Lupo, un problema serio: “Basta con l’ipocrisia”
Priamo Bocchi a Tornolo: “Gli allevatori delle nostre montagne devono essere tutelati”
“Basta con le levate di scudi da parte della maggioranza di sinistra, succube delle frange ambientaliste che considerano l’uomo come un nemico dell’ambiente e della biodiversità. La difesa dell’ambiente va fatta partendo dall’uomo, dalle attività umane, dalle attività antropiche che sono e devono rimanere al centro di questa difesa. L’emergenza lupo non è un tema ambientale astratto, ma un’emergenza sociale ed economica, diventata ormai drammatica per le nostre comunità di montagna“.
Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi, intervenuto all’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale di Tornolo sul tema della gestione del lupo.
Durante il suo intervento, l’esponente di FdI ha ricordato come “troppo spesso la Regione Emilia-Romagna si sia trincerata dietro posizioni ideologiche, bocciando risoluzioni che chiedevano semplicemente misure straordinarie di contenimento e tutela per gli allevatori e le imprese agricole colpite dagli attacchi dei predatori“.
Il consigliere parmigiano ha quindi ribadito la necessità di una politica di gestione attiva della fauna, che “parta dall’uomo e dalle sue attività, e non da un ambientalismo che considera l’essere umano come un intruso nel proprio ambiente. Non possiamo continuare ad assistere – ha aggiunto – allo scoraggiamento di tanti allevatori che, dopo l’ennesimo attacco dei lupi, sono tentati di abbandonare la propria attività. È in gioco la sopravvivenza stessa di intere comunità montane. Le stesse che la Regione sostiene di voler tutelare“.
Bocchi ha inoltre sottolineato come altri Paesi europei, tra cui Francia, Slovenia e Austria, adottino già da tempo piani di controllo e abbattimento selettivo, “mentre nella nostra Regione prevale un’ipocrisia che finge di occuparsi del problema ma, nei fatti, non fa nulla per risolverlo“.
E ancora il tema delle associazioni che si pongono come obiettivo la tutela e la salvaguardia del lupo: “I bilanci di queste organizzazioni, nonostante dovrebbero essere obbligate a pubblicare i contributi pubblici, non sembrano esattamente trasparenti. Chiederemo alla Regione di fare luce su questi finanziamenti perché è doveroso sapere come vengono spesi i soldi dei cittadini” aggiunge Bocchi, che conclude: “Siamo di fronte a un paradigma inverso: per noi la difesa dell’ambiente va fatta partendo dalla salvaguardia delle famiglie, degli allevatori e delle persone che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma di un’aggressione o di un danno da aggressione da lupi. Da parte nostra continueremo a sostenerli, perché proteggere loro significa tutelare concretamente l’ambiente e le attività che lo vivono ogni giorno“.

