Liste d’attesa: luci verdi, falsi allarmi rossi e campanelli d’allarme
I dati raccontano un avanzamento concreto, ma anche una resistenza strutturale su certi ambiti specialistici e territori
Di fronte ai semafori del portale regionale TdaER—verde, giallo, rosso—la tentazione è di fermarsi al colore. Ma la fotografia settimanale dei tempi di attesa per prime visite ed esami diagnostici, pubblicata dalla Regione Emilia-Romagna, merita una lettura investigativa: dietro un “90% entro standard” possono celarsi sacche di criticità localizzate; dietro un “giallo” possono esserci riorganizzazioni che migliorano nel medio periodo. Capire come leggere quelle tabelle è il primo passo per chiedere conto, in modo informato, delle prestazioni che tardano ad arrivare.
Il portale TdaER pubblica ogni settimana la percentuale di prenotazioni erogate entro gli standard regionali per le prime visite e gli esami strumentali. Gli standard sono fissati per classi di priorità: B (entro 10 giorni), D (entro 30 giorni per visite e 60 per diagnostica) e P (entro 120 giorni). La resa è immediata: verde se ≥ 90% delle prenotazioni rientra nello standard, giallo 60–89%, rosso < 60%. Le percentuali sono pubblicate per azienda sanitaria e per singola prestazione, includendo pubblico e privato accreditato (convenzionato). È un monitoraggio continuativo, non un report una tantum.
Dentro l’inchiesta sui tempi d’attesa
Parma mostra segnali di miglioramento, ma anche persistenti aree critiche. A marzo, le prestazioni con priorità D (da garantire entro 30 giorni per visite e 60 giorni per esami) sono state erogate entro lo standard per l’83% delle prenotazioni — rispetto al 77,9% di maggio dello scorso anno, un progresso significativo, ma non ancora sufficiente per parlare di «verde» stabile.
Nello stesso mese i dati sulle liste d’attesa a Parma mostrano segnali incoraggianti: le visite con priorità D, da garantire entro 30 giorni, sono state rispettate nel 76% dei casi, in leggero aumento rispetto al 73,8% registrato a maggio 2024. Ancora più evidente il progresso sul fronte diagnostico, dove il 91% degli esami è stato effettuato entro i 60 giorni previsti, contro l’82% dell’anno precedente. Un miglioramento concreto, dunque, soprattutto negli esami strumentali, anche se le visite restano in una “zona gialla” che denuncia margini significativi di criticità e la necessità di ulteriori interventi organizzativi.
Nonostante i progressi registrati, permangono ambiti che continuano a segnare il passo. Le specialità più in sofferenza sono dermatologia, oculistica, neurologia, colonscopia, gastroenterologia, mammografia ed ecografia alla mammella. Emblematico il caso di un paziente a cui è stata proposta una visita oculistica addirittura nella primavera del 2026. Episodi come questo dimostrano che, in alcune prestazioni, i tempi d’attesa superano ancora abbondantemente i 60 giorni previsti, con code che in certi casi si allungano per anni. È la conferma che, accanto ai miglioramenti registrati, esistono settori in cui la macchina sanitaria locale vive ancora una condizione di crisi organizzativa e strutturale.
I dati raccontano un avanzamento concreto, ma anche una resistenza strutturale su certi ambiti specialistici e territori. Il verde medio (soprattutto per esami diagnostici) va salutato con favore; il giallo sulle visite e il rosso in ambiti puntuali restano campanelli d’allarme.
Oculistica e neurologia restano in “zona gialla”
L’analisi dei dati TdaER relativi a Parma e distretti per il trimestre luglio–settembre 2025 mostra un sistema che, complessivamente, regge. Molte prestazioni sanitarie sono erogate entro gli standard con indici di performance superiori al 90% (verde). Tuttavia, emergono criticità significative in alcune specialità ad alta domanda, dove la combinazione tra volumi elevati e attese mediane lunghe lascia ampie zone in “giallo”.
Le criticità principali
- Visita oculistica
- 685 prenotazioni
- 29 giorni mediani di attesa
- Performance 85% → fascia gialla
Questa è la specialità più sotto pressione: quasi un paziente su sei non riceve la visita entro i tempi stabiliti.
- Visita neurologica
- 583 prenotazioni
- 27 giorni di attesa mediana
- Indice 71% → vicino al rosso
Rappresenta uno dei colli di bottiglia principali: circa 3 pazienti su 10 restano fuori dallo standard regionale.
- Visita ortopedica
- 1.131 prenotazioni (tra le più richieste)
- 24 giorni mediani
- 77% di performance
Anche qui, pressione elevata: quasi un quarto dei pazienti resta oltre la soglia.
- Visita endocrinologica
- 316 prenotazioni
- 10 giorni mediani
- 80% di performance
Seppur i giorni di attesa siano ridotti, 2 pazienti su 10 non vengono comunque gestiti entro i limiti.
I punti di forza
Non mancano, però, settori in cui Parma mostra ottime performance:
- Visita oncologica → 100% entro i tempi, mediana 5 giorni.
- EMG (elettromiografia) → 100%, 15 giorni.
- Visita cardiologica → 95%, 20 giorni.
- Colonscopia → 94%, 55 giorni (ma comunque dentro i 60 previsti).
Qui si vede la capacità di proteggere i percorsi più critici, garantendo tempi rapidi soprattutto per l’oncologia.
Cosa ci dicono questi numeri
Il sistema sanitario parmense mostra una buona tenuta nelle prestazioni salvavita e nelle urgenze, segno che Regione e AUSL hanno saputo concentrare risorse e attenzioni soprattutto sull’oncologia e sulla diagnostica più critica. Tuttavia, la situazione cambia se si guarda alla medicina specialistica ad alta domanda: reparti come oculistica, neurologia e ortopedia restano in evidente difficoltà, schiacciati da un mix di volumi elevati, tempi medi di attesa lunghi e performance che scendono sotto la soglia dell’80%.
Non mancano casi particolari, come l’endocrinologia, dove la percentuale di prestazioni fuori standard non corrisponde a un’attesa eccessiva: qui l’accesso resta rapido, ma la gestione appare discontinua e irregolare. La fotografia trimestrale, dunque, restituisce l’immagine di un sistema capace di tutelare i pazienti più fragili, ma al tempo stesso penalizzante per chi si rivolge agli ambulatori specialistici per patologie croniche o progressive. In oculistica, neurologia e ortopedia la probabilità di superare i tempi stabiliti resta troppo alta, e sono proprio questi gli ambiti su cui dovrebbe concentrarsi l’inchiesta: quali misure straordinarie stanno programmando l’AUSL e l’Azienda Ospedaliera per ridurre il divario e riportare il semaforo almeno sul giallo, se non sul verde?

