L’associazione ambientalista invita i 328 Comuni della Regione Emilia-Romagna ad abbandonare le stoviglie di plastica: “Soluzioni alternative esistono”

Stop alle stoviglie monouso in plastica“. Questo l’appello rivolto da Legambiente ai 328 Comuni della Regione Emilia-Romagna. Un invito che raggiunge, quindi, anche i 44 Comuni della Provincia di Parma. Nella lettera inviata a Sindaci ed Assessori all’Ambiente si chiede alle Amministrazioni di attuare provvedimenti per sostituire piatti, bicchieri e posate monouso con materiale riutilizzabile. “L’obiettivo – spiega l’associazione – è quello di attivare già dal 2020 soluzioni alternative per liberare la Regione dall’usa e getta, nelle mense e, soprattutto, in occasione di feste ed eventi ricreativi stagionali, sfruttando le risorse disponibili del bando di finanziamento ATERSIR“.

Stando ai dati presentati da Legambiente, solo nelle feste più grandi si fa uso delle lavostoviglie, lasciando quindi molto spazio di utilizzo all’usa e getta. “Come dimostra l’analisi di contesto effettuata – prosegue Legambiente – le sagre e le feste all’aperto sono una tradizione consolidata in quasi tutti i 328 comuni della Regione, con migliaia gli eventi ogni anno e milioni di coperti. Attraverso la raccolta dati di Comuni Ricicloni, abbiamo stimato che solo il 28% circa dei Comuni ha organizzato almeno una festa/sagra ‘riutilizzabile’, con 177 eventi senza l’utilizzo dell’usa e getta censiti in regione nel 2018“.

Nonostante si sia tentato di sostituire la plastica con le stoviglie compostabili, tuttavia quest’ultime presenterebbero secondo l’associazione ambientalista alcuni problemi gestionali negli impianti di compostaggio. “L’abbandono delle plastiche usa e getta è previsto dalle direttive UE a partire dal 2021 – spiegano i vertici di Legambiente – ma la strada da seguire è ancora poco definita. Per questo motivi intraprendere una politica di ‘prevenzione’ e percorrere la soluzione di sostituzione del monouso con stoviglie e bicchieri riutilizzabili rappresenta una strategia vincente. Diverse le buone pratiche riportata nella scheda tecnica destinata ai Comuni, a testimonianza del fatto che le soluzioni alternative esistono e sono attuabili“.

Esempi virtuosi

Un’opzione suggerita è quella delle attrezzature condivise, acquistate dal Comune e messe a disposizione su richiesta. Esperienze simili sono già in atto nella stoviglioteca di Nonantola, in cui sono le stoviglie a spostarsi e quella del circolo di Legambiente L’Arboreto a Bologna, che sta avviando un servizio di stoviglioteca Altro esempio virtuoso è quello di Piacenza, dove Legambiente e ATO già 15 anni fa hanno pensato il primo kit per le feste e la lavapiatti mobile a noleggio; esperienza simile a quella di Legambiente Basilicata, pensata però per eventi di grossa portata e in grado di spostarsi e servire feste di alcune migliaia di coperti.

Nella lettera viene citata, inoltre, l’esperienza promossa dall’ASCOM di Ferrara e FIPE col progetto LessGlass: vari locali del centro storico sono stati messi in rete con l’adozione di ecobicchieri in polipropilene che vengono consegnati ai clienti a fronte di una cauzione simbolica, che viene poi restituita nel momento in cui il bicchiere viene riconsegnato in uno dei punti vendita aderenti della città. Modello adottato anche durante la rassegna musicale “Botanique” di Bologna, che la scorsa estate ha sostituito i bicchieri usa e getta con soli bicchieri lavabili per tutta la durata del festival.

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