Lupi in Appennino, questo l’appello rivolto al Questore e al Direttore dell’USL di Parma
Questa la lettera firmata dai portavoce dell’istanza Il lupo di Ronco. Lupi in Appennino, questa l’appello rivolto al Questore e al Direttore dell’USL di ParmaCi chiamiamo Raffaella Delpoio e Fausto Moglia e […]
Questa la lettera firmata dai portavoce dell’istanza Il lupo di Ronco
Ci chiamiamo Raffaella Delpoio e Fausto Moglia e siamo i portavoce dell’istanza “Il lupo di Ronco” inviata nel mese di ottobre 2015 sia al Ministero dell’Ambiente che al Ministero dell’Agricoltura.
Ci permettiamo di disturbarLa per poterLa mettere a conoscenza del problema che nelle nostre valli sta vistosamente degenerando. Le raccontiamo brevemente i fatti e cerchiamo di spiegare la situazione in modo chiaro affinché possa capire la nostra situazione che riteniamo sia d’emergenza.
Qualche tempo fa la nostra azienda Azienda Agricola Capre e Cavoli s.s., nonostante una recinzione idonea ha subito un attacco del lupo che ha predato una capretta, e che per
fortuna ,disturbato, è scappato via; dopo questo episodio, stufi perché non era il primo attacco che abbiamo subito, abbiamo deciso di attivarci chiedendo un aiuto. Il motivo? La capacità di capire che se anche quel recinto non era sufficiente a tutelare i nostri animali, era l’ora di agire. Non ci vogliamo dilungare sul problema dei capi predati che è già fin troppo dibattuto su tutte le testate giornalistiche e sui social ma preferiamo venire al dunque. Abbiamo cercato aiuto e sopratutto cercato di capire cosa stesse accadendo perché ritenevamo la situazione anomala e l’unica cosa che abbiamo ottenuto è stato un riscontro anche poco educato da parte di chi il lupo lo protegge, ma anche qua non entriamo nel merito, ci siamo documentati per capire e abbiamo visionato i siti web dove era logico poter estrapolare risposte e siamo venuti a capo di quanto segue.
Sembra che tutte queste predazioni di cani, capre, pecore, cavalli ecc. non siano solo a carico dei lupi ma anche di cani inselvatichiti, riportiamo le parole di un tecnico “Wolf Apenin” di cui non possiamo fare il nome perché lo stesso ci ha intimato di non nominarlo e per educazione rispettiamo la sua volontà, le sue parole dicono questo:
“Ci sono alcune caratteristiche morfologiche – prosegue xxxxxxx– ma alcune razze sono state selezionate appositamente per assomigliare al lupo e per chi non è del settore è molto difficile distinguerle. Direi che la differenza è nell’atteggiamento . Nel 99 per cento dei casi, il lupo alla vista dell’uomo scappa perché, essendo selvatico, ha paura dell’uomo. Il lupo non è pericoloso ma è selvatico quindi non bisogna cercare di avvicinarlo né di alimentarlo per evitare di essere aggrediti”.
Desidero riportare anche la fonte web in maniera da poter avvalorare le mie parole,http://
www.liberta.it/2015/07/22/lupo-in-valnure-in-corso-monitoraggio-gli-esperti-potevaessere-
un-cane/ Per cui essendo i promotori di un istanza supportata da circa 9000 firme chiediamo a nome di tutti un aiuto da parte Sua: noi in Val Taro e Val Ceno, ma anche nelle valli confinanti abbiamo paura, e questa nostra paura deriva proprio dal fatto che i professionisti del settore lupo dichiarano che il Lupo non attacca l’ uomo, ma nello stesso
tempo dichiarano pure la presenta di questi ibridi, cani inselvatichiti e sappiamo benissimo che un ibrido o un cane può attaccare un uomo, per cui se il cane inselvatichito ha nei geni una predominanza di attacco verso l’ uomo piuttosto che verso un animale, qui può succedere anche il peggio, ed è solo un ipotesi che speriamo non si realizzi mai ma intanto è motivo di timore e apprensione da parte di chi nelle valli ci vive.
Chiediamo a Lei di aiutarci. Le riportiamo solo una delle tante frasi sentita in valle nel chiederci di andare avanti a chiedere aiuto; un signore anziano dopo aver trovato carcasse di daino davanti alla porta di casa, zona Bedonia a 100mt dal cimitero ci ha detto:” quando ero giovane c’era la guerra e dovevo scappare, ora che son vecchio non riesco a scappare dal lupo, le mie gambe non mi portano più “. Riportiamo questa testimonianza perché le riassume tutte; abbiamo questi predatori nel parcheggi degli agriturismi, di fianco alla nostra serra, nei fiumi che costeggiano i nostri paesi e si sono verificati episodi anche a un centinaio di metri dal Cimitero di Bedonia e dalle scuole, le persone hanno paura ad andare nei boschi sia a passeggiare che per funghi.
Ci affidiamo a Lei, chiedendo scusa se lo facciamo solo ora , ma eravamo certi che in questi tre mesi gli operatori del settore dessero un segnale, almeno di interessamento e di spiegazione, abbiamo dato un po di tempo fiduciosi ma ora la situazione è ingestibile, anche perché le carcasse dei selvatici sono troppe sul territorio e come è normale che sia si stanno verificando i primi episodi anche a livello sanitario di gastroenterite canina come di certo potrà evidenziare anche il servizio veterinario, da considerare che siamo in pieno inverno dove per fortuna il freddo aiuta a non propagare microbi tossici, ma se si va avanti di questo passo non oso pensare in estate a cosa si potrà andare incontro. In merito a questo abbiamo sollecitato chiunque vedesse animali predati di comunicarlo al Comune di competenza affinché provveda a ripulire i terreni appellandoci alla delibera Regionale che lo prevede. Anche in questo chiediamo un aiuto facendo magari dei comunicati stampa a tutela della nostra salute.
Chiediamo scusa se Le abbiamo scritto molto, impegnando il Suo tempo, ma crediamo fosse fondamentale dirle tutto ciò che accade in valle . Ci affidiamo a Lei, noi, come detto dalle persone che proteggono il lupo, siamo forse solo degli abitanti di montagna che non capiscono nulla, ma siamo anche quelli che questa montagna la tengono viva e abbiamo voglia di farlo uscendo di casa tranquilli, e lasciando liberi i nostri bimbi di giocare nei prati.
Un Grazie di cuore da parte di tutti noi , perché siamo sicuri che Lei ci aiuterà. Raffaella Delpoio, Fausto Moglia, 9000 firme di tutti gli abitanti che appoggiano l’istanza.
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