Misteri di Parma: a Varsi i resti di una città perduta con oltre 2200 anni di storia
di Martina Mugnaini Le città perdute da sempre affascinano studiosi, archeologi e storici: la celebre…
di Martina Mugnaini
Le città perdute da sempre affascinano studiosi, archeologi e storici: la celebre Atlantide, la sfavillante El Dorado, Babilonia, le antiche città Maya e Inca, i Nuraghi sono solo alcune delle centinaia di civiltà scomparse dal nostro pianeta. E se vi dicessimo che anche il parmense ha la sua? Nella campagna intorno a Varsi, nella valle del fiume Ceno, sono infatti presenti dei resti appartenenti ad un’antica città: Umbrìa. Il toponimo del luogo non è ancora del tutto chiaro e si pensa che la città sia stata fondata dagli Umbri o dai Liguri tra il secondo ed il terzo secolo a.C e fortificata in seguito dai Bizantini.
Gli scavi archeologici, iniziati nel 1861, hanno portato alla luce una torre angolare e l’adiacente cinta muraria. Inizialmente si pensava che la costruzione fosse una sorta di fortino costruito dai Liguri ma in seguito, data la pianta analoga a quella usata nei fortilizi antico-romani, gli studiosi hanno ipotizzato che in realtà la costruzione fosse di origine bizantina e che fungesse da protezione contro i barbari. Il forte risale al sesto o settimo secolo dopo Cristo ed è probabile che servisse come rifugio per la popolazione durante gli attacchi dei Longobardi o dei Goti.
Ad oggi è visibile solo un tratto del muro di cinta, lineare in alcuni tratti, molto irregolare in altri, finendo poi per scomparire del tutto; sono ancora visibili i vani rettangolari di sostegno ai camminamenti di ronda e, dove il muro si interrompe bruscamente, è probabile che fosse presente una porta cittadina. Si stima che la città coprisse 7.200 metri quadrati ma ad oggi solo 160 sono stati scoperti. A cosa serviva un’area così ampia? Purtroppo molte pietre della cinta muraria ed altri resti sono andati perduti nelle decine di anni di scavi archeologici oppure utilizzati probabilmente dalla gente del posto per costruire le proprie case.
Il mistero di Umbrìa sta proprio nella sua origine: un forte costruito da Umbri, Liguri ed Etruschi, alleatisi per difendersi dai Galli in epoca preromana o dai Romani stessi in seguito? Oppure una costruzione fortificata eretta dai Bizantini in epoca alto-medievale contro gli attacchi dei popoli barbari? Alcuni frammenti di ceramiche ritrovati nel Museo Nazionale di Parma sembrano confermare la seconda ipotesi ma sono stati volutamente ignorati per dare maggior credibilità alla tesi dell’origine preromana. In ogni caso l’origine e la funzione della città nascosta all’ombra degli alberi secolari dell’Appennino parmense è ancora un mistero.

