Finalmente possiamo dirlo: SIAMO CAMPIONI D’EUROPA! Questi Europei 2021 non hanno mai smesso di regalarci emozioni e, anche quando sembrava buio totale, la squadra di Roberto Mancini ha saputo reagire, trovando quella scintilla capace di svoltare le sorti del match. La determinazione di un gruppo compatto, le motivazioni di un mister caparbio e la volontà di riportare a casa un trofeo che mancava da ben 53 anni, sono stati i leitmotiv per un meritatissimo successo, fatto di sacrifici, sforzi e dolori. Ma la gioia finale è incommensurabile, un esplosione di emozioni e di fuochi, che illuminano la notte oscura di Wembley, di Londra, dell’Inghilterra. Quell’Inghilterra troppo sicura di sé per poter perdere, troppo superba in un campo tutto suo e troppo arrogante al momento della premiazione, mostrando al resto d’Europa che, alla fine, il vero Gentleman non è affatto British, ma Italiano. E non c’è gioia più bella che alzare quella coppa con su incise le nostre iniziali, quelle di tutti noi, gli italiani, in un anno così particolare, fatto di traumi, di sconfitte e di perdite; un anno che ci ha cambiato, ci ha insegnato ad andare avanti e ripartire; un anno fatto di speranza, di aspettative e di sogni che, ogni tanto, si avverano. Come questo traguardo che, piccolo o grande che sia, è riuscito a regalare un sorriso a tutti noi, un momento di felicità incondizionata che niente e nessuno potrà negarci, perché, finalmente, ritroviamo qualcosa per cui festeggiare, uniti sotto un’unica bandiera, dentro un unico abbraccio. E questa volta, la coppa, ce la portiamo a casa noi.

La finale degli Europei 2021

Ma andiamo con ordine e prendiamoci un momento per riavvolgere il nastro ed analizzare a fondo questa spettacolare partita. L’inizio è folgorante ed il primo gol non tarda ad arrivare: l’Inghilterra costruisce bene un’azione sulla destra con Trippier, il quale crossa al centro e trova il sinistro preciso e chirurgico di Luke Shaw che, da solo d’avanti alla porta, non sbaglia, portando dopo appena 2 minuti dall’inizio del match, la propria squadra in vantaggio. Un tripudio indescrivibile, con quasi 60mila persone ad urlare per il gol dei “Tre Leoni” che vedono, per la prima volta nella loro storia, la possibilità di vincere questo trofeo. Ma la partita è appena iniziata e l’Italia non ha intenzione di restare ferma a guardare. Il pressing degli Azzurri si fa alto ed asfissiante, costringendo la squadra di Southgate ad indietreggiare e chiudersi nel più classici dei “catenacci all’inglese“. Il primo tempo finisce con i ragazzi di Mancini in attacco e con un solo ed unico tiro degli inglesi nello specchio della porta (unico ma decisivo fino ad ora). La ripresa ha lo stesso copione del primo tempo: Italia in avanti ed Inghilterra schiacciata nella sua area di rigore, con qualche sporadica azione di poco conto. Ma gli Azzurri sono vivi ed il gol è nell’aria, così al ’67, da un calcio d’angolo, arriva un gol carambolesco che vede: un fallo netto su Chiellini, un colpo di testa di Verratti parato miracolosamente da Pickford ed un rimpallo favorevole che finisce proprio sui piedi di Bonucci. La parità è ristabilita e tutto torna in bilico. Il meritatissimo gol porta nuove energie e forze all’Italia che, anche dopo la rete, non smette di spingere e chiudere i britannici nella loro metà campo, cercando il vantaggio nei minuti finali. Il gol ,però, non arriva e la partita si prolunga fino ai calci di rigore. Come una scena già vista, come un deja vù infinito, come una storia durata ben 15 anni, l’Italia, ancora una volta, è costretta a giocarsi un titolo prestigioso alla lotteria dei tiri dal dischetto. Ma la storia non tradisce e, come 15 anni fa, anche questa volta i migliori rigoristi degli avversari saranno i peggiori nemici di loro stessi: Southgate ha la sua strategia e a 2 minuti dalla fine dei supplementari, inserisce Rashford e Sancho, tiratori infallibili dagli 11 metri, ma pur sempre ragazzini di 20 anni. La fine, poi, la conosciamo tutti: palo di Rashford, parata di Donnarumma su Sancho e altra parata di Donnarumma (decisiva) su Saka, che ci permette di alzare le braccia al cielo, di cacciare quell’urlo liberatorio, di sfogare la nostra tensione accumulata in 2 ore e mezza di partita, di poter dire, finalmente It’s coming Rome. Nulla era scontato ed il giustissimo risultato ottenuto, è solo frutto della tenacia e dell’impegno messo in campo dalla nostra squadra, che ha lottato con le unghie e con i denti per ribaltare la situazione e riuscire nell’impresa del secolo: battere l’Inghilterra nel tempio, il loro tempio, del calcio.
Finisce così la storia di questi Europei 2021, che ci hanno accompagnato per tutta la prima parte della stagione estiva e che vedono un solo vero sconfitto ed una grande ed unica vincitrice: L’ITALIA !

Le pagelle degli azzurri nella finale

Roberto Mancini: un leone che vale per 3. La rinascita di questa Nazionale si deve proprio a lui ed al suo staff che hanno compiuto l’impresa, riportando un trofeo che mancava a noi italiani da ben 53 anni, a casa. VOTO: 10

Gigio Donnarumma: l’eroe della serata non si discute. Incolpevole sul gol di Shaw, ci regala la coppa con le sue parate decisive sui calci di rigore, forse rendendosi conto in un secondo momento dell’impresa compiuta. VOTO: 10

Giorgio Chiellini: un muro invalicabile. Riesce a contenere al meglio gli attacchi di Sterling e Kane, oltre ad intervenire come un mastino su ogni pallone. VOTO 9

Emerson Palmieri: il terzino sinistro in forza al Chelsea riesce più volte a penetrare nella difesa avversaria ma non sempre è incisivo. Ottimo comunque il suo approccio alla gara. VOTO 7

Jorginho: vero leader del centrocampo, smista palloni ed inventa giocate dal nulla. I palloni più pericolosi passano sempre tra i suoi piedi. Peccato per il rigore sbagliato. VOTO 8.5

Marco Verratti: l’altro caposaldo del centrocampo insieme a Jorginho, dimostra di essersi ripreso alla grande, recuperando paloni ed aggredendo sempre l’avversario. Grande grinta e tecnica. VOTO 8

Leonardo Bonucci: segna il gol del pareggio e rimette tutto in gioco. È lui il vero leader del gruppo, dimostrando sicurezza ed infondendo grinta nei compagni. VOTO: 10

Lorenzo Insigne: sembra una locomotiva e viaggia davanti e indietro per il campo, andando a prendersi la palla fin dal portiere. Le sue giocate, però, vengono ben chiuse dai difensori avversari che gli lasciano poco spazio. VOTO 7.5

Ciro Immobile: l’attaccante della Lazio sembra essere leggermente più reattivo in confronto alle altre sere, anche se il suo contributo è stato davvero minimo. Ha vinto l’europeo, ma non come protagonista assoluto. VOTO 6.5

Federico Chiesa: in attacco è quello che crea più problemi alla difesa avversaria. Riesce a liberarsi spesso dalle marcature e prova più volte il tiro in porta anche se con poco successo. Rimane comunque uno dei migliori in campo. VOTO: 8.5

Giovanni Di Lorenzo: dopo 6 partite giocate al massimo, la sua prestazione cala nella partita decisiva. Complice sicuramente la tensione per la finale, Di Lorenzo si perde completamente Shaw nei minuti iniziali, consentendo al giocatore inglese di fare subito centro. Per fortuna si riprende col passare dei minuti. VOTO: 6,5

Nicolò Barella: anche per lui una serata sottotono. Non riesce a percuotere la difesa avversaria e le sue azioni si spengono facilmente. Primo sostituito da Mancini, anche a causa di un’ammonizione presa per fallo di frustrazione. VOTO 6.5

Manuel Locatelli: entrato nella ripresa, da il suo contributo, cercando di scardinare la difesa avversaria. Inventa qualche passaggio e prova l’imbucata personale, ma gli inglesi sono attenti. VOTO 7.5

Domenico Berardi: anche lui entrato in corso d’opera, si ritrova a tu per tu col portiere in un’occasione fantastica per il possibile vantaggio, ma la coordinazione non lo aiuta e calcia alto. Ottima invece l’esecuzione del rigore. VOTO 8

Federico Bernardeschi: incide poco sulla partita ma rimane freddo e preciso sul dischetto per il rigore decisivo. Prova qualche scatto e tenta una conclusione che, però, si spegne molto al lato. VOTO 7.5

Brian Cristante: entra nel secondo tempo ma si vede davvero poco. Il suo contributo è più difensivo che offensivo e le sue percussioni in area diventano impercettibili. Ottimo però sul contenimento degli avversari. VOTO7.5

Andrea Belotti: purtroppo il suo contributo è davvero minimo. Nello squarcio di partita disputata, si fa vedere poco e sul dischetto, sbaglia il secondo rigore ( con una tensione nel suo volto palpabile). VOTO 6

E quelle degli inglesi…

Gareth Southgate: l’allenatore inglese si dimostra timoroso e conservatore. Dopo il gol, chiude la squadra a riccio, eliminando ogni sorta di offensiva e subendo passivamente gli attacchi Azzurri. Le sua scelte nel finale di inserire i rigoristi, non paga affatto. VOTO: 5

Luke Shaw: uno dei migliori della sua squadra. Oltre al gol, difende bene e tenta qualche ripartenza, anche se il comando dall’alto dice “resta dove sei”. Meritata la sufficienza. VOTO: 6

Declan Rise: un’impressionante partita di sacrificio ed impegno. Il ragazzo in forza al West Ham di soli 22 anni, stupisce tutti con una prestazione davvero magistrale, degna di un veterano. VOTO: 7

Raheem Sterling: se fino ad oggi era stato apprezzato per le sue giocate, adesso possiamo applaudirlo per le sue cadute. Disintegrato totalmente dai due nostri centrali difensivi, Sterling riesce solo ad accennare degli scatti per poi cadere a terra alla prima occasione buona. VOTO: 4

Jordan Pickford: ottima prestazione da parte del portiere dell’Everton che mantiene a galla i suoi fino al 67esimo, quando non può far niente sul tapin vincente di Bonucci. Determinante anche sui rigori ma la sua ultima parata non basta a salvare l’Inghilterra. VOTO: 7

L‘Inghilterra: una vera caduta di stile, quello della squadra britannica che, al momento della premiazione, abbandona il campo di gioco e getta la medaglia d’argento a terra; classico comportamento da bambino capriccioso e dispettoso. VOTO: 2

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