L’Oltretorrente rinasce è una nuova associazione formatasi a novembre del 2021. Nata per volontà di un gruppo di cittadini e residenti del quartiere parmigiano, che da anni ormai, sta vivendo una situazione di degrado e di inurbanità. Basti pensare agli ultimi episodi di violenza delle baby gang o all’insicurezza che segnalano alcune donne quando devono rincasare da sole negli orari serali. Allo spaccio nel Parco Ducale. Alla poca pulizia delle strade e ai monumenti che spesso vengono deturpati. Le priorità sono la riqualificazione e l’integrazione, nonché il rilancio delle attività commerciali di uno dei quartieri più caratteristici della città. Giuseppe Fertonani Affini, presidente di L’Oltretorrente rinasce, ha risposto ad alcune domande in merito alla situazione attuale del quartiere e alle soluzioni che vorrebbe attuare con la sua associazione. Senza escludere la possibilità di trasformare i propri obiettivi in veri e propri progetti politici in vista delle prossime elezioni comunali.

Come nasce l’idea di fondare questa organizzazione no profit cittadina come “L’Oltretorrente rinasce”?

L’idea nasce dalla profonda necessità di cambiare lo stato in cui attualmente si trova il nostro quartiere. Uno stato di abbandono, degrado, inciviltà. Le Istituzioni sempre più assenti e lontane dai problemi reali dei cittadini. Negli ultimi anni l’Oltretorrente è scivolato inesorabilmente in un vortice di degrado che sta cambiando radicalmente la qualità di vita dei nostri borghi. L’OItretorrente oggi assomiglia sempre più ad un campo di battaglia il cui esito è la sconfitta degli onesti cittadini. Negozi sfitti con serrande abbassate, scarsa sicurezza, strade dissestate, muri imbrattati, luoghi di aggregazione inesistenti. È necessaria una nuova cura per il nostro quartiere.

Concentrandoci proprio sull’Oltretorrente quali sono gli obiettivi che vi siete posti e in quanto tempo vorreste raggiungerli?

Gli obiettivi dell’Associazione sono quelli di promuovere salute e benessere individuale e sociale con azioni di contrasto all’inquinamento e al degrado del quartiere. Molti studi hanno evidenziato un’alta correlazione tra depressione, rischio di suicidio, ansia e progressivi livelli sempre più elevati di inquinamento ambientale. È quindi necessario ricreare dei luoghi che ci trasmettano emozioni positive dove ci sentiamo a nostro agio. Dei luoghi che curano, che rigenerano, che ci guariscono dallo stress e dalle frustrazioni della vita di tutti i giorni. In quest’ottica dobbiamo riqualificare gli spazi pubblici perché siano fruibili di libertà in ogni movimento, promuovere una socialità con particolare riferimento ai percorsi culturali, integrare le diverse culture che popolano il quartiere, educare alla civiltà e al decoro urbano nonché al rispetto della libertà di ciascuno e promuovere un rilancio della vita economica del quartiere. Abbiamo perso molto tempo quindi bisogno accelerare il cambiamento.

Negli ultimi anni il quartiere Oltretorrente sta affrontando una crisi sociale in termini di sicurezza e degrado: è una criticità che avete riscontrato? Se sì come pensate sia utile intervenire?

Sicurezza e degrado sono temi urgenti. Devono essere affrontati immediatamente. Le Istituzioni devono dare risposte concrete e noi saremo lì a chiedere conto. I pericoli che derivano da aggressioni, spaccio e rapine vanno prevenuti in primo luogo con azioni di presidio delle forze dell’ordine nelle strade come era stato fatto in passato con ottimi risultati. Il degrado va contrasto con una riqualificazione del quartiere in passato già avviato dalle amministrazioni precedenti con un rilancio dell’attività economiche di artigianato, di botteghe storiche, attività commerciali di prodotti locali e tipici, caffè letterari, riprogrammare eventi culturali, programmi di sostegno alle famiglie con l’apertura di laboratori familiari. Servono poi presidi fissi e vigili di quartiere come era stato fatto in passato dall’Amministrazione Vignali che aveva anche avviato la riqualificazione di diverse strade (Imbriani, Costituente, Bixio, Piazzale Corridoni, scuola Cocconi, scuola Parmigianino e tanti borghi) ed era poi stato impostato un progetto complessivo analogo a quello che è stato fatto a Torino per il “Quadrilatero Romano”.

Una delle caratteristiche del quartiere è sempre stata la pluralità di mestieri, anche artigiani. Caratteristica che sta venendo meno con molti esercizi commerciali che hanno abbassato la serranda. È una tendenza che secondo voi può essere invertita? Se sì come?

Il rilancio delle attività commerciali e della pluralità di mestieri oltre che le botteghe storiche è una priorità. Ci schieriamo a favore dei commercianti che con la loro intraprendenza hanno investito con importanti conseguenze sul benessere economico e sociale del quartiere. Crediamo nel rilancio dell’artigianato e del commercio di prodotti tipici locali in un quartiere che deve tornare a esprimere “animosità” essendo l’Oltretorrente una vera e propria “vetrina all’aperto” se solo le saracinesche venissero alzate. Per questo nel nostro manifesto abbiamo proposto la nascita di due Centri Commerciali Naturali in via Bixio e Via D’Azeglio-Imbriani.

Possiamo definire l’Oltretorrente un quartiere multiculturale? Come poter sfruttare in maniera propositiva questa caratteristica?

Integrare le diverse culture che popolano il quartiere è una sfida affascinante. Può e deve essere intesa come una risorsa per il quartiere la possibilità di coinvolgere in un percorso comune le varie culture che sono presenti in una cornice di rispetto delle regole e contaminazione culturale paritetica.

Che cosa state raccogliendo dai cittadini? Quali sono i bisogni, necessità, proposte del quartiere?

I cittadini si sentono abbandonati dalle Istituzioni che sono distaccate e lontane dai loro bisogni. Bisogno di sicurezza, bisogno di vivere in un luogo non degradato, bisogno di essere ascoltati. I cittadini hanno necessità di sentirsi parte attiva nel progettare il luogo dove vivono.

Il vostro progetto sfocerà in un laboratorio politico in vista delle prossime elezioni comunali?

Vogliamo essere protagonisti per indurre un cambiamento reale sulle scelte politiche della nostra città nel senso di mettere sempre al centro dell’attenzione il cittadino con i suoi bisogni. Siamo stanchi di questa stagnazione culturale e politica, occorre un nuovo progetto che abbia come obiettivo quello di creare la completa realizzazione e benessere dei cittadini che vivono questo luogo: Parma. Il saggio politico che ci darà queste garanzie avrà il nostro sostegno.

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