Il Sindaco Diego Rossi ha annunciato in Consiglio Comunale il raddoppio della produzione da parte dell’Azienda; L’Aria del Borgo: “Vicenda poco trasparente”

Seppur in via ufficiosa, il Sindaco di Borgotaro, Diego Rossi, ha annunciato che lo stabilimento di Laminam Spa con sede in Val Taro raddoppierà la propria linea di produzioneavendo verificato che le emissioni previste sono nettamente inferiori di circa il 50% dei limiti massimi previsti dalla legge“. Ciò comperterà l’assunzione di nuovo personale da parte di Laminam presso la sede valtarese: saranno infatti 65 i nuovi posti di lavoro che dovranno essere occupati. Il provvedimento che ha portato al raddoppio della linea di produzione è la conseguenza della prcoedura di Valutazione d’Impatto Ambientale a cui si è sottoposta l’azienda ad agosto 2018.

Lo scopo dell’azienda nel sottoporsi ad una nuova Via (solitamente è un procedimento a cui un’industria è sottoposta prima di avviare la linea produttiva) era quello di riportare la produzione ad oltre 600 t/g. A giugno 2018 l’AIA aveva infatti ridotto temporaneamente la produzione a 190 t/g. Tuttavia, occorre ricordare che la richiesta di Laminam Spa alla Regione Emilia-Romagna, sottponendosi ad una valutazione su base volontaria, era quella di ottenere le autorizzazioni per triplicare la produzione. Ora, invece, stando a quanto dichiarato dal primo cittadino borgotarese, è stato disposto il raddoppio.

Proprio questo aspetto non è stato digerito dal comitato cittadino “L’Aria del Borgo“, che incalza: “Quest’ultimo capitolo conferma la nebulosità di questa vicenda, e l’incapacità delle istituzioni di rapportarsi alla comunità con chiarezza e tempestività“. Facendo riferimento a quanto dichiarato dal Sindaco, il comitato scrive: “Se quanto affermato da Rossi corrisponde al vero, ci chiediamo come mai è stato autorizzato un ampliamento inferiore alla richiesta, e alla prima autorizzazione, se enti e istituzioni sostengono che tale impianto abbia livelli emissivi ben al di sotto dei limiti“.

Se tale azienda è virtuosa – prosegue il comitato – e la sua attività non ha impatti rimarchevoli sul territorio e sulla salute della comunità, perché limitarne la produzione e, di conseguenza, lo sviluppo anche in termini occupazionali? In attesa di leggere e valutare la delibera regionale che dovrà sancire ufficialmente l’ampliamento, condifiamo che la nuova autorizzazione contenga prescrizioni di monitoraggio in continuo delle emissioni e delle ricadute sul territorio e sulla salute della comunità“.

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