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Egregio Direttore, il governo ha varato una manovra insufficiente, non dà risposte ai pensionati, anzi si è rivelata “una beffa” vista la mini-rivalutazione da “nemmeno 50 centesimi al mese” inserita in legge di Bilancio. Il confronto tra Governo e corpi intermedi, se ci fosse, servirebbe come freno alla disgregazione sociale e a garantire il pluralismo nel mondo del lavoro. Da fare subito: una legge nazionale sulla non autosufficienza in grado di dare servizi socioassistenziali e sanitari a persone che nel tempo si aggraveranno, il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita sulle pensioni, avviando un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità di tutti i lavori; troppe attività sono ancora usuranti e non riconosciute.

Una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale perchè la spesa per le pensioni, in Italia, è sotto la media europea. Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato. I nostri pensionati sono sottoposti ad un trattamento fiscale punitivo, sia perché soffre dell’eccesso di prelievo che scaturisce dalla combinazione fra Irpef e addizionali regionali e comunali, sia perché è superiore a quello che grava sul reddito da lavoro dipendente di analogo ammontare. La scarsa capacità di spesa dei pensionati pesa molto sullo stato di asfissia del sistema commerciale. I prelievi poi sono doppi rispetto agli spagnoli, tripli rispetto agli inglesi, quadrupli rispetto ai francesi e, molto superiori a quelli tedeschi. In euro significa che si va dagli oltre 4mila euro sopportati dal pensionato italiano ai 39 a carico del pensionato tedesco. Accade anche che il pensionato italiano, subisca un maggior prelievo rispetto al dipendente e che tale extra imposta sia più forte tanto più la pensione è bassa.

La cosa che si deve fare per le pensioni minime, è che possano dedurre dal loro reddito le spese mediche impreviste, come protesi dentarie od interventi dal costo elevato. Stiamo parlando di 16 milioni circa di persone, delle quali 12 milioni hanno una pensione medio-bassa, oscillante tra 500 e mille euro mensili. Siamo di fronte ad un fenomeno sociale di povertà assoluta e per tale motivo non riescono più a curarsi,  non hanno il modo di pagare i ticket, per non parlare dei super ticket. Dobbiamo molto ai nostri pensionati, in questo momento di crisi anche occupazionale, molti di loro sostengono i propri figli anche sopportando il prolungamento della loro permanenza nel nucleo familiare originario. Senza parlare del ruolo dei nonni, infatti molti giovani possono continuare a lavorare senza trovarsi davanti al bivio tra lavoro e famiglia.

Rino Basili

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