Sono davvero molte e piuttosto curiose le espressioni e i modi di dire della lingua italiana che si rifanno alla mitologia greca e romana; si pensi per esempio a frasi o locuzioni come “cadere tra le braccia di Morfeo” utilizzata al posto di “dormire” oppure “supplizio di Tantalo” quando ci si riferisce al tormento di chi vuole ardentemente qualcosa, ma non può ottenerla oppure “inseguire una Chimera”, “tallone d’Achille”, “filo d’Arianna”, “avere gli occhi di Argo”, “essere un Cerbero”, “essere come l’Araba Fenice” oppure “sperare nella Dea Bendata” e molte altre ancora. A proposito di quest’ultima espressione è necessario fare una precisazione. 

Fra i miti greci e quelli romani vi sono molte corrispondenze (per esempio Artemide/Diana, Eracle/Ercole, Poseidone/Nettuno e via discorrendo), ma per quanto riguarda la Dea Bendata, la questione è leggermente diversa, premettendo che esistono molte versioni sui vari miti. Secondo una di queste, la Dea Bendata era Temi (in realtà non era una dea, ma una titanide); a questa figura si riferivano i romani invocando la giustizia; sue caratteristiche erano spada, bilancia e benda sugli occhi (che rappresentava l’imparzialità). Un’altra dea greca era poi Tyche che aveva il potere di decidere la sorte degli uomini; per prendere le sue decisioni faceva rimbalzare una palla perché voleva dimostrare che la sorte era incerta. I Romani identificarono Tyche (che secondo una certa versione i greci consideravano come dea della giustizia) nella dea Fortuna. In epoca rinascimentale, Fortuna veniva rappresentata con gli occhi bendati, a significare la casualità della buona sorte. Notissima è l’espressione “la fortuna è cieca” (Fortuna caeca est scriveva Cicerone). Comunque sia, oggi l’espressione Dea Bendata è utilizzata praticamente sempre per riferirsi alla fortuna e non alla giustizia anche se la donna che la raffigura ha una benda sugli occhi. 

I giocatori e la Dea Bendata

Alla Dea Bendata si rivolgono spesso i giocatori, anche quelli che amano tentare la sorte al 10eLotto, gioco numerico a quota fissa in cui si gioca scegliendo 10 numeri compresi tra 1 e 90, l’importo da giocare (importi da 1€ a 200€, con tagli da 0,50€) e la tipologia di estrazione; l’estrazione più distintiva è quella del 10eLotto ogni 5 minuti, ma sono possibili anche l’estrazione immediata e quella serale abbinata all’estrazione del Lotto. 

A 10eLotto è possibile giocare sia recandosi in una ricevitoria autorizzata sia online sul portale web ufficiale oppure utilizzando l’App ufficiale My Lotteries, sperando che la sorte ci favorisca; del resto,come la Dea Bendata bacia Napoli potrebbe anche finire per ricordarsi di noi. L’importante è sempre giocare in modo responsabile.

Per la cronaca, in origine il 10eLotto era legato al Lotto; chi voleva partecipare all’estrazione del 10eLotto, infatti, doveva obbligatoriamente effettuare una giocata al Lotto e pagare una somma aggiuntiva. Nel giro di poco tempo però il 10eLotto ha acquisito lo status di gioco indipendente. 

Approfondimenti sulla Dea Bendata

Chi ama la mitologia greca e romana può approfondire in rete l’argomento Dea Bendata consultando le varie fonti presenti online; su Wikipedia, per esempio, si riportano cenni storici che parlano della dea Fortuna nelle varie epoche, nell’antichità, nel medioevo e in epoca rinascimentale; è appunto in quest’ultima, come accennato nella prima parte dell’articolo, che la dea Fortuna è rappresentata spesso come fanciulla solitamente bendata che distribuisce le ricchezze facendole cadere da una cornucopia (un vaso a forma di corno).

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