Lucchi: “Mi candido a Sindaco di Parma, una legge me lo consente” – ESCLUSIVA
Il sindaco di Berceto ha incontrato i parmigiani e deciso di candidarsi; “Porteremo aria fresca dalla montagna”
Il sindaco di Berceto ha incontrato i parmigiani e deciso di candidarsi; “Porteremo aria fresca dalla montagna”
@AndreaAdorni @ChiaraCorradi
Quando si ha a che fare con il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, ci si può aspettare di tutto. E anche stavolta non ha tradito le attese. Spulciando la legge italiana ne ha trovato trovata una che gli permetterà di candidarsi a Sindaco di Parma. Rispondendo ad una delegazione di parmigiani in visita a Berceto, che gli ha fortemente chiesto di candidarsi, il Sindaco ha risposto favorevolmente. E stamattina è arrivato l’annuncio ufficiale.
“Parma è la nostra città – esordisce Lucchi. Il 73% dei residenti a Parma ha origine dai paesi montani. Basterebbe questo dato, se non fosse ignorato volutamente da chi amministra, da anni, la città, per comprendere la cecità politica protratta nei programmi di rinascita che vengono sbandierati ai quattro venti. Nessuna rinascita di Parma, infatti, sarà possibile, se non si ha una visione d’insieme di Parma e della montagna.
Visione che aveva, addirittura, Maria Luigia che non considerava il Passo della Cisa come barriera, ma come cerniera tra Parma e il mare. Molti – prosegue – parlano dello splendore del Ducato, ma nulla conoscono della politica illuminata, e riformista, della Duchessa“.
Idee programmatiche e annuncio ufficiale
La legge a cui fa riferimento Lucchi, prevede che un sindaco di un piccolo Comune come Berceto, possa candidarsi a sindaco del Capoluogo alla fine del suo secondo mandato. Da qui la decisione. “Basterebbe interpretare in chiave moderna – va nel concreto Lucchi – le linee programmatiche del regno, per far vivere a Parma uno splendore ormai disperso in un’opacità dozzinale. Parma è Parma. E il 60% del territorio montano
va recuperato e messo a frutto per dare concretezza alla nomea, nel mondo, di Parma per il cibo e il suo riconoscimento Unesco. Senza le nebbie di Zibello avremmo il salume principe? Senza l’aria che viene dal mare, sferza i castagneti e i i faggi della montagna per poi dare aroma ai salumi avremmo il prosciutto Parma? Senza le ricette di Cantarelli, del Cavallino, di Rino ci sarebbe la cucina Parma o ci si limiterebbe alla buonissima vecchia di cavallo?“.
E poi il vero e proprio annuncio ufficiale. Che sicuramente farà molto rumore. “Parma ha bisogno di aria nuova – spiega Lucchi – fresca, salubre, non avvelenata. Ha bisogno di tutto questo e invece, facendo pesare, come la spada di Brenno, il suo 49% di potere, derivato dalla strampalata e anticostituzionale Legge Delrio per le Province, ha distrutto con il ‘sindachetto di Salso’, la Provincia e svenduto anche l’unico sbocco al mare: l’Autocamionale. I tanti amministratori illuminati di Parma che ci hanno donato una grande città si rivoltano nella tomba. Basta con giunte e amministrazioni macabre per Parma. Per questo mi candido a sindaco di Parma. Aria fresca dalla montagna“. Inoltre durante l’annuncio ufficiale Lucchi ha diramato anche alcuni nomi che lo accompagneranno in questa avventura: Nicola Occhiocupo, giurista italiano, Professore emerito di Diritto Costituzionale della Università degli Studi di Parma, della quale è stato eletto quattro volte Rettore, e due volte Preside della Facoltà di Giurisprudenza; Alfredo Giannini, ex Primario del Pronto Soccorso di Parma e carissimo amico di Lucchi e Massimo Fabi, attuale Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Parma. Lucchi ha dichiarato che la rosa completa dei nomi verrà diramata nei prossimi giorni.
Dopo le candidature di Luigi Alfieri, Federico Pizzarotti, Paolo Scarpa, Laura Cavandoli, Ettore Manno, Emanuele Bacchieri, Filippo Greci e Giuseppe Pellacini, arriva anche quella di Luigi Lucchi. Pronto a dare battaglia forte del suo grande carisma.

