Kiara Fontanesi, quando il motocross parla al femminile | INTERVISTA
La giovane campionessa di motocross Kiara Fontanesi parla dei suoi successi, del debutto in MX2 e delle ambizioni mondiali
La giovane campionessa di motocross Kiara Fontanesi parla dei suoi successi, del debutto in MX2 e delle ambizioni mondiali
@AlessandroLauta
A soli ventiquattro anni il suo palmares fa già invidia ai campioni più esperti del motocross: Chiara Fontanesi ha già conquistato il mondiale per ben quattro volte ed è stata la prima donna ad esordire in MX2, categoria finora solo maschile. Il suo talento è ormai completamente affermato e la fame di vittorie della pilota lascia presagire altre grandi soddisfazioni.
Il motocross è spesso ritenuto uno sport maschile: cosa ti ha affascinato di questo mondo e quando hai iniziato a coltivare questa passione?
Ho guidato la mia prima moto, una Yamaha PW50 a soli tre anni. Si trattava di un regalo di mio padre e, quando l’ho visto arrivare con la moto, sono scoppiata a piangere. Spesso vedevo mio fratello Luca che correva, e anche io frequentavo i paddock. Appena sono salita in sella è stato subito amore e , appena l’età me lo ha permesso, ho iniziato a correre.
Quattro volte campionessa mondiale di motocross. Il tuo obiettivo dichiarato è il quinto titolo. Quali sono, invece, le tue ambizioni a lungo termine?
Adesso l’obiettivo è il quinto mondiale. A lungo termine non mi sono prefissata ancora nulla. Lavoro sulle motivazioni di ogni singola stagione, poi un giorno chissà: potrei fare il team manager oppure ritirami con la mia famiglia. Certamente rimarrò nel mondo del cross. L’obiettivo a medio termine è quello di proseguire a correre e vincere.
Sei stata la prima donna a correre in MX2, una competizione solamente maschile. Come ti sei preparata a questo appuntamento e quali emozioni hai provato in gara?
È stata un’esperienza bellissima, che mi ha regalato sensazioni forti e mi ha permesso di capire molte cose. I ragazzi girano più di noi nel weekend di gara e dunque è stata più dura, nonostante fossi allenata. Poi il livello è molto alto. Mi sono divertita, ho imparato tante cose e per questo ringrazio Yamaha e il team Auso per l’opportunità che mi hanno offerto. In futuro non so, ma ci sono diverse ragazze che vanno forte e che non sfigurerebbero contro i ragazzi. Staremo a vedere.
Nonostante lo sport ti porti in giro per il mondo sei molto legata alla tua terra: quanto è stata importante la tua famiglia nel tuo cammino sportivo e cosa porti nel cuore di Parma?
La mia famiglia è fondamentale. Siamo sempre insieme e viviamo le gioie e i dolori dello sport. Siamo molto uniti, ed è grazie anche a loro che ho ottenuto risultati importanti in carriera. Parma è sempre con me, dal cibo, alla famiglia ai tifosi più accaniti. Anche se sono continuamente in giro per il mondo non perdo la cultura della mia terra.
Nel 2014 hai ricevuto il Collare d’Oro al merito sportivo. Cosa ha significato per te questo importante riconoscimento?
Fu una cerimonia bellissima. Ero con i campioni di tutte le discipline. Un’esperienza che ho ripetuto anche negli anni seguenti. Il Collare d’Oro è un riconoscimento molto importante in una sede altrettanto prestigiosa.
Con il tuo talento e il tuo carisma stai riuscendo ad attrarre sempre più pubblico verso la MX: come credi si possa fare per riuscire a dare più visibilità al motocross femminile e alla tua specialità?
Molte ragazze si stanno avvicinando al cross e questo è un bene per il nostro sport. Se ci fossero anche le dirette televisive, il cross potrebbe entrare con più facilità nelle case degli italiani. Le cose da fare sarebbero tante, ma sono compiti che dovrebbero spettare all’organizzatore. Da parte nostra lavoriamo molto sull’immagine e sui risultati, e questo impegno sta pagando. In ogni caso il mondiale, negli anni, si è tinto molto di rosa, e il numero dei piloti al via della competizione sono cresciuti. Questo è sicuramente un bene per la nostra disciplina.
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