Presentata anche un’interrogazione al Ministro Di Maio; la promessa dell’azienda di non licenziare più fino al 2020

L’accordo siglato tra la Parmalat, gestita dalla francese Lactalis e i sindacati hanno destato malumore tra i lavoratori dello stabilimento di Collecchio. Da quanto si apprende, infatti, sarebbe già trenta i dipendenti, di cui molte donne e personale con esperienza non ancora in età da pensione, che saranno licenziati. Diverse le posizioni tagliate che saranno rese effettive dal prossimo 1 ottobre.

Inaccettabile il comportamento della Parmalat che, per quanto sia economicamente in salute, sta dimostrando un ‘cuore di pietra‘ verso un’esigua porzione dei propri dipendenti. I lavoratori non possono essere abbandonati ma vanno tutelati e salvaguardati se un’azienda vuol dirsi legata al territorio non solamente per i prodotti che vende“, scrive in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli.

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Dal testo dell’accordo emerge anche che l’azienda s’impegna a non attivare altre procedure di licenziamento fino al 18 giugno 2020. “Ciò significa – prosegue Zanichelli – che dopo potrà licenziare altre persone? Parmalat e Lactalis hanno tutte le ragioni per compiere una propria riorganizzazione interna all’insegna della razionalizzazione, ma questa non dev’essere fatta sulla pelle dei lavoratori che hanno speso una vita per l’azienda. Specialmente in virtù del fatto della salute economica della multinazionale“.

I dubbi espressi dal parlamentare 5Stelle riguardano anche la futura integrazione con la Galbani e la Nuova Castelli, che lo hanno portato anche a presentare un’interrogazione al Ministero Di Maio. “Esprimo la mia vicinanza – conclude – a tutti i lavoratori che stanno vivendo giornate difficili. Dal canto nostro lavoreremo fino all’ultimo per cercare di portare l’azienda a delle decisioni che non lascino nessun lavoratore senza un impiego“.

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