Dal pianoforte all’arte: la storia di Massimo Moretti, il ligure innamorato di Parma

Come nel ciclo della vita, anche nella musica o nell’arte, si parte sempre dal silenzio per poi farvi ritorno. La vita, la storia, la carriera di Massimo Moretti è stata scandita dalla “casualità” e da una nota di “pazzia” che lo ha spinto a credere nella sua passione – la musica – e successivamente nell’arte che arriva come una sorta di liberazione in un momento particolare della sua vita. Massimo Moretti nasce negli anni Settanta in una borgata di Imperia.

E’ da subito un bambino e poi un ragazzo curioso, appassionato, attento e ricco di una linfa che lo porta ad andare oltre l’apparenza delle cose entrando con grande curiosità nel profondo delle materie che lo appassionano. E’ attento ai dibattiti politici, alla filosofia, all’arte e a quei suoni che si muovono intorno a lui, come il rumore del mare, delle onde e quella musica che si ascoltava in casa e per le strade. Mio padre, che di mestiere faceva il muratore, portò a casa una fisarmonica, una Settimio Soprani dei primi del 900, come compenso per un lavoro svolto dal momento che il suo cliente gli confessò di non avere il denaro necessario per pagarlo“, racconta Moretti. “Fui subito attratto da quello strumento per cui, intorno ai sei anni, non appena fui in grado di sostenerne il peso, cominciai istintivamente a suonarla manifestando una certa predisposizione. Così i miei genitori decisero di farmi prendere qualche lezione. In seguito, su consiglio di Don Del Santo, che era un ottimo musicista oltre che filosofo e uomo di chiesa, intrapresi lo studio del pianoforte frequentando i corsi presso una Scuola della mia città. Fu così che dopo la fisarmonica entrò in casa una tastiera elettrica che comprarono i mie genitori sulla quale mi esercitavo ma soprattutto, da subito, cominciai a realizzare le mie prime composizioni. Da qui l’amore per la musica. Se la fisarmonica non fosse stato il mezzo di scambio per un mancato pagamento probabilmente non sarei mai diventato un musicista! Questo mi portò a scoprire di conseguenza la musica classica e i grandi maestri  grazie a mio cognato che collezionava vinili di musica classica“. Questo è l’inizio di un lungo percorso che lo porterà a diventare un musicista formato e competente.

Dopo i primi passi nel mondo della musica Moretti decide di studiare ad Imperia e di formarsi attivamente sulla composizione perché sino a quel tempo era stato fondamentalmente da autodidatta. “La mia prima esecuzione pubblica è stata a Sanremo presso il teatro del Casinò dove eseguirono il mio “La giostra di Parigi” per clarinetto e pianoforte. Avevo 15 anni“. Terminato il servizio militare, Moretti ha avuto la fortuna  di essere invitato ad una serata organizzata da una cantante lirica alla quale erano presenti alcuni musicisti importanti. Su richiesta della padrona di casa suona alcuni suoi pezzi al pianoforte destando curiosità nei presenti i quali lo mettono in contatto con il Maestro Luchino Belmonti che decide di prenderlo come allievo. Da subito entrano in sintonia dando inizio ad un bellissimo periodo di Studio a bottega con il Maestro.

Nel frattempo conosce la donna che qualche anno più tardi diventerà sua moglie e anche la persona che crederà sempre in lui, nel suo talento e nelle sue potenzialità spingendolo anche a immergersi nella sua arte; da prima in quella di musicista e poi in quella di artista. Passati due anni di studio dal maestro Belmontisi si iscrive al Conservatorio di Torino e poi, per amore, chiede il trasferimento al Conservatorio Arrigo Boito di Parma dove frequenta i corsi di Composizione, Strumentazione per banda e musica da Film in Conservatorio. Dal momento che, come spesso si dice “la cultura, la musica non paga e non da mangiare“, Massimo Moretti, oltre a studiare, lavorerà in un supermercato per quattordici anni e allo stesso tempi continuerà a scrivere musica e a fare gavetta.

Ma nel 2007 accade che “in un momento di follia decido di lasciare il mio posto di lavoro per intraprendere l’attività di compositore dando origine alla “Maxmoremusic. La vera folle, però, credo sia stata mia moglie appoggiando la mia decisione dal momento che stava per nascere nostra figlia e avevamo appena acceso un mutuo per comprare casa. Il primo anno della “MaxmoreMusic”, è stato un disastro. Piano piano ho cominciato ad avere piccolissime commissioni che però affrontavo con il massimo impegno. Con il passare del tempo ho iniziato a scrivere musica per documentari, film istituzionali e a collaborare con alcune orchestre italiane ed estere realizzando arrangiamenti. In quel periodo fui chiamato a scrivere le musiche per le boutiques di Londra, Anversa, Roma e Napoli per il marchio Pinko. Un’esperienza straordinaria in cui ho potuto progettare l‘intera sonorizzazione degli spazi in sinergia con un’artista inglese e I Dot-Dot per la parte Visual. Successivamente, la mia fortuna è stata la presenza di una casa di produzione a Parma, la Taxfreefilm, che realizzava spot a livello internazionale. Franco Tassi, un grande della pubblicità, fondatore della Taxfreefilm, dopo aver ascoltato la mia musica e la mia storia, decise di mettermi alla prova affidandomi una campagna pubblicitaria europea per un’auto“.

Questi sono i primi successi della “MaxmoreMusic”, le sue musiche piacciono e vengono sempre più apprezzate. Recentemente ha anche composto la musica per la più alta gioielleria italiana Bulgari conosciuta in tutto il mondo. Vanta, inoltre, collaborazioni con Benetton, Sisley, Paramount e tanti altri grandi marchi o aziende. Nel 2015 un suo lavoro si ritrova in selezione per gli Oscar: “Si trattava della colonna sonora per un cortometraggio di animazione intitolato “The Ballad of the Homeless” della regista e scenografa Monica Manganelli. Dopo aver vinto il Festival di Los Angeles, il cortometraggio è quindi entrato di diritto tra i selezionati per gli Oscar cinematografici nella categoria “short movie”.

Nell’estate del 2017 in un momento di stallo e di apatia nei confronti della musica, accade qualcosa di inaspettato. Sentivo una forte frenesia in me, un senso di irrequietezza. Provavo delle sensazioni difficili da descrivere. Accade quindi che, in balia di un’esigenza prepotente, servendomi di una bottiglietta di inchiostro e del relativo contagocce in dotazione, comincio a scarabocchiare di getto e di impulso, con un gesto rapidissimo, frenetico. Passata questa “ondata” realizzo di sentirmi bene, quasi liberato. Dopo qualche giorno racconto la cosa a mia moglie e, prendendo coraggio, le sottopongo il risultato di quello strano momento. Premetto che in vita mia non avevo mai disegnato in quanto è sempre stata chiara la mia poca predisposizione artistica. Per cui ero pronto alla stroncatura da parte sua. Invece, incredibilmente, ne resta colpita, attratta e affascinata. A questo punto decido di appendere alcuni disegni ad una parete del mio studio e, con mia grande sorpresa, ogni persona che mi faceva visita ne veniva attratta. In seguito, la casualità, porta un mio conoscente a farmi visita. Non lo sapevo, ma in realtà questa persona si occupava di arte contemporanea per cui, alla vista dei miei lavori, mi tempestò di domande su chi fosse l’autore e dove le avevo acquistate. Ridendo dissi che l’autore ero io! Gli raccontai tutta la storia. Fu così che i miei “Inkpromptus” cominciarono ad esibirsi in mostre e a girovagare per l’Europa.

La sua arte si potrebbe definire una pittura “metapsichica” dove l’abilità e l’atto creativo arrivano solo ed esclusivamente in un preciso momento. E così un foglio o una tela bianca si trasformano in uno spazio libero in cui far confluire questa energia. Ancora una volta è la casualità a entrare nella vita di Massimo Moretti che lo porta a liberare la sua essenza sia attraverso la musica che l’arte. “Probabilmente c’è una spiegazione interiore a tutto questo. La musica nasce e muore nel silenzio. I miei inkpromptus, invece, nascono e vivono nel silenzio. Una sorta di compensazione per dare “voce” a quella parte di me che nel silenzio cerca e, qualche volta, trova delle risposte.” Progetti per il futuro? – ” il 9 giugno alla Chaos Art Gallery di Parmaci sarà la mia prima retrospettiva dal titolo “InKpronptus”. Inoltre sto lavorando ad alcuni progetti musicali su commissione“.

© riproduzione riservata