Cinque ingressi, una storia millenaria; ecco Parma vista dallo spioncino delle Porte cittadine che delimitavano i suoi confini

@AlessiaBianchi @LucaGalvani

Memorie di Parma: storia ed immagini | PORTE CITTADINEMEMORIE DI PARMA | Parma, come molte di dominazione romana, conserva moltissimi elementi che ci consentono di comprendere vita, abitudini e costumi antichi dei luoghi in cui viviamo. A partire dal XII secolo, la Città conobbe la costruzione di nuove mura, una cinta difensiva che andava ad sommarsi a  costruita con il primo sviluppo dell’insediamento emiliano. Queste nuove mura si mostrano fin da subito di più ampio respiro e comprendono nuovi quartieri databili posteriormente l’anno Mille. Nel punto in cui le strade maggiori come la via Emilia incontravano le mura furono edificate gigantesche porte con funzione di collegamento della vita cittadina con il resto del territorio.

LE PORTE DI PARMA

Porta Nuova. Denominata inizialmente Porta Peduculusa, si apre a sud verso le colline e cambiò nome in Porta Nuova nel 1261, a seguito dei lavori di sistemazione. Nel 1591 la Porta venne rinforzata con la costruzione della Cittadella. Nota storica: nella zona adiacente all’attuale Barriera Farini risiedevano gli strati più umili della popolazione, come i piccoli lavoratori e i poveri.

Porta S. Barnaba. Passaggio dei mercanti in arrivo da Venezia e Mantova e situata verso il Po, era la Porta dei parmigiani battaglieri e facinorosi, coloro che risiedevano nella parte della città composta di fitti borghi e canali. Priva di fortificazioni, l’attuale Barriera Garibaldi è la porta principale della parte vecchia della città.

Porta S. Croce. Situata a Ovest, l’ingresso permetteva il passaggio dei pellegrini in arrivo da tutta Europa. Ben fortificata in quanto punto d’assedio dei nemici piacentini e di S. Donnino (oggi Fidenza), Porta S. Croce sarà rimaneggiata più volte nel tempo mantenendo le tre tipiche arcate: centrale per il transito di carri, laterali il passaggio dei pedoni.

Porta S. Francesco. Costruita nel 1261, prese il nome dall’omonima strada (oggi via Nino Bixio), la quale a sua volta era stata intitolata Ordine Francescano e all’Oratorio dedicato a San Francesco andato distrutto. La Porta era l’uscita per i grandi feudi della montagna, tra cui Corniglio, Varano e Bardi. Nota storica: gli abitanti di questa zona erano i nobili “contrapposti al potere”.

Porta S. Michele. Situata ad est, la Porta divideva i quartieri abbienti della città (via Repubblica) e il lazzaretto posto appena fuori dalle mura. Fu così denominata per la vicina presenza dell’omonima chiesa e al suo interno (quella che oggi conosciamo come Barriera Repubblica) risiedevano artigiani e mercanti, famiglie nobili, banchieri e reggitori della città.

Memorie di Parma: storia ed immagini | PORTE CITTADINE
Parma in un’incisione del 1460
I cinque ingressi cittadini in un’illustrazione del 1587
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Una veduta di Parma nel 1700

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