Fratelli d’Italia: “Enti locali in difficoltà per i pochi mezzi a disposizione; serve un piano strutturale a livello regionale”

In seguito all’ondata di maltempo che ha coinvolto il nostro Appennino Fratelli d’Italia, in una nota, ha preso posizione sul delicato tema del dissesto idrogeologico e delle infrastrutture che lo riguardano. “Lo scorso 20 giugno – esordisce in una nota Gaetana Russo, vice coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia e candidata alle prossime regionali del 26 gennaio – dopo aver avuto il piacere di ascoltare un interessante convegno, organizzato dall’Unione Industriali di Parma, sullo studio di fattibilità commissionato per la creazione di un serbatoio ad Armorano, prendemmo posizione su quello che non si può che considerare un tema delicato, nel nostro territorio.

Il convegno si inseriva in un periodo fertile per le opere di ingegneria idro geologica, rispondendo agli obiettivi impartiti nel Piano regionale di Gestione delle Acque del Distretto Idrografico ed essendo stata ad aprile 2019 la stessa Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po a comunicare che a fronte di progetti ritenuti utili potevano essere elargiti il 30,34% dei complessivi 250 milioni stanziati nella finanziaria per proteggere e migliorare i nostri territori. Ci permettemmo di caldeggiare l’opportunità di cogliere il momento e di affrontare quella che ogni anno diventa emergenza, con rischi di allagamento e di smottamenti“.

A distanza di mesi – continua la vice coordinatrice provinciale di FDI e candidata alle elezioni regionali -, con le piogge, plausibili per essere ai primi di novembre, plausibile per essere il territorio parmense puntualmente investito da dinamiche geomorfologiche particolari, iniziano a diramarsi i primi comunicati di allerta e rischio idrogeologico: da parte degli enti locali, che sono gli unici che fanno i conti in prima persona, con i pochi mezzi che hanno a disposizione, con queste calamità naturali. Ebbene, anzichè le “liberalità” una tantum di campagna elettorale, che visto il periodo Bonaccini pare aver inaugurato, sarebbe il caso di predisporre finalmente un piano serio, strutturale e cambiare rotta. Magari iniziando da gennaio 2020, cambiando volto a questa Regione“.

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