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Il Sindaco Lucchi al Papa: “Francesco, aiutami a produrre il vino di Don Bosco”

“Ho fatto un sogno: produrremo il vino da Messa a Berceto; e lo faremo con l’appoggio di Sua Santità

BERCETO | Il primo cittadino di Berceto non ferma la sua corsa e la sua battaglia per la montagna parmense; una lettera piena di senso che descrive un territorio che ha ancora bisogno di essere legato alle proprie tradizioni e ricchezze locali.

Ennesima ‘provocazione’ che serva da riflessione collettiva su quello che vogliamo sia il futuro dei nostri piccoli centri montani“. Così il Sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, si rivolge oggi ai propri concittadini e a tutti colore che, osservando dall’esterno le difficoltà che un amministratore locale deve oggi fronteggiare, possono contribuire nel miglioramento e sostentamento della vita in montagna e dei suoi valori secolari. Un’intervento che richiama una delle più importanti tradizioni delle nostre colline e del nostro territorio ducale: la produzione del vino. Un tema attraverso cui il Sindaco bercetese richiama oggi alla memoria importanti figure come Don Bosco e di Papa Paolo III, tanto care a Berceto e alla sua storia quanto caratterizzanti la nostra cultura. 

LA LETTERA

Inaspettatamente dalle 14,40 alle 15,05 mi sono addormentato in ufficio. Ho fatto un sogno: il Prof. Mario Fregoni e il dott. Lanati Donato – massimi esperti di vigneti e vinificazione e vino, amici di Berceto e anche del Sindaco – grazie ad antichi documenti hanno valorizzato i vigneti che erano, un tempo in tutte le frazioni verso il Manubiola e il Taro impiantati dai Camisani Calzolari e ai monaci dell’Abbazia di Berceto. Antichi vitigni riscoperti come il Galuzzone e particolarmente adatti per spumanti. Ci sarebbe la possibilità di avere 131 kmq di vigneti e la sistemazione dei casolari in casali e case vinicole di pregio. Berceto si presenterebbe molto meglio della Toscana.

Grazie ad antichi documenti sarebbe possibile produrre il vino da Messa a Berceto

Questo rispettando tutte le regole delle Bolle Papali e di quanto stabilito, in loco, da Papa Paolo III più volte in visita nel nostro Paese. Basti pensare come molti vini da Messa non rispettino queste antiche regole e siano di fatto vini artefatti. Altra grande scoperta è che San Giovanni Bosco meriterebbe d’essere, oltre il Santo dei giovani, degli Oratori, anche il Santo dei vignaioli avendo scritto un trattato magnifico sulla coltivazione della vite. Come Consiglio Comunale lo proporremo alla Santa Sede e al nostro Papa Francesco. Tutto tiene e tutto è possibile. Basta volerlo.

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