Il viaggio dei Mondiali è anche il viaggio verso il professionismo: che grinta, queste azzurre!

Questa Nazionale ci sta facendo sognare: ammettiamolo, dopo le delusioni degli ultimi anni della Nazionale maggiore oggi vedere queste ragazze giocare a calcio con grinta, tecnica e passione ci fa incrociare le dita e sperare in un risultato importante. Nessuno se lo sarebbe aspettato, eppure queste giovani calciatrici hanno già scritto la storia centrando, nella vittoria di ieri contro la Cina, l’importante traguardo dei quarti di finale in un torneo internazionale. Mai successo prima. Con il loro entusiasmo e la loro gran voglia di scendere in campo stanno portando una ventata di freschezza nel calcio italiano che non siamo più abituati a vedere: niente compensi milionari, niente auto di lusso o coperture assicurative. Ogni volta che scendono in campo ci ricordano che il calcio è uno sport e che lo scopo è divertirsi. Ne avevamo bisogno.

Oggi le cose dette contro queste ragazze contano poco: hanno saputo dimostrare con i fatti e sul campo che le donne non servono solo “a fare la polenta” e smentito prontamente chi – in tempi neanche tanto lontani – aveva detto che “di tattica non capiscono niente“. La CT azzurra Milena Bertolini, già nella prima partita, ha dimostrato di avere grandi doti tecniche: un cambio di modulo, tra il primo e il secondo tempo, ha rivoluzionato le sorti della qualificazione. In queste settimana abbiamo iniziato a conoscerla meglio, insieme alle sue ragazze: eleganti, posate, educate fuori dal campo; grintose e passionali dentro. Mai una parola fuori posto: un gruppo che funziona, che va d’accordo e che da’ il meglio di sè fino all’ultimo minuto di gioco.

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Cosa gli manca? Una riforma, chiesta da molto tempo ma ancora non realizzata. Chissà che la “spinta” di queste ragazze non serva per smuovere le acque. Ce lo auguriamo. Del resto anche il presidente Gravina ne ha sottolineato la necessità: “È ora di riconoscere il professionismo alle ragazze del calcio che giustamente lo rivendicano. In tempi non sospetti, abbiamo suggerito una proposta che consentirebbe ai club femminili, così come per il primo livello del professionismo maschile, di attutire l’impatto dei costi del professionismo, beneficiando di un credito d’imposta da reinvestire“, ha dichiarato il numero uno della Figc all’Ansa dopo la seconda partita delle azzurre contro la Giamaica.

Ad oggi le ragazze – sia che militino in club storici o di livello minore – non hanno riconosciuti contratti di lavoro, tutele assicurative e contrattazioni collettive. I club di calcio possono corrispondere alle atlete un’indennità di trasferta, rimborsi forfettari e voci premiali per un compenso massimo annuale di 30.658,00 euro. Se pensiamo al costo del calcio maschile, nulla. Ecco, una riforma serve davvero indipendentemente dal risultato dei Mondiali: giusto che l’impegno e la passione di tutte le ragazze che corrono dietro ad un pallone sia riconosciuto come merita. Giusto che le ragazzine e le bambine di oggi vedano in queste azzurre il sogno di poter un giorno diventare come loro. Ed ora, con una buona dose di scaramanzia, proseguiamo il nostro viaggio verso la Coppa del Mondo. Nessuno se l’aspetta, ma non si aspettano nemmeno che arrivassimo agli ottavi, figuriamoci ai quarti…figuriamoci…

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