Alta Valtaro, questione latte: ”No, il tuo latte non lo voglio”
Alta Valtaro, Latte e Fiele: “No, il tuo latte non lo voglio”
Sembra questa la novità di questo inizio d’anno
Quanto guadagna oggi un allevatore dalla vendita di un litro di latte? La sua risposta si può immaginare: “Semmai quanto ci rimetto”. Con un prezzo alla stalla di circa 0,40 centesimi al litro non siamo tanto distanti da questa ipotetica conversazione, diventata poi una realtà con l’inizio del nuovo anno.
Sei stalle in Alta Val Taro non potranno più conferire il proprio latte al Caseificio di Borio. Se in futuro nulla cambierà, sarebbe un duro colpo inferto alla già debole e tribolata economia agricola valtarese. Ma perché accade ciò?
Le due campane, allevatori da una parte e caseificio dall’altra, esprimono suoni decisamente diversi: “Se non mi prendi più il latte significa che lo trovi altrove ad un costo più basso“, tuonano gli allevatori; “Le analisi di qualità del vostro latte non ci permettono di continuare a ritirarlo“, risponde il caseificio. E ancora: “Le mie analisi sono in regola!“, dice un allevatore; “E allora aumenta la produzione!” chiede il Caseificio.
Sembra il teatro dell’assurdo, un dialogo tra sordi.
Allora, ci permettiamo un’ipotesi di lavoro, per il bene del territorio e di chi lo abita. Riteniamo che l’innovazione nella tradizione sia la via più sicura per creare futuro: serve quindi una svolta culturale che adegui un territorio ricco di opportunità alle sfide che l’attendono nel contesto europeo.
Una svolta culturale e pratica che permetta e suggerisca alle stalle di produrre latte qualitativamente e quantitativamente ineccepibile; una svolta culturale e pratica che consenta alla proprietà del caseificio di comprendere l’importanza della permanenza di sei stalle attive nel territorio di Bedonia.
La semplicità del bene. Ma per ora nulla di nuovo… niente latte, solo fiele.
di Gigi Cavalli e Federico Rolleri
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