Latte e derivati, nell’etichetta indicata la zona di mungitura
L’Unione Europea approva la richiesta italiana per l’indicazione di origine del latte e dei prodotti…
L’Unione Europea approva la richiesta italiana per l’indicazione di origine del latte e dei prodotti lattiero caseari; il provvedimento sostenuto da Coldiretti
Storico via libera dell’Unione europea alla richiesta italiana di indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari.
Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio ha presentato in anteprima le confezioni di latte, burro e mozzarella con le nuove etichette. Il provvedimento, sostenuto dalla Coldiretti, era stato annunciato dal premier Matteo Renzi e dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.
“Il via libera comunitario – comunica la Coldiretti – risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani. Secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle Politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi”.
Il provvedimento riguarda l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari. Verrà indicata in etichetta con:
- Paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte
- Paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato
- Paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato
“Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy. Si tratta anche di un importante segnale di cambiamento a livello comunitario sotto la spinta dell’alleanza con la Francia che ha adottato un analogo provvedimento“.
Le 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt. Questa è garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore. Grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati comunitari.
Tutelati anche consumatori e lavoratori italiani
Ad essere tutelati sono anche i consumatori italiani che hanno acquistato una media di 48 chili di latte alimentare a persona. Si posizionano al settimo posto su scala mondiale per i formaggi con 20,7 chilogrammi all’anno dietro ai francesi con 25,9 chilogrammi a testa.
L’obbligo di indicare l’origine in etichetta salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali. Sono tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale.
Il provvedimento salva 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte. Essi generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi che è la voce più importante dell’agroalimentare italiano. La scelta di trasparenza fatta in Italia è importante per essere più forti anche nella lotta all’agropirateria internazionale.
L’entrata in vigore è fissata 60 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

