Intervista alla Croce Rossa di Parma: “Volontari da oltre 150 anni”

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La Croce Rossa Italiana è nata il 15 giugno 1864 e da allora si sono moltiplicati gli interventi in tutto il territorio nazionale. Sono infatti più di 150 anni che l’associazione di volontariato opera quotidianamente attraverso l’assistenza sanitaria e per l’inclusione sociale, e diventa più attiva in quei momenti particolarmente tragici. Il questa misura l’emergenza da Covid-19 farà scuola per lungo tempo.

In occasione dell’anniversario della Croce Rossa Italiana abbiamo scelto di focalizzarci sulla storia e sul percorso della CRI di Parma, che da due anni dopo la fondazione della sede italiana è diventata operativa in città e provincia. Giuseppe Zammarchi, Presidente della Croce Rossa di Parma, ha infatti spiegato la nascita del Comitato parmense, andando nel dettaglio degli interventi organizzati, e mettendo in luce la grande attività di sostegno offerto alla popolazione dalla CRI durante il coronavirus.

Qual è la storia della fondazione del Comitato di Parma? Da quando è attivo nel territorio parmense e quanti distaccamenti sono oggi presenti?

Il Comitato di Parma è stato uno dei primi nati in Italia, appena due anni dopo la nascita della Croce Rossa Italiana, ovvero il 13 maggio 1866, iniziando subito la sua missione in occasione della Battaglia di Custoza del giugno 1866. Da allora è sempre stata attiva sul nostro territorio sostenendo sia i nostri concittadini che aiutando anche in tutta Italia, oltre che in tante missioni all’estero: il nostro Comitato è stato attivo anche in missioni internazionali, come in Albania, Bosnia, Kosovo, Iraq ma è stato presente anche in eventi più lieti, come le edizioni di “1000 per la vita Parma” del 1991, 94, 96 o in occasione della 78° adunata degli alpini, avvenuta a Parma nel 2005.

Oltre al Comitato di Parma, che conta anche due sedi distaccate a Berceto e Monchio delle Corti, in provincia di Parma sono attivi 13 Comitati. Il primo ad aprire dopo Parma fu quello di Borgo San Donnino, nel 1918. Il più giovane è invece il Comitato di Tizzano, fondato nel 1987.

Com’è organizzata la Croce Rossa di Parma? Quanti volontari prestano servizio? Di quali fasce di età?

A Parma la Croce Rossa conta circa 860 volontari dai 14 agli oltre 80 anni. A dire la verità, la nostra rappresentatrice più longeva ha ben 94 anni! In provincia sono circa 3.000 in tutto i volontari iscritti alla Croce Rossa. E l’aspetto più bello di questa grande partecipazione delle persone, è che ci sono attività adatte a tutti, che tu abbia 14 anni o 80, in Croce Rossa ci sono attività adatte, che ti permettono di aiutare il prossimo.

Come organizzazione di volontariato agite sia per promuovere la salute degli individui, intesa come stato di benessere fisico, mentale e sociale (OMS), sia con interventi per il supporto e l’inclusione sociale. Quali attività nello specifico sono destinate alla costruzione di una comunità più inclusiva?

Chiaramente con l’emergenza coronavirus molte attività sono state sospese, ma già si stanno studiando le soluzioni più ottimali per riprendere la nostra azione che spazia un pò in tutti i settori. Lo facciamo per tutti i nostri concittadini, dai ragazzi più giovani con importanti progetti di promozione di stili di vita sani, educazione sessuale, educazione al primo soccorso, attenzione alla guida e tanti altri che svolgiamo direttamente nelle scuole. E sono sia i volontari più anziani a svolgere questo tipo di attività che, soprattutto, i più giovani, che essendo quasi coetanei dei ragazzi con cui si va a parlare, sono in grado di coinvolgerli maggiormente.

Oltre a questo operiamo contro il bullismo, anche nella sua versione moderna (il cyberbullismo), ma anche contro tutte le discriminazioni a cui purtroppo ancora oggi assistiamo troppo spesso. Nazionalità, religione, idee politiche, orientamento sessuale, sono tutti aspetti che non possono essere alla base di una discriminazione. Tutto questo cerchiamo di insegnarlo ai giovani, ma siamo vicini anche a chi giovane non è più, con i nostri volontari sempre presenti presso RSA della zona, per aiutare chi non può più avere quella che definiamo una vita normale.

Quanti e di quale tipo sono invece gli interventi di sostegno sanitario a Parma e provincia? 

Siamo operativi in diversi settori, chiaramente quello principale che tutti conoscono è il servizio di Emergenza/Urgenza 118, in convenzione con la Centrale Operativa Emilia Ovest, tramite ambulanza h24 ed automedica notturna 7 su 7. Questo sia in città che in tante zone della provincia. Va ricordata la recente apertura del centro LAgriSalute, la Casa della Salute di Lagrimone, nel comune di Tizzano Val Parma. La struttura  rappresenta il punto di riferimento per la salute della popolazione dei comuni di Tizzano Val Parma, Monchio delle Corti, Palanzano e nella parte alta di Neviano degli Arduini, in cui è posto il Punto di soccorso avanzato per la gestione delle Emergenze/Urgenze.

Per i mesi estivi è stato anche potenziato il servizio di emergenza a Berceto, con l’aggiunta di un Infermiere specializzato a bordo dei mezzi di soccorso. CRI Parma fa anche parte del sistema di Protezione Civile, ed è sempre pronto ad intervenire, come in questi mesi di emergenza Coronavirus, adattandosi alle necessità del momento. Le nostre volontarie e volontari sono costantemente formati per poter affrontare le situazioni più variegate, questo ci permette di poterci adattare a quasi qualunque tipo di necessità di emergenza, sia essa sanitaria o ambientale. A livello sanitario siamo costantemente impegnati per diffondere una cultura della cittadinanza attiva, promuovendo lezioni di primo soccorso, uso del defibrillatore, lotta all’abuso di alcool e droghe. Sono tutti aspetti sanitari, oltre che sociali, di primaria importanza.

Com’è cambiata la vostra attività durante l’emergenza coronavirus?

L’arrivo improvviso di questa emergenza ci ha ovviamente imposto una radicale modifica delle nostre azioni sul territorio, imponendo la sospensione di tutte quelle attività che, seppur di primaria importanza, sarebbero ovviamente risultate irrealizzabili a causa delle giuste norme di contenimento del virus. Al tempo stesso la mole di lavoro è notevolmente aumenta, imponendo un potenziamento dei mezzi impegnati nel servizio 118, che sono arrivati anche a nove/dieci mezzi impegnati in contemporanea, solo nel servizio di emergenza, con tante ambulanze destinate al trasporto di potenziali pazienti covid19.

Al tempo stesso non sono stati sospesi i servizi ordinari, dimissioni e trasferimenti. Abbiamo avuto oltre 430 volontari che si sono alternati in 46.000 ore di servizio. E questo solo per i servizi di ambulanza. Sono inoltre state avviate tante attività sociali a supporto della popolazione, come la spesa a domicilio o il servizio di ritiro/consegna farmaci alla Farmacia Ospedaliera, entrambe in collaborazione con il Comune di Parma e Parma WelFARE, oltre che al servizio farmaci a domicilio in collaborazione con Federfarma grazie alla campagna nazionale CRI per Te. Parliamo di oltre 1.200 servizi, che hanno coinvolto 250 volontari.

Anche come Protezione Civile abbiamo operato tantissimo in sostegno del nostro Ospedale, aiutando nell’allestimento dei posti letti e delle tende triage sotto al Pronto Soccorso. Oltre a svolgere missioni in supporto degli amici di Piacenza, od a Jesolo, con la consegna di materiale per la Sala Operativa Regionale Veneta. I nostri interventi sono sempre pronti ad essere adattati alla situazione che dobbiamo affrontare, ed in questa emergenza hanno svolto oltre 30 interventi che hanno coinvolto 200 volontari per un totale di 1.150 ore di servizio.

Inoltre in questo periodo, per fare un altro esempio, stiamo lavorando con il Comitato Nazionale nel contattare le persone selezionate per l’indagine di sieroprevalenza sul Coronavirus. Siamo quindi operativi a 360°, sia per quello che riguarda le attività che Croce Rossa porta avanti a livello nazionale, sia che assieme ai tanti enti ed associazioni che operano sul territorio. La cooperazione è, come sempre, fondamentale per operare al meglio. Oltre che nelle attività di formazione dei nostri volontari, avendo attivato una serie di attività di formazione online per mantenerli aggiornati.

Durante la pandemia da Covid-19 ci sono state più persone del solito che hanno richiesto di diventare volontario per aiutare ad affrontare l’emergenza sanitaria nel territorio?

Abbiamo avuto tantissime richieste di adesione attraverso la campagna nazionale di “Volontariato Temporaneo“, ed eravamo pronti a far entrare in azione anche tutte queste persone se fosse stato necessario. Fortunatamente la partecipazione dei nostro volontari e dipendenti è stata eccezionale, ed abbiamo potuto affrontare tutte le richieste autonomamente. 

Va anche ricordato che nei servizi di tipo sociale organizzati in collaborazione con il Comune di Parma e Parma WelFARE, è stata importantissima la presenza dei volontari che hanno aderito alla campagna di Parma WelFARE e Forum Solidarietà, che hanno garantito un sostegno che ha veramente aiutato tanto tutti quanti, permettendo di organizzare i servizi in modo più agevole ed efficace.

Oltre al coronavirus, quali altre emergenze del territorio emiliano o nazionale hanno segnato il percorso della Cri di Parma e i suoi interventi?

La nostra storia è molto lunga, parliamo di oltre 150 anni di attività, e gli eventi che hanno segnato il nostro percorso sono veramente tantissimi, negli anni abbiamo sostenuto e partecipato a tantissimi eventi, catastrofi naturali e non che hanno coinvolto la nostra città, la nostra regione, il nostro paese… il mondo. Essere parte della Federazione Internazionale di Croce Rossa vuol dire essere sempre pronti a dare un aiuto non solo sul nostro territorio, ma anche all’estero, sapendo che, come avvenuto in questa emergenza Coronavirus, le nostre società consorelle di tutto il mondo farebbero lo stesso per noi.

Citare un evento piuttosto che un altro sarebbe limitativo, hanno tutti quanti lasciato un segno nella nostra storia. Chiaramente per noi volontari, che siamo più giovani della nostra Croce Rossa, gli eventi più recenti hanno un peso maggiore e sono quelli che ricorderemo di più. I terremoti dell’Emilia, del Molise, dell’Abruzzo, del Centro Italia, l’alluvione del Baganza… la morte del piccolo Tommy. CRI Parma fu molto attiva nel supporto alle ricerche, con la nostra sede che divenne fulcro principale delle operazioni di ricerca. L’esito purtroppo non fu quello che tutti speravamo, ed al funerale del piccolo Tommy assistemmo in forze la città accorsa per dare l’ultimo saluto. Sono tutti eventi che ci portiamo dentro, che non potremo in alcun modo dimenticare.

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