Una colata di fango a monte minaccia la SP15: la storica frana di Casaselvatica torna a muoversi; Provincia al lavoro per evitare danni ulteriori
Le forti piogge del weekend hanno riattivato la storica frana di Casaselvatica, nel Comune di Berceto. Sul posto, da ieri, lavora il personale della Provincia di Parma insieme ad alcune ditte del territorio per impedire che la lingua di fango che si è mossa dalla frana raggiunga la strada provinciale che collega Berceto a Calestano. Negli anni scorsi sono stati diversi gli interventi di manutenzione sulla storica frana, tra cui anche l’esplosione controllata delle guglie di roccia che erano pericolose per la sicurezza stradale. Fortunatamente sul territorio di azione del movimento franoso di Casaselvatica non ci sono case: negli anni, però, a fare la spesa delle colate di fango e di detriti è stata la strada più volte crollata e ricostruita.
Tra gli eventi che gli abitanti ricordano c’è quello del novembre 1957 quando a causa delle abbondanti piogge, dopo vent’anni di calma, la frana tornò a muoversi bloccando con quaranta metri di pietrisco la SP15. Il movimento franoso di riattivò poi nel 1964, nel 1965 e nel 1980 e 1981 quando la strada venne interrotta in più punti e vennero aperti fossi di scolo per garantirne la transitabilità. Tra novembre e dicembre 1994 la riattivazione della frana fu imponente e determinò l’arretramento di una decina di metri della scarpata principale, l’avanzamento di 500 metri delle colate, l’ostruzione dei corsi d’acqua laterali e la conseguente ostruzione del torrente Baganza con la formazione di un lago di sbarramento con una superficie stimata dell’invaso di 20mila metri quadrati.
Altri movimenti sono stati registrati nel 1997 e nel 2013. Oggi la Provincia di Parma è al lavoro per evitare che la colata di fango che proviene da monte possa ostruire i canali di scolo e possa infiltrarsi sotto il manto stradale, provocando così un possibile scivolamento a valle della strada stessa, come accaduto in altre occasioni. Le piogge dei prossimi giorni potrebbero rallentare gli interventi ed influire in modo negativo sull’azione di ripristino, mettendo a rischio chiusura un’importante arteria di traffico del nostro Appennino.
Gli altri interventi in Provincia
I danni già stimati sulle strade provinciali, in seguito all’ondata di maltempo, sono già di 300mila euro, molti dei quali rilevati nella Montagna Ovest. Gli smottamenti hanno riguardato la SP66 vicino al Castello di Compiano, la SP20 del Bratello; la SP19 del Manubiola; la SP359R di Salsomaggiore-Bardi tra Masanti e Ponte Ceno e la SP25 delle Pianazze. Il personale della Provincia – Servizio Viabilità, coadiuvato da ditte esterne, ha monitorato la situazione dalle prime ore della domenica per mantenere in esercizio la viabilità. Tutte le strade risultano percorribili, anche se alcune a senso unico alternato.
