Latte con etichetta “Made in Italy”: ora è ufficiale
Latte “Made in Italy” un importante traguardo raggiunto da Coldiretti; Luca Cotti: “Combattere inganni e dare trasparenza”
Latte “Made in Italy” un importante traguardo raggiunto da Coldiretti; Luca Cotti: “Combattere inganni e dare trasparenza“
Storico via libera all’indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari. Finalmente viene decretata la fine all’inganno del falso Made in Italy. Fino ad ora, infatti, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia erano stranieri. Così come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero. E niente di tutto questo è stato fino ad ora riportato in etichetta.
La pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, per il Made in Italy risale al 19 gennaio 2017. Il decreto “Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011”, firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, è ufficiale.
“Si tratta – afferma il Presidente di Coldiretti Parma Luca Cotti – di un provvedimento che abbiamo fortemente sostenuto come Coldiretti. Rappresenta un risultato importante nella nostra battaglia per l’origine in etichetta. Per tutti i tipi di latte destinati al consumo diretto nonché ai prodotti lattiero-caseari. È una vittoria per combattere inganni e imitazioni di chi si fregia del tricolore senza averne realmente diritto. Ma per dare risposte sempre più efficaci alle esigenze di trasparenza dei consumatori.
In più di nove casi su dieci, infatti, questi considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari, quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione.
“Il provvedimento – ricorda Cotti – è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno da Coldiretti. Entrerà in vigore pienamente dopo novanta giorni dalla pubblicazione. Per un periodo non superiore a 180 giorni sarà possibile smaltire le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente“.

