Il preside del Bertolucci sulla chiusura degli istituti:

Spesso se ne parla poco. E spesso viene considerato come un fattore secondario. Ma la scuola chiusa da marzo è un vero e proprio problema per i ragazzi che si stanno istruendo e sono in uno dei momenti più importanti del loro processo educativo. Tra questi, i maturandi sono senza dubbio i primi della lista. La scuola infatti, oltre che per l’apprendimento, è fondamentale per la socializzazione e per il confronto con compagni e professori: ma chi dovrà sostenere la prova di maturità quest’anno, non potrà vivere gli ultimi giorni in classe, e anzi nel frattempo è tenuto a seguire le lezioni online, e prepararsi a una nuova modalità d’esame.

Il preside del liceo Attilio Bertolucci Aluisi Tosolini di Parma ha risposto alle nostre domande proprio riguardo i disagi dei ragazzi e dei docenti durante la diffusione del Codiv-19, giudicando però le scelte di Palazzo Chigi “di buon senso”.

L’emergenza sanitaria a causa della diffusione del coronavirus ha modificato profondamente la vita degli studenti, costringendoli alla lontananza dalle aule e alla didattica online. Quali disagi provocano le lezioni a distanza e come influiscono sull’apprendimento dei ragazzi?

Credo che il disagio maggiore stia proprio nella impossibilità di frequentarsi, di stare assieme, di fare sport, di vivere in gruppo. Sono venute meno le routine della quotidianità (il bus, la campanella, la ricreazione, le lezioni …) e quasi tutti (studenti, docenti e personale) hanno ammesso di provare nostalgia della scuola. Perché la scuola è prima di tutto una comunità fondata sulle relazioni. Il nostro impegno infatti è stato creare nuove routine per la comunità scolastica, dal wake up per il risveglio preparato ogni mattina dai ragazzi dello sportivo, ai contest di fisica, poesia, arte, realizzati su facebook, alla rubrica di filosofia o alle pillole di psicologia (si veda la pagina Facebook del liceo). Il nostro lavoro è stato apprezzato anche fuori dalla scuola e, ad esempio, la televisione di servizio della Regione Emilia Romagna, Lepida Tv, ogni settimana trasmette alcuni dei nostri appuntamenti nella trasmissione quotidiana “Insieme Connessi”. 

D’altra parte, quali difficoltà sta incontrando il corpo docente nel nuovo modo di svolgimento delle lezioni?

Il personale docente del Bertolucci ha acquisito negli anni una significativa competenza digitale: il liceo infatti è una scuola polo del Piano Nazionale Scuola Digitale del fondatore del movimento Avanguardie Educative. Ciò ha permesso di risolvere le difficoltà connesse all’avvio della DaD, avviando anche nuove acquisizioni e nuovi approfondimenti didattici, soprattutto per quanto riguarda il tema della valutazione formativa per competenze superando la semplice logica delle prestazioni misurabili con compiti in classe e interrogazioni.

Come Istituto riuscite a garantire a tutti la frequenza delle lezioni?

Il Bertolucci da anni possiede una struttura tecnologica digitale basata su G_suite che ci ha permesso di switchare tutti i nostri servizi (sia quelli didattici che quelli amministrativi e di segreteria) in digitale nella didattica a distanza e nello smart working sin dal 25 febbraio. La frequenza è garantita a tutti, per quanto riguarda le possibilità del liceo. Il che significa, ad esempio, che abbiamo anche distribuito una cinquantina di notebook a studenti che avevano difficoltà con i device. Ovviamente problematiche come la qualità della connessione non possono essere risolte dalla scuola e riguardano la scarsa adeguatezza delle infrastrutture di rete che in diverse località è piuttosto carente.

Già lo scorso anno i maturandi hanno dovuto affrontare una nuova modalità di esame, introdotta dal Ministero dell’Istruzione. Anche quest’anno l’esame di maturità è stato modificato a causa dell’emergenza sanitaria, e gli studenti dovranno sostenere un “maxi orale” e una tesina scritta. Quanto sarà complicato per gli studenti arrivare con un’adeguata preparazione alla prova finale? Crede che la forma scelta dal Ministero sia consona alla situazione?

Viviamo una gravissima emergenza sanitaria, anche se la situazione è diversa a seconda delle regioni. Credo che il ministero abbia fatto una scelta di buon senso. Il lavoro che le classi quinte stanno affrontando va anche misurato a partire dalla capacità di adeguarsi e rispondere in modo innovativo al mutamento di scenario ed alle crisi. Si tratta di un compito di realtà molto importante che aiuta studenti, studentesse e docenti a mettere in prospettiva i contenuti disciplinari restituendo a tutti il compito della cultura. Ognuno di noi ha la responsabilità di essere uomo e donna di cultura, persona capace di resilienza, spirito critico, capacità di resistenza e gestione dello stress, capacità di lavorare in gruppo, di comunicare secondo nuove modalità, di organizzare il tempo.

Il Governo ha chiuso da inizio marzo le scuole di tutta Italia, e ancora non ci sono le condizioni per confermare la riapertura da settembre. Come giudica queste disposizioni governative? Secondo il suo punto di vista, si poteva agire differentemente?

Non sono un sanitario ma un dirigente dello stato: lo stato ha deciso di agire con estrema prudenza seguendo le indicazioni del comitato tecnico scientifico e assumendosi sempre le proprie responsabilità. A me compete operare per garantire ai 1000 studenti che frequentano il liceo Bertolucci due diritti costituzionali fondamentali: il diritto allo studio contemperato e il diritto alla salute. Onestamente credo che l’istituzione scuola – a tutti i livelli – abbia risposto in modo egregio ai compiti che la Costituzione le assegna.

Crede che sarà possibile nel suo Istituto rispettare le norme igieniche e il distanziamento sociale una volta che si tornerà in classe?

Ci stiamo lavorando. Molto dipenderà dalla diffusione del virus e dalla necessità di garantire il distanziamento sociale. Al momento stiamo attivando tutte le misure necessarie per garantire lo svolgimento dell’esame di stato in presenza: dotazione di mascherine, guanti e disinfettante per le mani, sanificazione dei locali, collocazione e distribuzione delle aule per i colloqui in modo realizzare percorsi distinti per chi entra a scuola e per chi esce evitando al massimo ogni possibile “assembramento”. Lo stesso stiamo facendo per garantire l’operatività degli uffici.

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