La torre, simbolo di Parma, era alta 130 metri e aveva una cuspide decorata; nel Seicento crollò facendo delle vittime e non fu mai più ricostruita

Parma è sempre stata una città ricca di monumenti, costruzioni ed edifici storici, testimoni di un passato in cui il dominio sulla città è passato nelle mani di una moltitudine di popoli e di regnanti differenti: i romani in antichità, i longobardi e i bizantini durante il medioevo, i francesi di Napoleone a cavallo di Settecento e Ottocento. Ognuna di queste civiltà ha lasciato qualcosa alla città ed ha contribuito al suo splendore.

Tuttavia, oggigiorno molti dei monumenti del passato sono scomparsi, andati perduti a causa delle guerre, distrutti da calamità naturali, smontati e rimontati altrove o semplicemente abbattuti. La torre civica è uno di questi. Torre comunale, all’epoca considerata il simbolo della città, fu costruita nel 1287 e si ergeva di fianco al Palazzo del Capitano del Popolo, oggi sede del Comune, per 130 metri, un’altezza che la rendeva la torre più alta d’Italia. Aveva una base quadrata, innalzata più volte nel corso degli anni, e terminava con una cuspide di forma ottagonale, decorata con fregi, marmi e decorazioni; vi era incastonato anche un bellissimo orologio composto da figure meccaniche in movimento.

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Purtroppo, con il tempo, la torre iniziò a cedere: si formarono profonde crepe ed iniziò a pendere sempre di più, fino a raggiungere uno scarto dalla verticale di più di 100 metri. Poi, nel 1606, il drammatico epilogo: la torre crollò improvvisamente sul Palazzo del Comune, distruggendolo ed uccidendo 26 persone. La causa ufficiale fu ritrovata nel peso eccessivo della torre, ma a posteriori molti polemizzarono sulle effettive capacità architettoniche dei progettisti; anche l’architetto Giovan Battista Magnani, solo un anno prima del crollo, aveva denunciato le brutte condizioni in cui versava la struttura.

Fu così che la bellissima torre civica, la più alta d’Italia, simbolo della città di Parma, scomparve senza lasciare traccia, mai più ricostruita; con lei andarono inoltre perduti preziosi libri ed antichi documenti, siccome la torre funzionava anche come archivio storico della città. Il Palazzo del Comune, distrutto nel crollo, invece fu interamente ricostruito. Esistono pochissime immagini della torre, la quale sopravvive solo in alcune cartoline dell’epoca.

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