOINFERNO al Palabefana di Fornovo ieri sera, 5 gennaio, in occasione dell’apertura del Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani.

Il gruppo si è esibito nella consueta performance riportando in vita i più celebri brani della disco music dagli anni ’70 allo scorso decennio, incantando i partecipanti all’evento con uno spettacolo non solo musicale bensì ricco di effetti scenografici e visivi. Pubblico di buona presenza e fin da subito partecipe allo show in pista sotto il richiamo delle celebri hit del passato.

Prima dell’evento è stata anche premiata come promesso la Befana più Befana del 2016, titolo che è andato a Valentina per l’ottimo travestimento elaborato in vista della competizione.

Siamo andati dietro le quinte del concerto per intervistare i DISCOINFERNO e carpire il segreto del loro successo. Ecco l’intervista:

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Foto ilParmense.net ©

Partiamo dal passato: la vostra band ha subito tante trasformazioni dalla fondazione nel 1997, come avete affrontato questi cambiamenti?

Dalla nascita del gruppo ci sono stati diversi passaggi cruciali per quanto riguarda la composizione della band: quando cambia un musicista di fatto si ricostruisce tutto il gruppo andando a ridiscutere da zero la scaletta e lo stile di esecuzione dei pezzi. Per noi, fortunatamente, questi cambiamenti di organico sono sempre stati positivi perché siamo riusciti a non perdere mai la nostra identità.

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Varie emittenti radiofoniche vi definiscono la miglior cover band d’Italia, come rispondete alla sfida?

Siamo molto felici di essere definiti così, il nostro segreto forse è ancor oggi come in passato quello di aver fatto nostro ogni singolo brano del repertorio in modo da proporlo al pubblico come qualcosa di riconoscibile e che porta con sé anche la firma dei DISCOINFERNO. Ogni brano in scaletta, infatti, cerca di dare qualcosa in più a chi ci ascolta e si trova di fronte a noi non solo per ascoltare una bella canzone ma anche per sprigionare una propria energia.

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Dal 1997 ad oggi avete girato praticamente tutto il Paese: c’è una zona dove avete riscontrato maggiore successo di pubblico?

Noi veniamo da Torino ma il più grande successo l’abbiamo riscontrato proprio qui in Emilia, una terra che ci ha adottati e permesso negli anni di ripetere il nostro show con un larghissimo seguito di pubblico. Se siamo riusciti a mantenere alto il nome del gruppo è quindi anche grazie alla gente che in queste città e paesi emiliani ci ha concesso sempre un sostegno forte e prolungato. Poi è da dire anche una cosa: abbiamo suonato praticamente in tutte le regioni d’Italia e questo ci permette di essere fieri del lavoro svolto in questi anni.

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Un aneddoto?

Viaggiamo moltissimo come sempre: abbiamo avuto per tanti anni un furgone acquistato di seconda mano dai Africa Unite che ha accumulato oltre un milione di chilometri. Duranti alcuni tour abbiamo viaggiato senza sosta notte e giorno per spostarci da una città all’altra e non possiamo davvero lamentarci. Quando lo abbiamo abbandonato, dopo alcuni interventi per prolungargli la vita, lo abbiamo salutato davvero come uno dei pezzi di storia del gruppo, un po’ come fosse il cuore della band.

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Dove sarete prossimamente?

In programma prossimamente abbiamo diverse date: il 23 gennaio saremo a Savona, poi Torino il 30 e ancora Scandiano (RE), Montichiari (BS) e Moncalieri (TO) a febbraio. Il Nord Italia è la nostra roccaforte ma non nascondiamo di sognare anche tante date al Sud anche per quest’anno, specialmente nelle regioni pi belle del Paese magari per rilassarci un po’ dopo gli show.

LA BAND:

Fabrizio: chitarra

Federico: voce

Ilenia: voce

Elisabetta: voce

Luca: batteria

Gianluca: tastiere

Paolo: basso

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