Si dice che la Rocca Meli Lupi sia infestata dal fantasma di Donna Cenerina, che si manifesta solo in occasione di una morte imminente

La Rocca di Soragna è una splendida residenza signorile situata nella campagna parmense, caratterizzata da saloni settecenteschi e sale impreziosite con decorazioni barocche. Le più famose attrazioni della Rocca di Soragna, conosciuta anche come Rocca Meli Lupi dal nome della famiglia nobile che la costruì nel XIV secolo e che tutt’oggi vi abita, sono senza dubbio i numerosi saloni affrescati ed ammobiliati stupendamente, tra i quali spiccano la Sala del Trono e la Camera Nuziale, gli sfarzosi corridoi e le gallerie di specchi, senza dimenticarsi, inoltre, del bellissimo giardino all’inglese e della cappella privata.

Ma la splendida Rocca di Soragna non custodisce solo mobili pregiati e sale affrescate. Si dice che per il castello vaghi tutt’oggi una misteriosa presenza, ossia il fantasma di Donna Cenerina, così chiamata a causa dei suoi capelli biondo cenere. Si pensa che il fantasma che vaga per quei corridoi sia quello di Cassandra Marinoni, una nobildonna vissuta nella Rocca nel Cinquecento, sposa di Diofebo II Meli Lupi, la quale fu assassinata dal cognato nel 1573 probabilmente per interessi economici. Purtroppo il colpevole non fu mai catturato ed il crimine è rimasto impunito. E’ per questo motivo che lo spirito di Cassandra continua ad aggirarsi nel castello, inquieto e senza pace a causa dell’ingiustizia subita.

Ma attorno alla figura di Donna Cenerina si nasconde un altro mistero. Sembra infatti che il fantasma sia molto schivo e difficile da avvistare se non in una macabra e specifica occasione: l’imminente morte di uno dei membri della famiglia. Una rara apparizione di Donna Cenerina è da considerarsi quindi come un presagio di morte, un annuncio di future sventure e disgrazie. Del resto Cassandra era anche il nome della famosa sacerdotessa della mitologia greca, maledetta con la preveggenza. In occasione della morte di un membro della famiglia, Donna Cenerina tende a manifestarsi anche attraverso gli scricchiolii dei mobili antichi.

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