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Migranti a Lesignano: “Figuraccia di parrocchia e Amministrazione” – LETTERA AL GIORNALE

Lettera aperta di un cittadino sulla probabile accoglienza a Lesignano de’ Bagni di 3 migranti; “Ecco com’è andata, Amministrazione schiava del Pd provinciale”

Nel mio comune, Lesignano de’ Bagni, il Prefetto aveva destinato qualche tempo fa 7 migranti; i primi 4 sono stati collocati in un appartamento lo scorso aprile, dopo che per mesi l’Amministrazione ha cercato disperatamente una soluzione. La situazione si è sbloccata grazie ad un privato che ha ceduto in affitto al C.I.A.C. Onlus di Parma un appartamento in un condominio di via Volontari del Sangue. A mio avviso, in quell’occasione, dalla Giunta non hanno informato adeguatamente i cittadini.

A metà novembre, invece, si apprende che in un condominio di Santa Maria del Piano arriveranno alcuni migranti/profughi. Dopo un primo incontro in cui fanno presente la non opportunità di insediare 3 o 4 persone in un contesto di persone anziane, il sacerdote ritira la disponibilità in modo formale con una lettera rivolta al sindaco e al C.I.A.C., “in vista dei difficili rapporti che potrebbero instaurarsi fra gli inquilini ed i nuovi arrivati“.


Ma il 6 dicembre don Bocchi, parroco di Lesignano, cambia idea improvvisamente – si dice su pressioni dell’amministrazione – e cede l’appartamento. Abitato che la parrocchia aveva avuto da un lascito testamentario nel 2012. Il 10 dicembre è iniziata, quindi, una raccolta firme tra gli abitanti di via Azzolini, luogo in cui si trova il condominio. A seguire, il 27 dicembre, si è svolto un incontro di chiarimento sul tema.

La questione nel dettaglio – Appartamento tolto ad un cittadino in difficoltà

In questo incontro, riservato ai firmatati e alla presenza del C.I.A.C. si chiariscono i dettagli, ma i condomini rimangono fortemente critici e contrari alla scelta compiuta. In particolare per non essere stati precedentemente informati; poi perché a domanda precisa sul numero e sull’identità dei rifugiati si è risposto con un laconico “deciderà il C.I.A.C. in piena autonomia“. I rappresentanti della Onlus però non hanno fornito chiarimenti in merito, aggiungendo solo che nel caso ci fossero minorenni, questi sarebbero seguiti da un tutor.

Altri dettagli. L’appartamento individuato per ospitare i migranti è di 65 mq ed è di proprietà della parrocchia. Questo fu donato dalla signora Bianca Padovani, che lasciava mobili e immobili con destinazione Badia Cavana. All’attuale inquilino Stefano Canalipersona in difficoltà avente un contratto a tempo determinato col comune – è stato assegnato, pur essendo arrivato quarto in un bando, un locale in via Rondella a Lesignano di circa 16 mq.

Il Comune, inoltre, ha bypassato il testamento con due contratti in comodato gratuito: uno con la parrocchia e uno col C.I.A.C., con la dichiarazione che i proventi saranno destinati ai servizi sociali. Il Comune, poi, ha iniziato a fare dei lavori presso la Badia Cavana per circa 36.000 €. Questi rappresentano una specie di anticipo o caparra sulla promessa di acquisto dell’appartamento di via Azzolini 9. Il 16 gennaio è stata convocata una riunione della commissione sul sociale dove si dovrebbe precisare il progetto di accoglienza profughi.

Un commento sulla vicenda

Oltre alla pessima figura fatta dalla nuova parrocchia, con un atteggiamento alla Don Abbondio, anche l’Amministrazione ha dato prova di servilismo ai diktat del Pd provinciale e del Prefetto. Infine una domanda nasce spontanea. Sostituire un inquilino italiano disabile con almeno 3 profughi, che producono un reddito di 28 € testa al giorno, è ospitalità cristiana o altro?

Canali Claudio

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