ascom confesercenti

di Chiara Corradi e Luca Dall’Asta

Nelle idee del Governo la lotteria degli scontrini sarebbe dovuta essere lo strumento attraverso cui iniziare l‘offensiva contro l’evasione fiscale ed il calo dei consumi. Finora, però, sono state molte le critiche e le denunce pervenute sia dai commercianti che dalle associazioni dei consumatori. Le lamentele provengono soprattutto dai diretti interessati, ovvero gli esercenti commerciali ed i titolari di attività i quali dovranno sostenere le spese di aggiornamento e di installazione dei dispositivi elettronici di pagamento di tasca propria. La domanda allora sorge spontanea; il fine giustifica i mezzi? E’ giustificabile arrivare ad un nobile obiettivo come quello della lotta all’evasione andando però a gravare sulle spalle dei commercianti già martoriati dalla crisi economica dovuta alla pandemia? Abbiamo posto questa ed altre domande ad Ascom Confcommercio Parma ed a Confesercenti Parma.

“La macchina della lotteria è in ritardo: si partirà a febbraio 2021”

Vittorio Dall’Aglio, presidente della sezione parmigiana di Ascom Confcommercio, ha fatto il punto sulla questione: “L’avvio della lotteria è stato prorogato al primo febbraio 2021 come da noi più volte richiesto. La macchina burocratica che sta dietro alla lotteria aveva accumulato troppo ritardo per poter iniziare il primo gennaio come precedentemente stipulato“. Da Francesca Chittolini, presidente di Confesercenti Parma arriva poi un’ulteriore richiesta: “Stiamo lottando per posticipare l’inizio della lotteria a giugno 2021, abbiamo proposto quest’idea che ora è al vaglio del Senato. Chiediamo da tempo agevolazioni ed incentivi da parte dello Stato per i commercianti che altresì dovrebbero sostenere una spesa dai 150 ai 300 euro circa per mettere tutti i dispositivi a norma“.

Le associazioni spiegano poi che il software che gestisce tutti i passaggi della lotteria è stato rilasciato solo lo scorso agosto, mentre le installazioni nei negozi sono partite solamente tra settembre ed ottobre e se a tutto ciò aggiungiamo lo scetticismo e la reticenza dei commercianti verso l’iniziativa si capisce perché al momento i dispositivi in regola e già pronti a partire siano solo la metà dei totali. “Iniziare la lotteria in questa situazione avrebbe portato solo disagi alle attività“, specifica Dall’Aglio che poi sposta l’attenzione sul discorso delle commissioni bancarie: “Da una nostra indagine è emerso che 7 commercianti su 10 pensano che le commissioni sui pagamenti cashless siano troppo alte ed è vero; se si vogliono davvero incentivare le transazioni elettroniche bisogna abbassare commissioni e costi di installazione e di gestione. Decidere un taglio generalizzato delle commissioni tuttavia non è possibile, in quanto farebbe scattare l’intervento dell’Antitrust, si punta quindi a definire accordi volontari tra le parti per incentivare i pagamenti digitali: Confcommercio sta da tempo lavorando in questa direzione affinché l’ impatto economico delle commissioni possa essere quasi nullo per chi mette i sistemi di pagamento elettronici a disposizione dei consumatori finali“. Sulla stessa linea di pensiero anche Chittolini: “Una delle nostre storiche battaglie è quella per l’azzeramento delle commissioni bancarie relative a pagamenti sotto i 50 euro e non ci fermeremo fino ad obiettivo acquisito“.

“Il commerciante che non aderisce può essere segnalato all’Agenzia delle Entrate”

Cosa succederà ai commercianti che rimarranno sprovvisti dei dispositivi di pagamento aggiornati per permettere la partecipazione alla lotteria? Non ci saranno multe o sanzioni dirette ma il cliente potrà segnalare il fatto all’Agenzia delle Entrate tramite la sezione dedicata all’interno del sito della lotteria. “Gli esercenti che non saranno in grado di far partecipare il cliente alla lotteria potranno essere segnalati a partire dal primo marzo 2021, non sono comunque previste multe. D’altra parte l’incentivo all’utilizzo di sistemi di pagamento elettronici, attraverso appunto la Lotteria, potrebbe incrementare le potenzialità di vendita del commerciante“, dichiara Dall’Aglio mentre Chittolini incalza: “E’ una vera baraonda, non si capiscono le intenzioni dello Stato perché se da una parte è chiaro che è prevista una segnalazione d’altro canto non è specificato da nessuna parte quali siano le conseguenze di questa segnalazione. Hanno ragione i commercianti quando dicono che c’è stato un grave problema di comunicazione da parte degli enti statali“.

Il calo dei consumi a Parma è preoccupante: a novembre si registra -60% rispetto all’anno precedente

Tutti i settori sono stati e saranno messi a dura prova dalla pandemia ed è per questo che servono rimborsi per sopperire ai mancati introiti in tempi molto celeri. Il calo dei consumi a novembre è stato drammatico“. Dall’Aglio e l’associazione da lui rappresentata chiedono al Governo ristori per le attività pari ad almeno il 50% del fatturato perso durante i mesi di novembre, dicembre e gennaio. Le cifre che si possono leggere negli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio E-R Confimprese sono impietose: per Parma si parla di un calo generalizzato dei consumi pari al 60%, ma addirittura per quanto riguarda il settore dell’abbigliamento il crollo è del 71%. Male anche la ristorazione con -65% ed il settore dei viaggi che registra un calo del 61% su base annua. “Una delle giustificazioni a cui è ricorso il Governo per motivare la lotteria è quella di incentivare i consumi soprattutto offline ma secondo noi è una strategia che porterà benefici irrilevanti, è una grande operazione di marketing per perorare la causa dei pagamenti tracciabili“.

Ma quali saranno gli incentivi più concreti che i commercianti vedranno nel prossimo futuro? “Concretamente il Governo dovrebbe pensare ad una programmazione a lungo termine perché finora i commercianti stanno navigando a vista ma non possono resistere ancora molto solo grazie agli incentivi a pioggia, bisogna iniziare a pensare in grande ed al di fuori della stretta attualità pandemica“, afferma Francesca Chittolini sottolineando la necessità di un progressivo ritorno alla normalità. Dall’Aglio è convinto sia necessario il prolungamento di rimborsi e sovvenzioni: “Occorre inoltre che  siano confermati almeno fino al 31 marzo 2021 ma auspicabilmente fino al 30 giugno 2021, le riduzioni dei costi fissi delle aziende come affitti, tasse locali ed ammortizzatori sociali per i dipendenti. Durante gli ultimi mesi ci siamo confrontati spesso con l’amministrazione comunale con la quale abbiamo intavolato tutta la progettualità per l’anno che verrà. Ci saranno altri incentivi e saranno prese altre misure a sostegno dei commercianti sulla falsa riga di quanto già ottenuto come ad esempio l’agevolazione dell’occupazione del suolo pubblico per la quale siamo orgogliosi di aver contribuito attivamente“.

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