Dall'Argine

È la famiglia Dall’Argine di Parma a vincere la seconda edizione di Family Food Fight, il cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW. La squadra, composta da Luca, Barbara, Bianca e Morena ha raggiunto la vittoria con un menù completo che ha stupito e conquistato gli attenti giudici Lidia, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo. Oltre al titolo, i quattro concorrenti hanno portato a casa un premio di 100 mila euro. Ma andiamo a conoscerli un po’ più nel dettaglio.

Nel 1973, la famiglia Dall’Argine apre il suo primo Bar Tabaccheria a Parma, e a muovere i fili c’era Nando, marito di Bianca, donna attiva, dinamica e soprattutto grande cuoca, che fece innamorare dei suoi panini, delle sue focacce e della sua insalata russa tutti gli aspiranti musicisti del Conservatorio Arrigo Boito, situato proprio vicino alla prima attività di famiglia. Dopo qualche anno, insieme a uno dei cinque figli, Luca, diedero vita alla vecchia Trattoria del Cacciatore di Frassinara, da allora diventata un punto fermo nella cucina della tradizione parmigiana. Barbara, figlia lei di Nando e Bianca, iniziò ad interessarsi alla pasticceria e si unì al gruppo, diventando il “palato” della famiglia.

Nel 1989, dall’esignenza di allargare il locale, nasce, grazie anche alla collaborazione di Francesco e Massimo (altri due figli), l’Antica Hostaria Tre Ville, che apre al pubblico nel 1991. Così mentre Nando e Bianca gestiscono il Cacciatore, Barbara e Francesco si contendono la cucina della Tre Ville, mentre Luca e Massimo la sala. E’ nel 2000 che la voglia di ospitalità a 360 gradi porta all’apertura dell’Hotel Tre Ville. Al Cacciatore, nel frattempo, è anche arrivato Matteo, primo dei nipoti di Bianca e Nando, che seppur portando modernità nella gestione, lascia la cucina ben salda sulle vecchie tradizioni. Nel 2012 al Tre Ville prende forma anche il Mordiparma, food truck che porta a spasso le tipicità di Parma. Nel 2016, invece, anche Alberto, un altro nipote, si mette al seguito del nonno apprendendo le antiche tecniche di norcineria, portando nella produzione dei salumi un approccio più moderno e rigoroso.

Da dove nasce l’idea di partecipare a Family Food Fight?

L’idea nasce dal fatto che a causa del Covid non c’era molto da lavorare; quindi ci siamo chiesti: perché non partecipare a questa trasmissione? Abbiamo provato, abbiamo mandato la richiesta, siamo stati contattati, abbiamo superato tutti gli step e miracolosamente siamo stati scelti.

Cosa vi lascia questa esperienza televisiva?

Sicuramente il fatto di avere imparato tantissimo e di aver conosciuto delle persone straordinarie, siamo stati coccolati dall’inizio alla fine dalla redazione e da tutto lo staff Endemol; poi le altre famiglie che sono state con noi, con cui abbiamo creato un rapporto d’amicizia incredibile. Dovendo stare sempre insieme per rispettare i protocolli anti-Covid, non siamo mai andati a casa: una sorta di Grande Fratello, se si può dire. È stata un’esperienza umana incredibile.

Lontano dalle telecamere la famiglia Dall’Argine com’è?

Noi siamo veramente così, quello che è uscito e quello che avete visto ci rappresenta davvero. Bisogna darne atto al programma, agli autori. Ma pensiamo che sia così per tutte le famiglie, quello che si è visto in televisione è quello che noi realmente siamo. Sono riusciti a farci tirare fuori veramente la nostra umanità, i nostri difetti, i nostri pregi, ma non c’era niente di costruito, davvero.

Vi aspettavate la videochiamata di Nando?

No, è stato incredibile, non ce l’aspettavamo perché è stata organizzata dagli autori e non ci saremmo mai aspettati una roba del genere. Eravamo tutti basiti veramente, quando abbiamo aperto la cloche, giuro, pensavamo ci fosse chissà cosa, un prodotto di chissà quali origini, un frutto strano o un pesce particolare e poi abbiamo visto Nando. È stata una cosa veramente inaspettata e siamo stati felicissimi.

Come avete scelto il menù finale?

Beh, sicuramente è stato parecchio complicato creare questo menù, perché volevamo stupire, ma allo stesso tempo volevamo rispettare i canoni della tradizione. Purtroppo la cucina parmigiana dà sempre molti problemi, perché è molto ancorata alla tradizione e innovare è difficilissimo. Però alla fine ci siamo riusciti, anche se non credevamo di farcela a riuscire ad innovare rispettando la tradizione.

Qual è stato il momento più emozionante di tutta la gara e quale quello che avete temuto di più?

Il momento più emozionante è stato quando Lidia ha tirato fuori il nome Dall’Argine, non ce lo aspettavamo. Anche la famiglia Vannucchi è stata bravissima e avrebbero potuto vincere. Ce l’abbiamo fatta per un soffio, non so come abbiano fatto i giudici a decidere. Quello è stato il sicuramente il momento più emozionante e più bello. Il momento più difficile lo abbiamo vissuto nella prima puntata, quando siamo andati nella cucina nera con i nostri cavalli di battaglia: non succederà mai più di non riuscire a fare le cose che prepariamo da anni, probabilmente ha influito molto la tensione, l’emozione e il fatto di essere in un contesto che non è il nostro, fuori da casa. Ricordiamoci che nostra mamma non ha mai cucinato fuori dal suo ristorante. Noi si, ma non siamo dei giramondo, siamo molto ancorati al nostro territorio e al nostro locale.

Qual è stato il vostro punto di forza?

L’unione. È una vita che lavoriamo insieme, che ci confrontiamo: sono ormai 45 anni che facciamo questo mestiere, e assieme abbiamo sempre condiviso tutto, dall’inizio alla fine. Ci conosciamo davvero molto bene.

Vi aspettavate di arrivare in finale e di vincere?

No, assolutamente. Abbiamo fatto tanti errori lungo il percorso, tante cose fatte male e alla fine ci è andata bene. Però non avremmo mai pensato di poter vincere, era l’ultimo dei nostri pensieri. È stata una gioia doppia, tripla, immensa, una cosa che non ci aspettavamo.

Da questa esperienza, cambierà qualcosa all’interno delle vostre attività?

Sicuramente, da oggi cambierà tanto nella nostra vita, perché a prescindere dalla popolarità che acquisiremo e che abbiamo già acquisito, abbiamo la consapevolezza dell’aspettativa che la gente ha nei nostri confronti, e quindi non dobbiamo deluderli. Dobbiamo per forza lavorare meglio e fare sempre meglio. Accetteremo come sfida il consiglio di Cannavacciuolo che ci ha detto di non deluderli e di farli figurare bene: noi ce la metteremo tutta, ce la metteremo davvero tutta. Stiamo già lavorando per far si che le persone, quando potranno tornare nel nostro locale, troveranno qualcosa di diverso, qualcosa che ci ha portato e ci ha dato Family Food Fight.

Cosa ne farete del premio finale?

Sinceramente non abbiamo ancora deciso. il 5 maggio festeggiamo i trent’anni del ristorante Tre Ville, che ha bisogno di una rinfrescata e un po’ di modifiche. Probabilmente investiremo sul ristorante.

Una parola per ognuno dei giudici?

Joe è sicuramente il più severo, però poi aveva sempre il sorrisino sotto ai baffi. Faceva il cattivo, ma si capiva che non lo era. Faceva la parte, ma poi quando qualcosa gli piaceva dava sempre molta soddisfazione: come quando a noi ha detto che il nostro Mordiparma lo porterebbe nei suoi locali in America. Lidia è una persona straordinaria con tantissimo cuore, ha supportato nostra mamma nei momenti difficili, ha sempre avuto una parola gentile, è una persona di altissimo spessore e molto amata da noi. Antonino è un idolo per tutti noi e cercavamo di essere delle spugne per assorbire tutto il suo sapere, tutte le sue competenze, è stato grande.

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