Sul muro dell’ex caseificio e sull’asfalto della Provinciale spuntano le scritte contro migranti e Sindaco; ecco le foto degli insulti cancellati
MIGRANTI LESIGNANO | Polemiche e partita sull’accoglienza migranti non certo chiuse: a dimostrarlo le scritte degli scorsi giorni sulla struttura di San Michele Cavana che dovrebbe ospitare otto profughi all’interno del progetto Sprar.

Il Comune dovrà ospitare otto richiedenti asilo secondo il progetto Sprar; insulti pesanti su facciata d’ingresso e strada di fronte al cimitero
Con la sospensione del progetto accoglienza migranti nell’ex caseificio di Mulazzano Monte a Lesignano la partita sul tema immigrazione non sembra certo chiusa: come noto, infatti, l’accordo tra Sindaco e Prefettura prevede l’impegno da parte dell’amministrazione nel portare a termine il progetto Sprar, piano con cui ci si prepara ad accogliere otto nuovi rifugiati sul territorio. L’edificio individuato per accogliere i nuovi profughi è l’ex caseificio di San Michele Cavana, struttura situata a pochi chilometri dal capoluogo Qui negli ultimi giorni sono comparse alcune scritte offensive nei confronti del primo cittadino Giorgio Cavatorta: “Sindaco venduto bastano per tre“, nonché promesse di lotta e raffigurazioni falliche sono le diciture a sostegno del “no accoglienza” che prontamente si è cercato di cancellare (FOTO). Ben più gravi, invece, le offese personali rivolte al sindaco Cavatorta: “Cavatorta m…” e “È solo l’inizio“.
Accoglienza migranti: un tema che non smette di contrapporre e dividere sul territorio parmense
Una prassi, quella dell’offesa subdola, che sembra più che mai di moda anche in Provincia di Parma: dopo gli attacchi al sindaco di Felino, Elisa Leoni, che aveva confermato il sostegno della propria amministrazione all’accoglienza sul territorio comunale, ora arrivano anche a Lesignano. Diversa la situazione in altri comuni del parmense, dove la chiusura a questo tipo di progetti si è dimostrata totale e la resistenza ad accordi con la Prefettura più che mai ostinata. Fatto è che, anche sul nostro territorio, il tema immigrazione accoglienza in strutture pubbliche e private non smette di dividere, sopratutto tra i cittadini sempre più arroccati su posizioni molto distanti: aprire ad esperienze di integrazione all’interno del tessuto sociale e sbarrare le porte di fronte alle continue e purtroppo incessanti richieste da parte delle Prefetture.
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