Fidenza, la famiglia di Mario Gorreri incontra chi lo salvò in Russia nel 1942

Il comune di Fidenza insieme all’Istituto Italiano di Cultura di Mosca ha organizzato un evento…

Il comune di Fidenza insieme all’Istituto Italiano di Cultura di Mosca ha organizzato un evento unico nel suo genere che andrà in scena il prossimo 4 febbraio. Dopo più di 9 mesi di ricerche, infatti, si è riusciti ad organizzare un incontro tra la famiglia di Mario Gorreri, fidentino reduce dal fronte sovietico della seconda guerra mondiale, e la famiglia russa che 79 anni fa lo salvò da morte certa sfamandolo ed assicurandogli un luogo sicuro per il ricovero. Un legame nato in tempi remoti che ritorna a pulsare grazie anche al lavoro incessante dell’ Associazione Nazionale Alpini di Parma e dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Parma. Il ricongiungimento tra le due famiglie avverrà il 4 febbraio in diretta Facebook sul canale istituzionale del comune borghigiano.

Mario Gorreri aveva 30 anni quando nel 1942 l’esercito italiano decise di intervenire attivamente, a fianco delle truppe naziste, nella campagna di Russia. Quella che doveva essere una vittoria lampo dell’esercito dell’Asse si rivelò, invece, una catastrofica guerra di trincea che decimò i contingenti italiani mal equipaggiati e non pronti a sopportare le rigide temperature dell’inverno russo. Gorreri, abile guidatore di camion, aveva il compito di trasportare rifornimenti, armi, uomini e quant’altro per centinaia di kilometri attraverso la steppa russa. Mario servì l’esercito in Russia dal 15 luglio al 30 novembre del 1942 e fu molto fortunato a ritrovare la strada di casa poco prima che l’esercito italiano venisse isolato e costretto ad un’impraticabile ritirata in cui persero la vita circa 80mila nostri compatrioti.


Durante la sua permanenza in Russia, Gorreri venne aiutato dalla famiglia Gavrik di Belgorod, che lo aiutò sfamandolo e concedendogli riparo e ristoro. In segno di gratitudine Mario Gorreri regalò alla famiglia la gavetta militare che aveva in dotazione, su cui aveva inciso il proprio nome, cognome e la scritta “Fidenza”, in segno di ricordo della città d’origine. La famiglia Gavrik ha conservato fino ad oggi quel cimelio e circa 9 mesi fa ha contattato l’ambasciata italiana di Mosca per cercare di restituire la gavetta ai famigliari di Mario Gorreri. La direttrice dell’istituto Italiano di Cultura di Mosca ha dichiarato: “Eventi di questo genere sono rari e servono come testimonianza e ricordo di un passato tragico che ancora oggi deve unire due Paesi come l’Italia e la Russia“. Il sindaco di Fidenza Andrea Massari ha spiegato: “Ci siamo trovati davanti ad una storia davvero commuovente, una di quelle che di solito si leggono dentro ai romanzi. Quando mesi fa ricevetti una lettera dall’Istituto Italiano di Cultura di Mosca rimasi interdetto dall’evento, non mi aspettavo una così grande nobiltà d’animo da parte della famiglia Gavrik. Ricordarsi di certe cose anche a distanza di 79 anni è sintomo di grande solidarietà e fratellanza“.

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