Euro2020: i giocatori migliori e peggiori dei Quarti di Finale; attesa per le semifinali

Ci siamo! Finalmente, dopo 9 anni di lunga attesa, l’Italia ritorna tra le top 4…

Ci siamo! Finalmente, dopo 9 anni di lunga attesa, l’Italia ritorna tra le top 4 della competizione europea, conquistando una semifinale con le unghie e con i denti ed impegnata, adesso, in una partita tutt’altro che semplice. Il cammino degli Azzurri non è stato per niente facile fino ad ora e, dopo aver affrontato la rocciosa Austria ed i campioni del Belgio, al prossimo step li attendono le “Furie rosse”: la Spagna di Luis Enrique. La storia parla chiaro e la rivalità tra queste due squadre potrebbe definirsi secolare, con l’Italia che ancora rimugina sulla finale di Euro2012, conquistata e persa clamorosamente per 4-0. Le carte, però, sembrano essere cambiate e adesso, anche se la formazione iberica rimane un’avversario temibile, i favoriti risultano proprio i ragazzi di Mancini. Le ottime prestazioni degli Azzurri hanno alzato le aspettative, specie dopo la stupenda partita disputata venerdì sera contro il Belgio, vinta per 2-1 (ricordiamo, numero 1 nella classifica FIFA), facendoli balzare in testa alle quotazioni come possibili vincitori del torneo.
Ma come sono andate le altre partite dei quarti di finale di Euro2020 e chi ha inciso di più, nel bene o nel male?

Top e flop dei quarti di Euro2020

Italia

Top: Lorenzo Insigne. Lorenzo “il Magnifico” torna a dare spettacolo e, soprattutto, a segnare. Una vera e propria trottola in mezzo al campo corre gira all’impazzata da un reparto all’altro, difende, recupera palloni, innesca le giocate e poi, ciliegina sulla torta, la insacca col suo marchio di fabbrica: il famosissimo “tiraggiro”. Per lui standing ovation e premio post-partita “Man of the Match”. TUTTOFARE


Flop: Ciro Immobile. Purtroppo l’ariete azzurro non riesce quasi mai a sfondare ed, anzi, sembra più volte spaesato. Un grande merito va dato anche ai difensori Belgi, i quali riescono a chiudere bene ogni linea di passaggio, ma la sua prestazione lo stesso rimane insufficiente. Sbaglia passaggi elementari, non mantiene il possesso palla, non si coordina nei momenti giusti e partecipa passivamente alle azioni. Purtroppo, non il Ciro Immobile che tutti noi conosciamo. INERME

Belgio

Top: deBruyne e Doku. Difficile scegliere chi tra i due abbia causato più problemi alla difesa Azzurra. Partiamo con il calciatore del Manchester City: capitano nel cuore, mette tutta la sua tecnica e forza in questo incontro. Ogni volta che recupera palla ed avanza, fa salire l’ansia ai tifosi azzurri; dribbling, passaggi alla perfezione e tiri balistici sono solo 3 delle mille cose che questo giocatore riesce a fare con la palla tra i piedi, un vero fenomeno. Per il ragazzo ghanese naturalizzato belga, questa è stata scuramente la sua miglior partita. Il confronto con di Lorenzo sulla fascia sinistra non ha paragone; punta l’avversario e lo salta sistematicamente, senza grosse difficoltà. Grazie a lui arriva anche il (dubbio) rigore che riapre le speranze del Belgio allo scadere del primo tempo. Tanta grinta e grande personalità da parte di questo giovane esterno. CAPITANO E VICE

Flop: il pubblico. Si sa, quando si arriva ad un certo punto della competizione, nessuno vuole perdere ed anche le buone maniere lasciano spazio all’ignoranza. Questa volta è capitato proprio ai tifosi belgi i quali, durante la partita, hanno più volte insultato i giocatori italiani, tacciandoli di perdere tempo, anche nell’occasione del grave infortunio di Spinazzola. Il giocatore, vittima di uno strappo al tendine di Achille e di un possibile stop di 4 mesi, si è visto gettare addosso insulti e bottigline d’acqua (rigorosamente vuote) mentre veniva trasportato dallo staff medico, in barella e in lacrime. SENZA PAROLE

Spagna

Top: Jordi Alba. Il veterano della squadra è il primo a sbloccare il risultato e a portare la sua formazione in vantaggio. Instancabile e caparbio, il 33enne esterno del Barcellona, continua a dare spettacolo, a correre per tutto il campo e a recuperare palloni, per non parlare poi del suo piede delicato, che regala assist al bacio. Il gol è solo la ciliegina sulla torta di una partita magistrale. INCURSIONISTA

Flop: l’attacco. Purtroppo, se l’altra volta abbiamo esaltato le doti balistiche di Ferran Torres e compagni, adesso bisogna dare atto della stanchezza della fase offensiva. Perfetta la difesa, ottima la fase di ripiegamento (anche se il gol della Svizzera nasce da un disimpegno sbagliato da parte di Laporte), ma l’attacco è totalmente assente, con lo stesso Torres che si vede a tratti, Gerrard Moreno in affanno ed il solito Morata non pervenuto. PANTOFOLAI

Svizzera

Top: Xherdan Shaqiri. Da buon capitano, trascina la sua squadra emotivamente e concretamente. È suo il gol del salvifico pareggio, che dà speranza alla squadra elvetica, portandola sino ai rigori e sognando come contro la Francia. Le sue giocate sono sempre pericolose ed i suoi corner precisissimi. L’ex inter e Bayer Monaco, dopo aver passato un brutto periodo (calcisticamente parlando), sembra essersi ripreso del tutto, tornando ad essere il giocatore tosto e talentuoso che tutti quanti ricordiamo. SFONDASCUDI

Flop: i rigoristi. Dopo l’impresa epica contro la Francia, la squadra di Petkovic ha l’occasione di ripetersi contro un’altra big europea quale la Spagna. Ma questa volta ne esce un vero e proprio disastro totale: dopo il primo rigore segnato, segue la sagra dell’errore. Uno dopo l’altro, si susseguono tiri sballati che nulla hanno a che vedere con quelli calciati una settimana prima contro la Francia, decretando così l’eliminazione della squadra elvetica in questa fase di quarti di finale di Euro2020. SBILENCHI

Danimarca

Top: Kasper Dolberg. Continua a sorprendere il 23enne danese che, da sostituto di Poulsen, diventa titolare fisso e macchina da gol, segnando anche in questa partita dei quarti. Innesca l’azione che porterà poi al vantaggio della propria squadra, mentre 40 minuti dopo, sarà proprio lui a siglare il raddoppio, con una magnifica incursione al centro dell’area avversaria ed un destro che insacca sotto la traversa. Traversa che, ricordiamo, verrà presa ancora dallo stesso Dolberg nel corso del secondo tempo, dopo una magnifica azione corale. RIVELAZIONE

Flop: il centrocampo. Il “Midfield” danese continua a non convincere. Se l’attacco sembra essersi sistemato e la difesa regge i colpi, il centrocampo sembra ancora troppo leggero, facendo filtrare tropi palloni e dando ancora troppe chance agli avversari di concretizzare azioni pericolose. Da rivedere posizionamenti e marcature in vista della semifinale contro l’Inghilterra che, di certo, non sarà così clemente come la Repubblica Ceca. DISTRATTI

Repubblica Ceca

Top: Patrick Schick. Ancora una volta è l’ex Roma e Sampdoria che trascina la squadra nelle ripartenze. Suo è il gol del 2-1 che riapre la partita ad inizio ripresa e lancia una speranza di rimonta per la formazione Ceca che, però, non si concretizza. Le sue incursione ed i suoi tiri potenti, impensieriscono più volte la difesa danese, facendo tremare i pali della porta e le mani del portiere. Questa volta, la rimonta non riesce, ma la sua prestazione rimane comunque ottima, a prescindere dal gol, consacrandolo come leader indiscusso e motivatore ufficiale della Repubblica Ceca, nonostante la giovane età. GIGANTE PT.2

Flop: la difesa. Il reparto difensivo non si è dimostrato all’altezza della competizione, mettendo in mostra i forti limiti tecnici dei singoli giocatori. Il primo gol è causa di una pessima marcatura sull’attaccante danese che, lasciato troppo libero, ha avuto tempo di pensare, posizionare, prendere il caffè e segnare. Colpevoli anche sul secondo gol di Dolberg: la palla passa dove non doveva passare, superando 2 giocatori e le mani del portiere, per poi finire, inevitabilmente, sulla testa dell’attaccante avversario. IMPERDONABILI

Ucraina

Top: Georgi Bushchan. Seppur reduce da 4 gol, si deve a lui e alle sue parate questo risultato, evitando l’imbarcata totale dell’Ucraina. Decisivo su più azioni nel primo tempo, nella ripresa si arrende alla strapotenza degli inglesi che , con le loro torri, sovrastano e dominano le palle alte, insaccando ripetutamente di testa. Purtroppo, alla lunga, la superiorità tecnica dell’Inghilterra, si è fatta vedere, ma la squadra di Shevchenko non ha per nulla sfigurato. TAPPABUCHI

Flop: di nuovo nessuno. La verità è che la squadra di Shevchenko parte ad ogni match come la sfavorita. Detto ciò, la formazione Ucraina sembra riconoscere i suoi limiti ma non per questo si abbatte e, anzi, lotta con le unghie e con i denti per sfoderare tutte le proprie capacità tecniche e cercando di dare il massimo in ogni occasione. L’attacco funziona bene, la difesa argina il possibile ed il portiere salva il salvabile, ma l’Inghilterra è di un altro livello. resta però da dire: Chapeau. CORAGGIOSI

Inghilterra

Top: Raheem Sterling. Kane fa doppietta, Pickford para tutto, Henderson entra in campo e segna, ma Raheem Sterling è onnipresente. Se la squadra gira, corre e segna è solo grazie a lui e alle sue magistrali giocate, che liberano i compagni e spiazzano gli avversari. Pur non segnando, mette sempre lo zampino, proprio come il primo gol, che nasce da una sua incursione dalla sinistra. Vederlo giocare è un vero e proprio spettacolo, facendo capire, ancora una volta, chi sia il perno e fuoriclasse di questa temibile formazione. LEONE

Flop: nessuno. Ed anche qui, un plauso va fatto all’intera squadra, che sembra non soffrire in nessuna fascia di campo. L’attacco gira a meraviglia, ancor di più adesso con lo sblocco (finalmente) dell’ariete Kane, il centrocampo chiude gli spazi e segna (Henderson docet) e la difesa sembra impenetrabile (anzi forse lo è davvero, vista l’imbattibilità degli inglesi che non subiscono gol dall’inizio della competizione). Insomma, davvero poco da criticare ma tanto da lodare. CORAZZATA

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