“Io Sono Anne Frank”: a Soragna la mostra #pernondimenticare
La mostra itinerante sarà a Soragna dal 25 febbraio all’11 marzo 2018: “All’imperativo della memoria…
La mostra itinerante sarà a Soragna dal 25 febbraio all’11 marzo 2018: “All’imperativo della memoria non è mai tempo di sottrarsi”
SORAGNA | “Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore”. L’imperativo con cui Primo Levi apre Se questo è un uomo non smetterà mai di essere attuale: se il male è pronto a farsi strada nelle forme più banali e impreviste, l’unica difesa è quella della memoria, una guardia che non è mai il caso di abbassare. Ed è a questo imperativo che intende rendere conto la mostra itinerante su Anne Frank, che dal 25 febbraio all’11 marzo 2018, a Soragna, cercherà di rispondere a poche semplici domande. Cos’è successo ad Anne Frank? Perché il suo Diario è così importante? Cosa trasmettono i suoi messaggi ai giovani di oggi?
L’esposizione, allestita presso i locali della Sinagoga e del Museo Ebraico Fausto Levi, nasce come una mostra itinerante ideata dall’associazione livornese Un ponte per Anne Frank, realizzata con il contributo dell’UCEI e col patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali e del Turismo. Dopo aver viaggiato per tutta Italia, la mostra arriva per la prima volta nella provincia di Parma, dove presenterà a tutti, giovani e meno giovani, la vicenda della giovane ebrea olandese, vittima simbolo della barbarie nazista.
La mostra è visitabile dal martedì al venerdì con orario 10-12 – 15-17, e la Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30
Il percorso espositivo trasporta i visitatori nella storia di Anne Frank, e lo fa servendosi delle stesse parole attraverso le quali, dal suo nascondiglio, la ragazza ha dato voce ai suoi sentimenti più intimi: le sue paure e angosce, la sua fede nella fratellanza e nella tolleranza, il suo immenso amore per la vita. L’evento, gratuito e aperto a tutti, approfondisce quindi gli episodi salienti della storia della famiglia Frank, dall’entrata nel nascondiglio fino al momento della deportazione, costringendo il visitatore ad affrontare l’impatto di una vicenda che mai finirà di atterrire le coscienze.
I visitatori potranno leggere citazioni estratte da Il Diario di Anne Frank, osservare la riproduzioni delle fotografie della famiglia, soffermarsi davanti a una riproduzione dell’Alloggio Segreto, sfogliare vari libri sul tema della Shoah, guardare un breve filmato sulla vita di Anne Frank e sulle vicende della Seconda Guerra Mondiale, toccare del materiale da scavo appartenente al 1944 e ritrovato tra Bologna e Firenze nel 2015. Per prenotare la visita di gruppi scolastici gli organizzatori hanno messo a disposizione i seguenti recapiti: 0521 599399; 331 92 30 750; info@museoebraicosoragna.net.
Un percorso sulla vita di Anne Frank, simbolo della barbarie nazista
Anne Frank nasce il 12 giugno 1929 nella città tedesca di Francoforte sul Meno. Qualche anno più tardi, l’ascesa al potere di Hitler e i crescenti sentimenti antisemitici pongono fine alla serenità della famiglia, che decide di lasciare la Germania per Amsterdam. Quando il 10 maggio 1940 le truppe tedesche invadono il paese, l’Olanda resiste appena cinque giorni, aprendo la strada a un governo d’occupazione che introduce immediatamente provvedimenti antisemiti. Dopo il fallimento di un tentativo di emigrare negli Stati Uniti, Otto Frank, padre di Anne, decide di nascondere la famiglia in un nascondiglio sul retro dell’edificio che ospita la sua impresa.
Presto ai Frank si uniscono la famiglia Van Pels e il dentista Fritz Pfeffer. Per più di due anni queste otto persone vivono nascoste e silenziose nell’alloggio segreto, aiutate da amici e impiegati che procurano loro cibo, abiti e libri, e che rappresentano l’unico legame con il mondo esterno. In questi mesi, Anne trova in un diario il suo migliore amico: vi annota tutto quel che succede nell’alloggio, vi scrive di sé e vi affida alcuni brevi racconti. Il 4 agosto 1944 i clandestini vengono scoperti e deportati ad Auschwitz: degli otto clandestini, il padre di Anne, Otto, sarà l’unico a sopravvivere alla guerra; Anne, invece, muore di malattia e di stenti a Bergen-Belsen. Nonostante un’inchiesta approfondita non si è mai saputo come il nascondiglio sia stato scoperto.
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