Sul territorio regionale ci sono progetti autorizzati e finanziati ma fermi; Bonaccini annuncia una manifestazione pubblica per chiedere l’ascolto del Governo

EMILIA-ROMAGNA| Al vertice in Regione svoltosi nei giorni scorsi il Presidente Stefano Bonaccini ha fatto presente che sono state bloccate opere per le quali è stato già completato l’iter autorizzativo. Con una manifestazione pubblica la Regione farà sentire al Governo la voce dei territori, dei sindacati, del mondo del lavoro e delle imprese, dalle artigiane e quelle dell’industria. 

All’incontro in Giunta regionale con amministratori locali, sindacati e categorie economiche si è fatto il punto sul blocco delle opere programmate in Emilia-Romagna, per un totale di 2,5 miliardi di euro, voluto dall’esecutivo nazionale. Bonaccini chiede quindi che “il Governo inizi a dare risposte vere e concrete e che permetta la realizzazione di opere il cui iter autorizzativo è stato completato, per le quali sono stanziate le risorse necessarie e indispensabili per la competitività del sistema produttivo e turistico“. La denuncia del presidente riguarda anche le modalità con cui la Regione è stata informata delle decisioni prese dal Governo: “dobbiamo apprendere dai giornali le decisioni prese, sempre dei no o dei rinvii, senza consultarci, calpestando qualsiasi collaborazione istituzionale“.

All’incontro erano presenti  anche l’assessore regionale ai Trasporti e alle infrastrutture, Raffaele Donini, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna e delle organizzazioni economiche e d’impresa regionali, fra cui Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, Cna, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop: comune l’idea di chiedere lo sblocco delle opere fondamentali per permettere all’Emilia-Romagna di continuare la sua crescita, per creare buona e stabile occupazione e permettere alle imprese e ai territori regionali di competere sui mercati internazionali