Menu di primavera: motivo e idee per portare i fiori in cucina

La primavera è in arrivo. Ci lasciamo alle spalle questo inverno strano e non troppo freddo, per addentrarci nella stagione dei fiori e dei colori, che in realtà a causa del clima mite è stata anticipata di qualche settimana. Fiori, boccioli, piante e animali che si risvegliano, in un’atmosfera a dir poco surreale: la natura fuori sta trovando nuova vita, mentre milioni di italiani sono costretti a segregarsi in casa per l’emergenza del coronavirus. E come al solito, stare in casa e in famiglia, fa nascere (o riemergere) ai più creativi la voglia di cucinare e sporcarsi le mani per preparare qualche piatto da condividere sulla tavola. Quest’anno quindi, ecco alcune idee per portare i fiori profumati e colorati nelle nostre pietanze: quali sono le proprietà dei fiori? Quali sono commestibili? E che ricette si possono preparare?

L’usanza di usare i petali in cucina è in realtà di lunga tradizione. In origine l’Oriente utilizzava soprattutto crisantemi e fiori di loto mentre rose e violette erano preferite dall’Occidente. Oggi gli chef stellati stanno recuperando la tradizione, un po’ per curiosità, un po’ per creatività, e un po’ per stupire. Reinserire i fiori nelle pietanze infatti valorizza soprattutto la parte scenografica e puramente estetica del piatto, ma non bisogna dimenticare le proprietà dei fiori stessi, che sono serbatoio di vitamine e sali minerali. Per cogliere la loro essenza tuttavia, è importante coglierli quando sono appena sbocciati, lavarli con delicatezza e lasciarli asciugare su carta assorbente, per evitare di rovinarli. Molti fiori inoltre, come il tarassaco, la calendula o il sambuco hanno proprietà terapeutiche, in ordine sono infatti utili per la diuresi, come antinfiammatorio, e contro le infezioni dell’apparato respiratorio.

I fiori più utilizzati e le ricette

Per iniziare proprio da casa nostra, Parma, un simbolo stesso della cucina del posto, e in questo caso anche della Duchessa Maria Luigia, è l’importanza nella tradizione culinaria della violetta di Parma. Dai suoi petali nasce il famoso liquore, che spesso viene utilizzato in dolci o nel famoso semifreddo. La violetta tuttavia, è usata anche per risotti o primi piatti, che dà sempre un tocco di gusto e soprattutto di colore. Proseguendo sempre da uno dei fiori più famosi, anzi sicuramente il più impiegato, ci dirigiamo verso gli immancabili fiori di zucca. Gialli e delicati, sono ottimi fritti, ripieni, ma buoni anche per condire pasta, risotto o sformatini con formaggi.

Petali di lavanda, rosa, calendula, begonia e altri tipi di fiori eduli, sono impiegati spesso in insalate o zuppe, in superficie di solito, per colorare e stupire. Alcuni fiori di garofano, che si possono immergere nel vino o caramellare, sono ottimi per la decorazione delle torte, mentre il crisantemo conferisce una nota più amara per i piatti. Oltre però a piatti “solidi”, sono tantissimi gli infusi e le tisane preparati con fiori e il loro profumo: malva, camomilla, rosa canina o karkadè sono solo i più attingibili, dato che si possono trovare nei supermercati già pronti per gli infusi.

Infine, prima di inserire qualsiasi fiore in una ricetta o nel proprio piatto del giorno, è assolutamente fondamentale assicurarsi se i fiori che stiamo cogliendo siano effettivamente edibili. Per questo infatti, è consigliabile utilizzare soltanto i fiori coltivati da noi stessi, ricordarsi che la parte commestibile è soltanto quella dei petali, e in ogni caso è sempre obbligatorio lavarli molto accuratamente.

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