Beniamina Carretta, direttore delle voci bianche della Corale Verdi | INTERVISTA
Una donna alla guida della più antica associazione corale di Parma; esperienza internazionale, tenacia e determinazione: ecco la caratteristiche di Beniamina Carretta
Una donna alla guida della più antica associazione corale di Parma; esperienza internazionale, tenacia e determinazione: ecco la caratteristiche di Beniamina Carretta
di Francesco Pavesi
Ospite della rubrica “Il Golfo Mistico” di oggi è Beniamina Carretta, sensibile e appassionato direttore del coro di voci bianche della Corale Verdi di Parma. Ha il grande merito di portare i suoi ragazzi in Italia e nel mondo; il coro da lei diretto ha collaborato con nomi come Mario Biondi, inoltre calca le tavole di un palcoscenico “Monstre” come quello del Teatro Regio di Parma.
Where everything started, dove e quando è nata la passione per il suo lavoro?
Principalmente dal fatto di essere nata da una famiglia di musicisti. La musica era nell’atmosfera di casa continuamente e di conseguenza la mia grande passione è diventata cantare. Durante le superiori ho coltivato questa passione frequentando lezioni di pianoforte. Questo mi ha permesso di far progredire la passione in competenza.
Cosa significa dirigere il coro di voci bianche della Corale Verdi nel cuore di Parma?
Dirigere il coro di voci bianche della Corale Verdi di Parma è un grande privilegio e nello stesso tempo una grande responsabilità. Facciamo parte della più antica associazione corale e culturale della città. Quello che ci viene richiesto e che ci si aspetta da noi a livello di prestazione è sempre altissimo.
Quali le differenze tecniche nell’approcciarsi a giovanissimi rispetto a un coro di adulti?
Approcciarsi a un bambino per me vuol dire affascinarlo, coinvolgerlo emotivamente, aprirgli un orizzonte di emozioni che solo la musica può dare. Fargli provare la gioia del canto, oppure di fargli sentire la sua voce suonare all’unisono con le altre del coro. Aiutarlo a crescere attraverso la musica e contemporaneamente avvicinarlo alla cultura musicale. Per fare questo bisogna variare, altrimenti si annoiano. Lavorare con gli adulti invece è più complesso, perché sono già strutturati nei gusti e nella scelta corale.
Nel vostro curriculum ci sono collaborazioni prestigiosissime con diversi mondi musicali; quali ricorda con più passione?
Nel curriculum ci sono collaborazioni prestigiose con diversi mondi musicali; ad esempio il mondo della musica leggera o quello della lirica. Tutte le esperienze avute hanno regalato un valore aggiunto alla mia attività. Sicuramente poter incidere un cd o andare a cantare all’estero sono state tra le più emozionanti. Porterò sempre nel mio cuore, e spero anche i miei ragazzi, le esperienze di Londra e Nizza.
Esiste un’incisione oppure un artista che ascolta in momenti particolari? Una sorta di buen retiro musicale?
Quando voglio ricaricare un po’ le energie ascolto la quarta sinfonia di Schubert.
Nel suo gesto c’è una particolarità caratteriale o emotiva che emerge?
Nel mio gesto credo traspaiano due elementi contrastanti della mia personalità: la decisione da una parte e la dolcezza dall’altra.
Domanda banale quanto necessaria, i vostri prossimi impegni?
Siamo impegnati con Teatro Regio nella produzione de ‘Il Gatto con gli stivali’ nel mese di dicembre; poi spero di avere un po’ di tempo per potermi dedicare all’incisione di un altro cd, perché è un’esperienza che desidero proporre a questo nuovo gruppo di voci. Come si sa un coro di voci bianche ha un ricambio generazionale a ritmo costante.

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