La Lega Anti Vivisezione in conferenza stampa: “Chiediamo l’intervento del Ministro della Salute per fare chiarezza sullo stato di salute degli animali”

Nuove rivelazioni da parte di LAV (Lega Anti Vivisezione) sul progetto Light-Up condotto su alcuni esemplari di macachi dalle Università di Parma e Torino, dopo la sospensione in via cautelare della ricerca – datata 23 gennaio scorso – da parte del Consiglio di Stato. Durante la conferenza stampa di mercoledì, dal titolo “#COLPEVOLIDI“, l’associazione ha fatto il punto sulla situazione. Ha quindi spiegato come, a loro avviso, non tornino i conti del numero e della tracciabilità, prevista per Legge, degli animali detenuti nello stabulario dell’Università di Parma; risulterebbe mancante una coppia di animali; il Presidente della LAV, Gianluca Felicetti, è stato raggiunto dalla notifica di indagini in corso a suo carico da parte della Procura di Parma per i reati di rivelazione di documenti segreti, minacce, accordi per istigare a reati e diffamazione.

Ipotesi infondate – spiegano dall’associazione – abbiamo ottenuto i documenti legalmente e li abbiamo utilizzati solo ed esclusivamente per il ricorso, poi vinto, in sede giudiziaria, che invece, così formulate, sembrano un incredibile tentato ‘bavaglio’ contro le quali la LAV – riconosciuta Ente Morale e Organizzazione di utilità sociale – spera di essere ascoltata quanto prima dal Magistrato. Siamo infatti un’associazione fermamente nonviolenta, ogni nostra iniziativa è ispirata al rispetto di ogni essere vivente e peraltro, più volte, ci siamo dissociati pubblicamente e a mezzo stampa da qualsiasi iniziativa o messaggio che non rispondesse a tali criteri, nel rispetto del legittimo diritto di critica e in osservanza delle nostre finalità statutarie a tutela degli animali“.

“Dove sono gli animali?”

Secondo quanto diffuso dalla LAV durante la conferenza, il numero di animali non coinciderebbe con quello dello stabulario dell’Ateneo parmigiano, dato che: “emerge dagli stessi atti delle due ispezioni volute dal Ministero della Salute – spiega l’associazione – ed effettuate sempre e solo per dimostrare, qualche giorno prima del pronunciamento del Consiglio di Stato, che tutto era in regola. Gli esperimenti, inoltre, dovevano essere effettuati parallelamente su due coppie di macachi con due ‘di riserva’. Eppure – proseguono – dai documenti redatti dallo stesso Ministero numeri e sesso degli animali non coincidono in tutti icasi, e risulterebbe mancante una coppia di animali“.

Per questo, l’associazione ha chiesto formalmente l’intervento del Ministro della Salute, Roberto Speranza, per avere chiarezza sullo stato degli animali. “I macachi del progetto Light-Up sono gli stessi da quando è iniziato il progetto, o come risulta dai documenti del Ministero sono cambiati nel corso dei mesi e, se cambiati, perché e dove sono stati allocati gli altri?“. È ciò che chiede di sapere la LAV e il Presidente Gianluca Felicetti. “Dove sono le relazioni semestrali e obbligatorie sullo stato e sulle condizioni di stress di questi animali che avrebbero dovuto certificare che i test sui macachi sono a posto? Inoltre – prosegue la LAV – solleviamo più di un dubbio sulle dichiarazioni a cui abbiamo assistito da parte di alcuni ricercatori: ci riferiamo in particolare all’inaccettabile paragone delle viti nel cranio dei macachi con un banale piercing: farsi un piercing è un atto volontario, mentre non ci risulta che questi macachi siano liberi di scegliere se farsi conficcare delle viti nel cranio“.

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