Lavoro, Maestri: “La decontribuzione per i nuovi assunti funziona ma preoccupa la crescita esponenziale dei voucher”

Oltre 616mila nuovi contratti di lavoro di cui più di 500mila a tempo indeterminato, una drastica riduzione dei contratti […]

lavoro-giovaniOltre 616mila nuovi contratti di lavoro di cui più di 500mila a tempo indeterminato, una drastica riduzione dei contratti precari (-59.782) e un incremento dell’incidenza dei rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro tra i giovani fino a 29 anni che è passata dal 24,6% del 2014 al 31,5% del 2015. Sono questi i dati diffusi dall’Inps, relativi ai primi dieci mesi del 2015 (gennaio – ottobre).

Questi dati – commenta la deputata del Pd Patrizia Maestri – sono positivi ed incoraggianti ma rappresentano una vivacità dell’occupazione che è ancora insufficiente per compensare il crollo degli ultimi anni, conseguente alla perdurante crisi economica. Si tratta, per altro, di una conferma di quanto il Pd sostiene da tempo: investire sul contratto a tempo indeterminato significa renderlo più conveniente rispetto alle forme di impiego precarie. Così è stato con la decontribuzione triennale al 100% per i nuovi assunti e per le trasformazioni di contratto da precario a stabile. E così sarà, anche se in modo decrescente, anche con la prossima legge di stabilità. Ora occorre rilanciare gli investimenti pubblici e privati per creare nuove e buone occasioni di lavoro, in particolare per le giovani generazioni”.


Secondo la parlamentare, i dati fanno emergere anche un problema: la crescita esponenziale dell’utilizzo dei voucher. “Viene usato sempre più spesso – sottolinea Maestri –  come strumento di retribuzione (+67,6% rispetto al 2014) e questo aumento desta non poca preoccupazione ed è l’esito di una norma sbagliata contenuta nel Jobs act che dev’essere corretta introducendo più stringenti limiti all’utilizzo dei buoni lavoro affinché smettano di essere la nuova frontiera del precariato e della negazione dei diritti dei lavoratori. Spero che i dati diffusi oggi dall’Inps inducano il governo ad avviare una seria riflessione su questo aspetto”.

Ufficio stampa Parlamentare On. Maestri

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